Chiara Ferragni Indagata per truffa: coinvolte anche uova e bambola
Chiara Ferragni, celebre influencer, si trova al centro di un’inchiesta della Procura di Milano che, inizialmente incentrata sul pandoro Pink Christmas della Balocco, si estende ora ad altri episodi. La Ferragni è stata iscritta nel registro degli indagati per l’ipotesi di truffa aggravata, coinvolgendo non solo il dolce natalizio, ma anche le uova di Pasqua della Dolci Preziosi e una mascotte di stoffa a edizione limitata lanciata sul mercato nel 2019 a scopo benefico per l’associazione “Stomp Out Bullying”.
Le indagini, delegate al Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Gdf, puntano a fare luce su tutte le campagne della Ferragni che presentano riferimenti ad attività benefiche. La Procura milanese ha sollevato una questione di competenza con i pm piemontesi, che a loro volta hanno aperto un fascicolo gemello contro Chiara Ferragni e Alessandra Balocco, amministratrice delegata della Balocco.
Gli inquirenti ritengono che i casi del pandoro, delle uova di cioccolato e della bambola siano legati dal “vincolo della continuazione”. La competenza territoriale milanese, in particolare sul caso della bambola, è ritenuta dirimente, mentre i pm cuneesi sostengono che l’eventuale ingiusto profitto si sia realizzato a Fossano, sede della Balocco.
La prossima mossa spetterà al pg della Cassazione, poiché solo i pubblici ministeri cuneesi hanno rivendicato l’inchiesta. Nel frattempo, i legali di Chiara Ferragni, Marcello Bana e Giuseppe Iannaccone, dichiarano la totale certezza dell’assoluta innocenza della loro assistita e si dichiarano pronti a cooperare con il magistrato designato.
Nel frattempo, il mondo politico interviene sulla vicenda. La premier Giorgia Meloni annuncia che giovedì prossimo sarà presentata una norma sulla trasparenza nelle attività benefiche, sottolineando l’importanza di regolamentare tali iniziative.
Intanto, i pm milanesi dovranno valutare un esposto del Codacons riguardante una campagna del 2020 di raccolta fondi contro il Covid attraverso una “capsule collection” di biscotti in collaborazione con Oreo.
La posizione della Meloni in merito alla vicenda del pandoro è chiara, affermando di “non essere pentita” delle sue dichiarazioni e sottolineando che non c’era intenzione di uno scontro con Chiara Ferragni, ma piuttosto di tutelare la trasparenza nelle iniziative a scopo benefico.

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