Sonia e Barbara, voci sospese tra dolore e speranza

Sonia e Barbara, voci sospese tra dolore e speranza
foto_Rita Paltracca

Verità e giustizia per le persone scomparse

di RitaPaltracca

Sonia Marra e Barbara Corvi non sono soltanto due nomi segnati da date di scomparsa. Sono due vite interrotte, due storie che hanno lasciato un vuoto profondo nelle comunità umbra e nelle famiglie che da anni continuano a cercare risposte. Sonia è svanita il 16 novembre 2006 a Perugia, Barbara il 27 ottobre 2009 ad Amelia. Da allora, nessuna traccia, nessun corpo, nessuna certezza.

La domanda resta sempre la stessa: dove sono Sonia e Barbara? È un interrogativo che attraversa il tempo e che si ripete con forza in ogni incontro, come quello organizzato ieri pomeriggio alla Libreria Ubik (Via Cortonese, 131 a Perugia), dove le sorelle delle due donne hanno portato la loro testimonianza. Non si tratta di un ricordo, ma di un impegno costante di mantenere viva l’attenzione, ribadire che la ricerca non si è mai fermata, riaffermare che la speranza non è stata cancellata.

Il dolore dei familiari è quello di un lutto sospeso, che non può essere elaborato. Mancano i corpi, mancano le risposte, eppure non manca la volontà di continuare a chiedere giustizia. Atti giudiziari, processi, dichiarazioni, indagini, testimoni presunti o tali, tutto ha riempito gli anni trascorsi, ma nessuna verità definitiva è emersa. È come se Sonia e Barbara fossero state inghiottite da un silenzio che non restituisce nulla, trasformate in numeri che rischiano di cancellare la loro identità. La loro storia non è isolata. Rappresenta il dramma di tante persone scomparse e mai ritrovate, In Italia e nel mondo intero sono numeri spaventosi, un fenomeno che lascia dietro di sé famiglie spezzate, comunità ferite e tanti interrogativi.
Sonia e Barbara sono diventate simbolo di questa assenza, volti che chiedono di non essere dimenticati. Ogni iniziativa, ogni parola pronunciata dalle sorelle e dai familiari, è un atto di resistenza contro l’oblio.

Ieri un pomeriggio intenso carico di speranza e al tempo stesso di dolore, un ascolto una speranza che si alimenta nel tempo e non svanisce mai.  Anna Marra e Monica Corvi – sorelle delle scomparse – erano presenti e unite da un unico obiettivo: verità e giustizia.

All’incontro hanno partecipato il giornalista Alvaro Fiorucci, autore del libro-inchiesta “L’uomo nero” dedicato alla storia di Sonia Marra una ricostruzione da cronista-giornalista (come lo sono i suoi libri) della vicenda attraverso i fatti e gli atti del processo; Fausto Cardella, ex magistrato e procuratore della Repubblica, ha tracciato i funzionamenti e i meccanismi della giustizia, indagare su uno scomparso senza il corpo significa tracciare solo delle ipotesi –  ha ricordato, in particolare il caso di Barbara Corvi quando fu procuratore a Terni; Walter Cardinali, presidente onorario di Libera Umbria (Associazioni, nomi e numeri contro le mafie) ha ricordato che Barbara è la prima donna umbra ad essere inserita nell’elenco delle vittime innocenti delle mafie; Adelaide Di Basilio, presidente di Penelope Italia ODV sezione Umbria – l’Associazione Nazionale delle Famiglie e degli Amici delle Persone Scomparse – ha illustrato le finalità sottolineando l’impegno costante nel sostegno ai familiari. Un supporto che si traduce non solo in vicinanza concreta e d’ascolto, ma anche in un accompagnamento psicologico per affrontare il dolore. L’associazione opera inoltre sul fronte della sensibilizzazione, portando nelle scuole attività di divulgazione e testimonianza, affinché fin da piccoli si sviluppi la consapevolezza dell’importanza di difendere l’attenzione su questo argomento. Inoltre, presente anche l’avv. Alessandro Vesi, legale della famiglia Marra. Il coordinamento dell’incontro curato da Annamaria Romano, presidente dell’Associazione Culturale Clizia e da Pasquale Guerra, docente.

La speranza, nonostante tutto, continua a vivere. È la forza che spinge chi resta a non arrendersi, a trasformare il dolore in richiesta di conoscenza di sapere, di risposte. Sonia e Barbara non sono soltanto casi irrisolti: sono donne, figlie, sorelle, amiche, parte di una memoria collettiva che chiede di essere ascoltata, meritano giustizia, meritano di essere riportate alla luce, finché ci sarà chi le ricorda, la loro assenza non sarà mai silenzio.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*