Antimafia “Maestrale-Carthago”
in Italia, 84 misure cautelari eseguite 🔴 [Video]
Nelle prime ore del mattino, più di 600 carabinieri del comando provinciale di Vibo Valentia hanno dato inizio all’operazione antimafia denominata “Maestrale-Carthago”. Questa operazione si estende su tutto il territorio nazionale ed è finalizzata all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di 84 soggetti sospettati di legami con l’organizzazione criminale.
L’operazione è stata condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Vibo Valentia, con il supporto del Reparto Crimini Violenti del ROS e di oltre 600 uomini della Legione Calabria e dei comandi territorialmente competenti, tra cui i Carabinieri “Cacciatori” di Calabria, il Nucleo Cinofili e l’8° Nucleo Elicotteri di Vibo Valentia.
L’operazione è stata eseguita in seguito a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catanzaro su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, guidata dal Procuratore Nicola Gratteri. Degli 84 soggetti coinvolti, 29 sono stati posti in carcere, 52 sono stati sottoposti agli arresti domiciliari e 3 sono stati obbligati a presentarsi alla Polizia Giudiziaria.
I reati contestati vanno da associazione di tipo mafioso, omicidio, scambio elettorale politico mafioso, violazione della normativa sulle armi, traffico di stupefacenti, corruzione, estorsione, ricettazione, turbata libertà di incanti, illecita concorrenza con minaccia o violenza, trasferimento fraudolento di valori, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e altri reati, tutti aggravati dal “metodo mafioso”.
Questa operazione è la continuazione di una precedente azione condotta il 10 maggio, che aveva già portato all’arresto di 61 persone. Nel complesso, ci sono 170 indagati nell’indagine. L’obiettivo dell’operazione è stato smantellare le organizzazioni mafiose attive nella provincia vibonese, particolarmente coinvolte in estorsioni contro aziende edili, imprese turistiche e del settore dei trasporti marittimi.
Le indagini hanno rivelato anche forti collegamenti tra la criminalità organizzata e il mondo politico e della pubblica amministrazione. L’ASP di Vibo Valentia è stata completamente asservita alle consorterie mafiose locali, con alcune accuse di scambio elettorale politico mafioso e corruzione di funzionari e dirigenti medici dell’ASP.
L’operazione ha anche portato alla luce dettagli sull’omicidio di Maria Chindamo nel 2016, con accuse contro un indagato per aver contribuito in modo significativo alla consumazione del delitto attraverso la manomissione del sistema di videosorveglianza e per aver distrutto il corpo della vittima.
Inoltre, sono stati contestati reati connessi all’omicidio di Corigliano Angelo Antonio nel 2013 e sono stati scoperti bunker e armi illegali, tra cui un fucile AK-47 Kalashnikov e un revolver.
Questa operazione antimafia rappresenta un importante passo nella lotta contro le organizzazioni criminali nel Vibonese e ha rivelato legami sconcertanti tra la criminalità organizzata, la politica e la pubblica amministrazione.






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