Frecciarossa anche in piccole stazioni, cosa dice Alessio Trecchiodi
Con la realizzazione delle direttrici AV/AC (alta velocità per le persone e alta capacità per le merci) si pensava, erroneamente, che questi treni a grande velocità dovessero circolare tra le stazioni più importanti e basta, invece la realtà è stata ben diversa poiché, approfittando proprio dell’alta velocità, si è scoperta anche la grande comodità di portare questi treni fino all’ultima provincia e comprensorio.
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Per questo oggi abbiamo treni Frecciarossa che giornalmente arrivano nell’ultimo capoluogo del Salento, nelle città più importanti del triveneto Udine Trento Bolzano Trieste e naturalmente Venezia), poi Potenza, Ferrandina e Metaponto, Bergamo e Mantova, tutta la dorsale adriatica e la tirrenica sud, fino Reggio Calabria. Tutte città esterne e lontane dalla dorsale .
Brilla tra tutti il collegamento Bolzano Napoli Salerno Cosenza Sibari e, ancor più, il prossimo collegamento ad alta velocità per Pompei.
Tutti questi esempi di volere a tutti i costi il servizio strategico dell’A.V. a casa propria, viceversa, fanno a pugni con la decisione di alcuni politici umbri – per motivi difficili da spiegare – di rinunciare a tale servizio essenziale, i treni Frecciarossa nelle stazioni delle città umbre.
Eppure ogni giorno una coppia di Frecciarossa da Torino imbarca e sbarca più di 200 passeggeri a Perugia, mentre gli altri treni adibiti per svolgere le stesse mansioni, ma tramite il traspordo a Firenze, sono sostanzialmente ignorati dall’utenza, facendo perdere alle casse pubbliche svariati milioni di euro, ogni anno!
Ebbene, invece di sottolineare alle autorità governative che con questi soldi sarebbe opportuno finanziare dei Frecciarossa per servire la nostra Regione, sull’esempio di come avviene nel resto della nazione, andiamo a mettere tutte le nostre energie politiche per favorire a nostro danno una regione confinante. Peraltro concretizzando il rischio di perdere il nostro assetto ferroviario con la , che è dietro l’angolo..

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