Caso Barbara Corvi, spunta un altro pentito: “E’ sepolta sull’Aspromonte”
Il caso della scomparsa di Barbara Corvi, avvenuta il 27 ottobre 2009, potrebbe finalmente avvicinarsi a una svolta. Una rivelazione shock proveniente da un collaboratore di giustizia potrebbe indicare una sconvolgente verità riguardo al destino della giovane donna amerina. Lo scrive oggi il Messaggero dell’Umbria in un articolo a firma di Nicoletta Gigli.
Secondo le informazioni fornite dal pentito durante le delicate fasi delle indagini – scrive il quotidiano -, Barbara sarebbe stata rapita e portata via da Amelia, per poi essere condotta in un lungo viaggio verso la Calabria, dove avrebbe trovato la morte. Il suo corpo senza vita sarebbe stato sepolto in una zona montuosa impervia sull’Aspromonte.
Il quarto collaboratore di giustizia ascoltato in merito alla scomparsa di Barbara sarebbe disposto a fornire dettagli specifici agli investigatori della procura, indicando il luogo esatto in cui sarebbe stato sepolto il corpo della giovane madre.
Tutto ciò emerge a pochi giorni dall’udienza di fronte al giudice per le indagini preliminari, Barbara Di Giovannantonio, che dovrà decidere se le indagini su Roberto Lo Giudice, accusato dell’omicidio di Barbara Corvi e della sparizione del corpo, debbano proseguire o se debbano essere definitivamente archiviate, come richiesto dal procuratore Alberto Liguori.
I legali della famiglia Corvi, Giulio Vasaturo ed Enza Rando, si sono opposti alla richiesta di archiviazione, sottolineando l’importanza di valutare attentamente la testimonianza del collaboratore di giustizia e di effettuare ulteriori verifiche.
La decisione spetterà al giudice, che dovrà valutare le due posizioni contrastanti. Da un lato, la richiesta di archiviazione presentata dal procuratore Liguori, che si basa sulle indagini supplementari condotte sul veicolo del marito alla ricerca di tracce di Barbara e sulle nuove testimonianze raccolte dagli investigatori, che non avrebbero fornito elementi sufficienti per mandare a processo l’unico indagato. Dall’altro lato, la richiesta dei legali della famiglia Corvi, che chiedono un ulteriore approfondimento basato sulla testimonianza scioccante del collaboratore di giustizia.
In caso di accoglimento, potrebbero essere necessarie ulteriori indagini e sopralluoghi nella montagna indicata come luogo di sepoltura dei resti della giovane madre.
Roberto Lo Giudice, inizialmente indagato, è stato successivamente arrestato e rilasciato su disposizione del Riesame. Ha sempre proclamato la propria innocenza, negando di avere alcuna conoscenza riguardo alla sorte di sua moglie. A supportarlo nella sua difesa gli avvocati Giorgio Colangeli e Cristiano Conte.
Secondo il provvedimento di scarcerazione emesso dal Riesame, nei confronti di Roberto emergono “solo meri sospetti, ma non elementi di prova suscettibili di comprovarne la responsabilità in relazione alla condotta omicidiaria contestata”.

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