Perugia, modificata imputazione nel processo contro Luca Palamara

Perugia, modificata imputazione nel processo contro Luca Palamara

Perugia, modificata imputazione nel processo contro Luca Palamara

Questa mattina nel processo in corso dinanzi al Primo collegio del Tribunale di Perugia, la Procura ha proceduto a modificare l’imputazione originaria di corruzione, elevata nei confronti di Luca Palamara e di Adele Attisani, in quella di traffico di influenze illecite.

La modifica dell’imputazione ha, dal punto di vista tecnico, rimesso in termine gli imputati per poter chiedere i riti speciali, tanto che i difensori di Palamara hanno richiesto di definire il processo attraverso il patteggiamento, proponendo la pena finale di 1 anno 1 di reclusione, con la sospensione condizionale della pena e la difesa della Attisani ha avanzato richiesta di giudizio abbreviato.

Sulla richiesta di patteggiamento, l’ufficio ha espresso il consenso ed il Tribunale si è riservata la decisione, rinviando il procedimento al 16 maggio, anche per consentire l’interlocuzione delle parti civili costituite.

La modifica dell’imputazione consegue ad una serie di contatti intercorsi con la difesa di Palamara che aveva prospettato la possibilità di definire non solo il già citato processo pendente presso il primo collegio ma anche quello appena avviato in udienza preliminare che pure vede Palamara imputato di corruzione.

L’ufficio si è determinato nel senso indicato perché in tal modo, in linea con lo spirito della recente riforma Cartabia, possono rapidamente definirsi due procedimenti di particolare complessità che avrebbero significativamente impegnato l’ufficio inquirente e quello giudicante nei prossimi anni.

La modifica dell’imputazione, con la derubricazione del reato in una fattispecie introdotta solo nel 2012 con la legge anticorruzione che, pur meno grave della corruzione, rientra comunque nel novero dei reati contro la pubblica amministrazione, lascia immutato, del resto, il quadro delle acquisizioni investigative compiute nel corso degli anni dell’ufficio ed appare altresì coerente con un recentissimo orientamento della Cassazione, espresso nel novembre del 2021 nel procedimento contro un ex sindaco di Roma.

In quella occasione, la Suprema Corte aveva proceduto a riconfigurare la contestazione di corruzione, elevata nei confronti dell’ex sindaco, affermando dovessero qualificarsi come traffico di influenze illecite quei comportamenti con i quali il pubblico ufficiale, in cambio di una utilità promessa o ricevuta, si presta a porre in essere una mediazione illecita per influenzare le decisioni di altri pubblici ufficiali.

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