Perugia riparte tra mille incognite
di Gianluca Drusian
Lunedi 17 luglio 2023, intorno alle 9.45, Pian di Massiano. All’entrata del parcheggio degli spogliatoi non c’è più il mitico “Boncio” (alias Sergio Militi Ribaldi) a dirigere il transito dopo quasi 30 anni di servizio per la causa biancorossa.
Entrano alla spicciolata i giocatori convocati. Da fuori dei cancelli si riescono a distinguerne alcuni, Casasola, Furlan, Santoro ed il giovane Sulejmani con il padre, fuori, telefonino all’orecchio in ansia ad attendere notizie del proprio figlio.
Dentro, per la effettuazione delle visite mediche è doverosamente presente anche il presidente Santopadre, per la trattavi di vendita c’è probabilmente tempo anche nel pomeriggio.
Santopadre fa gli onori di casa agli atleti ed anche a quello che viene presentato ai giocatori come neo tecnico biancorosso, quel Francesco Baldini già da qualche giorno nominato dalla stampa come possibile novità della panchina dei Grifoni.
Fuori dai cancelli non c’è un gran numero do tifosi a “Curiosare”(termine appositamente coniato per descrivere i soliti, quelli che da sempre seguono il Grifo sette giorni su sette) ma ce ne sono quanto basta per far capire che, nella giornata odierna, il calcio giocato, a Perugia, sta per ricominciare.
Dopo aver parcheggiato all’interno del piazzale antistante gli spogliatoi, si materializza all’esterno del medesimo il sindaco Andrea Romizi e l’assessore Clara Pastorelli.
Il sindaco, senza indugio, punta dritto al capannello dei tifosi antistante e si mette ad intavolare con loro una tavola rotonda chiarificatrice degli ultimi eventi in tema di nuovo stadio Curi, di cordate e di progetti, di lavori da fare e costi sostanziosi da sostenere che immediatamente coinvolge tutti i presenti.
Non difetta certo il sindaco del capoluogo di capacità di convincimento delle proprie opinioni e della stima che sembra continui ad avere da parte dei cittadini di Perugia. Le due vittorie scroscianti elettorali del recente passato stanno li a dimostrare quanto sia stato capace di saper dialogare con la gente ed in mezzo alla gente.
Nessuno, tra i presenti, sembra contraddire il Sindaco. La volontà comune sembra essere quella in linea con la delibera della giunta comunale che ha rigettato la richiesta di nuovo Curi presentata dalla società ArenaCuri.
Ci saranno in città anche coloro che la pensano al contrario ma, stamattina, sembrava non ve ne fossero.
Arrivano molti giornalisti ed alcuni riescono anche ad intervistare tanto il sindaco, rimasto sempre in mezzo ai tifosi, quanto il presidente all’interno del recinto del Curi.
Il sindaco ribadisce che la presenza di stamattina al Curi era dovuta ad un controllo tecnico da effettuare circa i lavori fatti e quelli da fare in merito alla messa in sicurezza dell’attuale impianto. Lavori che, anche a causa della procedura instaurata per la realizzazione del nuovo Curi ha portato ad uno stop ed ad un rallentamento ma che devono comunque riprendere e con tempi celeri.
Di trattative di vendita della società e di altri progetti, Romizi, non ne è entrato in alcuna maniera in argomento.
Il Presidente Santopadre, invece, all’interno degli spogliatoi, senza poter essere sicuri di poter scrivere se i due si siano visti o meno, ha voluto presentare alla squadra il nuovo mister rilevando come la stessa debba iniziare con i propri impegni al di la di come finiranno le vicende connesse alle attività del campo sportivo (oggi ci dovrebbe essere la decisione del collegio di garanzia del coni sui ricorsi vicende iscrizioni/ammissioni).
Il Perugia, quindi, è ripartito. Quale sia il suo futuro resta tuttavia nascosto dietro a tante situazioni extra calcistiche che, come dimostrato in mattinata, stanno allontanando ancora di più i tifosi dalla propria passione verso il calcio giocato.
Solo a ripensare a quanta gente affollava non solo i giorni di raduno e quelli fatti nei luoghi di ritiro precampionato ma solo e soltanto il giorno della presentazione ufficiale della squadra, dell’allenatore, del direttore sportivo e quant’altro, ha fatto vivere, ai tifosi presenti tanta ma tanta malinconia del passato.

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