Nodo di Perugia, botta e risposta tra rappresentanti dei comitati ponteggiani

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Nodo di Perugia, botta e risposta tra rappresentanti dei comitati ponteggiani

Nodo – Ho letto la astiosa lettera del signor Cocciari e, come volevasi dimostrare, il letterato, fino ad ora rintanato nelle sue circonvoluzioni cerebrali, oggi si sente chiamato in causa senza che nessuno lo abbia additato. Esplode come una pentola a pressione in smisurate grida perché giungano alle orecchie dei suoi sodali, molti in buona fede, che per lo più hanno vaghezza dei guai che il nodino creerà.

di Gianfranco Mincigrucci

La richiesta di un confronto enunciata con chi non la pensa come i fautori del nodino è da ritenersi fuori tempo massimo viste le numerose lettere di esproprio che l’ANAS ha già inviato ai confinanti il progetto ignari di tale decisione. Questo testimonia che ormai i buoi sono fuori dalla stalla e nessun confronto ha più senso.
Aveva senso partecipare all’incontro fatto a tempo debito al CVA di Ponte San Giovanni. In quell’incontro, promosso dal comitato contrario al nodino ma esteso a tutti, parteciparono circa 120 cittadini e non mi pare di aver visto i difensori della salute di Ponte San Giovanni in difesa delle “ragioni del si”. Forse mancavano?
Quale momento migliore per elaborare un percorso unitario per una reale difesa del territorio?

E chi salverà Ponte San Giovanni dice la sua da Fausto Cocciari

Fu evitato qualsiasi tipo di confronto con chi aveva posizioni diverse supportate da dati tecnici e quanto affermo è testimoniato dalla impossibilità di esprimere commenti nei post Facebook che fanno riferimento a “Chi salverà Ponte San Giovanni” dove si può solo condividere, inoltrare like, ma non si accettano eventuali critiche.

So per certo che molti cittadini che non condividevano la soluzione Melasecche sono stati seccamente tacitati con un “lei non capisce un c…o”. Vengo irriso per aver proposto soluzioni tecniche che con molta eleganza e con il suo savoir faire il signor Cocciari definisce “stupidità”. Da mio pulpito lo voglio tranquillizzare e ricordargli che non mi sono mai permesso di dare soluzioni che non posso dare perché la mia cultura non è ingegneristica ma naturalistica. Ho sempre disquisito sulla materia di mia competenza senza mai scantonare dal suo perimetro come fa il letterato quando parla di argomenti che non dovrebbe conoscere, a meno che abbia un Master in Ingegneria a me ignoto.

Gli argomenti da me trattati da quando si discute sul nodino hanno sempre riguardato, e ancora riguardano, le questioni che attengono alla “Transizione Ecologica” cosa ben diversa dalla “Transazione Economica” che tanto piace ai politici di turno, ai cementificatori e ai nemici dell’ambiente. L’offesa è un’arma che vestono gli ignoranti non avendo argomenti per confutare le ragioni che vengono enunciate a difesa di un fatto.

Io ho sempre difeso e sempre difenderò il Bosco planiziale di Collestrada, classificato nelle planimetrie della Carta Geobotanica d’Europa come zona SIC e ZSC, insieme ai terreni agricoli di pregio del comune di Torgiano che, se attraversati da una strada, perderebbero il loro valore biologico. Ho da sempre stigmatizzato la proposta progettuale del nodino per i danni ambientali irreversibili che creerebbe tra cui la frattura definitiva della connessione Bosco planiziale e la zona umida degli Ornari.

A questo punto siamo noi che chiediamo di sapere quale saranno i vantaggi ambientali, a nodino realizzato, di cui godranno le generazioni future.
Passo e chiudo!

P.S. Mi lascia alquanto basito l’astio con cui si denigra la Consulta dei Rioni e delle Associazioni nata nel 2001 con uno Statuto depositato alla Agenzia delle Entrate quando ancora c’erano le Circoscrizioni. La Consulta è un sodalizio di 16 Associazioni, una sorta di “banco del mutuo soccorso”, con un suo Direttivo, un suo Presidente, una Partita IVA (02621700547), un Codice Fiscale (94098420543) e un commercialista che gestisce l’amministrazione.

Per chi non partecipa alla vita sociale di Ponte San Giovanni ricordo che la Consulta organizza eventi come la Settimana ponteggiana, Al Ponte Festival – Street food and Music, Feste per bambini e altri eventi ludici. Quest’anno verrà realizzata la ”Oasi dei Profumi e del Respiro” che è un laboratorio a cielo aperto per l’educazione ambientale in accordo con il Circolo Didattico 12.

La Consulta, inoltre, gestisce per conto del Comune il CVA dove utenti di varie fasce d’età delle Associazioni iscritte e non iscritte alla Consulta svolgono le loro attività sportive, ginniche, ludiche e culturali. Quindi, prima di aprir bocca per lanciare offese contro chi il territorio lo vive 365 giorni l’anno, sarebbe opportuno informarsi per evitare figure meschine.
Passo e chiudo!

9 Commenti

  1. I pro-Nodino di Ponte San Giovanni hanno tolto la maschera. Ecco spiegato in un sol botto il motivo che spinge alcuni cittadini del Ponte ad appoggiare un’opera che ferisce gravemente un territorio, quello del Colle e della Valle del Tevere, elemento identitario per tutte le frazioni a ridosso del fiume e senza minimamente risolvere il problema dei rallentamenti sulla tratta. Peraltro una strada come il Nodino che va verso Roma non potrebbe far altro. Il potere. È sempre quello, piccolo o grande, è sempre quello che spinge gli uomini a far male agli altri, finanche a propri figli e nipoti.

  2. Tutta la nostra stima e ringraziaziamento a Gianfranco Mincigrucci che si adopera educatamente e correttamente per la collettivita

  3. Da ponteggiana mi unisco a Gianfranco Mincigrucci e a tutti gli abitanti dei quartieri interessati che non vogliono vedere deturpato il più bel polmone verde del luogo e che vogliono soluzioni serie. non ci riconosciamo in questo fantomatico comitato che vuol salvare ponte san giovanni ma che non vive per niente la realtà del territorio e non si occupa di altro che sostenere politici e interessi che a normali cittadini come noi sono totalmente estranei.

  4. Non è d’adesso che le decisioni vengono prese in “via palermo” dove il primario interesse è cementificare, asfaltare e traforare. Come si legge e si capisce leggendo il libro di Piera Amendola, Padri e Padrini della Legge, gli affaristi gli affaristi avevano e continuano a piazzare anche oggi i loro referenti ai massimi livelli istituzionali che poi conseguentemente mettono gente di fiducia dirigere a capo della burocrazia.

  5. Bravo Gianfranco, grazie x quanto stai facendo, le persone mediamente intelligenti sanno come considerare gli arroganti. È molto importante che la gente conosca come stanno le cose, oggi volutamente nascoste alla comunità da parte di chi decide, politica e tecnici sono sullo stesso livello. Grazie Gianfranco. Fausto Barcaccia

  6. Il sig Cocciari si fa paladino della salute dei cittadini di Ponte San Giovanni. Allora, se è sincero, invece del Nodino che notoriamente non può diminuire il flusso di automobili verso le gallerie e Perugia, pensi piuttosto a Via Manzoni, che in molte ore della giornata è una camera a gas; chieda che la centralina mobile di A.r.p.a. venga a misurare.

  7. Al sig. Cocciari bisogna ricordare che il Nodino inizia a Collestrada e finisce a Madonna del Piano, ovvero non può riguardare quel flusso che sale verso Perugia, che quindi rimarrà tal quale coi suoi blocchi e file. Sono io che chiedo pubblico confronto su questo concetto (e analoghi) al cva di Ponte San Giovanni, anche in mondovisione. Aspetto l’invito del comitato “Chi salverà Ponte San Giovanni”. Luigi Fressoia Italia Nostra Perugia

  8. Voglio rispondere al sig. Gianfranco Mincigrucci, anzi a Gianfranco Mincigrucci, anzi a Gianfranco, se me lo consente, vista una conoscenza e anche una consuetudine tra noi che rimonta a varie decine di anni. Voglio subito precisare che non intendevo dare vita ad una corrida né ad una disfida cavalleresca, al termine della quale l’uno dei due rimanesse sul campo e l’altro potesse appoggiare il proprio scarpone sul cadavere dell’avversario sconfitto. Né volevo confutare in toto la sua presa di posizione contraria al Nodino, questione che ha tali e tante implicazioni da non poter essere esaurita in poche righe. Dico soltanto che io ho buone ragioni per difendere la realizzazione del Nodino, lui ha altrettante ragioni, buone da parte sua, per opporvisi.Non volevo cioè sollevare un polverone mediatico, nel quale torti e ragioni venissero mescolate e rivoltate in modo che, alla fine, non si capisse chi ha ragione e chi no. Questa è stata e rimane la posizione di partenza del Comitato “Chi salverà Ponte San Giovanni” che io continuo a condividere,ma senza peraltro negare la legittimità delle opinioni di chi la pensa in modo contrario. Dunque non era per me in discussione l’opportunità o meno che l’ANAS desse finalmente il via ad un progetto che, a mio giudizio, darà risposte a tante aspettative, che siano di Ponte San Giovanni o di tanti altri che soffrono dell’attuale situazione del traffico veicolare. Per me il Nodino va fatto, per Gianfranco no, e questo è assodato, legittimo e definitivo per ambedue. Non era questo il punto del mio intervento, perciò non starò a polemizzare sull’aggettivo “astioso” che mi è stato attribuito, né sulle ” circonvoluzioni cerebrali da letterato” che dimostrerebbero la miseria delle mie facoltà mentali e intellettive. Lascio anche cadere l’accusa di muovere osservazioni che spetterebbero ad un ingegnere, quale io non sono, per rilevare la mia intromissione in questioni che non sarebbero alla mia portata. Tutto questo lo riterrei giusto se pretendessi di implicarmi in valutazioni tecniche che sarebbero indubbiamente al di fuori della mia portata. Ma io ho limitato le mie critiche ad un aspetto delle sue osservazioni che, francamente, senza alcuno spirito di fazione, trovo cervellotiche, non tanto riferito a lui che le riporta, quanto all’ANAS che le avrebbe avanzate già da anni, in documenti ufficiali. Era a questo che si riferiva il mio scritto quando ho parlato di “stupidità”, non volendo certo riferirmi alle facoltà intellettuali di Gianfranco Mincigrucci, usando un termine che sarebbe certamente suonato ingiustamente offensivo, ma ad una proposta variamente ripresa da molte parti e che cozza non contro valutazioni ingegneristiche, quanto contro il più banale buon senso e la più trita conoscenza del luogo di cui su parla. Ecco cosa intendevo quando “sfidavo” Gianfranco ad una banalissima presa d’atto della realtà, da realizzare in una camminata insieme lungo la E45, nel tratto da Collestrada a Ponte San Giovanni, per verificare de visu quali tratti sarebbero idonei alla realizzazione della mitica “terza corsia” in ogni senso di marcia. Elemento questo, se fosse solo ipotizzabile, capace effettivamente di risolvere la questione della congestione su Ponte San Giovanni. Mi sono perciò meravigliato di sentire di nuovo, attribuito a Gianfranco Mincigrucci, un elemento di valutazione che conta troppi facilissimi motivi di smentita, non tanto alla luce di studi universitari, ma di elementarissime osservazioni dirette sul campo, che ho dettagliato nel mio precedente intervento e che non starò qui a ripetere. Contesto infine l’affermazione che io, in quanto comune cittadino, non avrei titolo a partecipare a un dibattito che invece mi vede, quanto Gianfranco e chiunque altro, portatore di interessi vitali che attengono alla mia persona, alle mie conoscenze, all’ambiente generale in cui vivo. Concludo rilevando che la vita e la salute del bosco di Collestrada interessano a me quanto a Gianfranco, insieme a quelle dell’Ansa degli Ornari e in genere dell’ambiente che mi circonda. In questo sono convintamente ambientalista, se solo si valuti salute ambientale anche come salute delle persone che in un determinato ambiente conducono la loro esistenza. Su questa base io valuto che il progetto del Nodino non potrà che avere risvolti positivi sulla vita delle persone che abitano almeno tra Collestrada e Balanzano, senza ripercussioni negative sull’ambiente in cui vivono.
    Chiudo definitivamente questa mia risposta, invitando di nuovo Gianfranco Mincigrucci ad accettare il mio invito ad un’amichevole e non faziosa escursione sul tragitto indicato per giungere ad una serena valutazione dell’esistente, senza andare oltre, cioè senza valicare il confine delle personali valutazioni sulla bontà del progetto nel suo insieme.

  9. Sono un maturo ex-cittadino di Ponte San Giovanni, in quanto lo nacqui come diceva il grande Totò, ma da circa quindici anni mi sono trasferito in zona Corciano (altro comune alquanto solerte e “ingegnoso” nel tagliare, cementificare, asfaltare, costruire). Cionondimeno frequento comunque la zona in questione e sapere che verrà DISTRUTTA, perché questo è, mi fa stare molto male. E’ vero che il problema è complesso e di non facile soluzione; dato che le cause vanno ricercate nel passato esse stanno nella pessima gestione del territorio delle amministrazioni precedenti (TUTTE) che hanno pensato voluto e permesso nella zona l’installarsi di un mostro quale è il centro commerciale Collestrada! Tale meraviglia figlia di un qualche improbabile miracolo economico locale o globale, ha ovviamente attratto su di sè gente, clienti, merci e quindi traffico che prima era gestibile; ma, si sa, “il PROGRESSO non si può fermare”…
    Ora il comune di Perugia – che peraltro è o era contrario al nodino – ha deciso l’ampliamento del centro commerciale, effettivamente così modesto e minimalista da necessitare un ampliamento (stavolta degno della fantomatica villa romana di Nerone!).
    E qui arrivo al punto di tutta questa mia noiosissima disquisizione poiché mi chiedo come mai gli amministratori del “cuore verde d’Italia” (SIC) non si parlino fra di loro. Forse per insanabili differenze ideologiche? Forse per per profondi contrasti di natura caratteriale? Forse per equivoche incomprensioni sulla spartizione delle cariche e dei poteri? Fatto sta che la Regione vuole fare nuove strade per risolvere il problema traffico e il Comune vuole ingrandire una struttura che – e questo è più che ovvio – porterà nuovo traffico!!!…
    Insomma gentilissime signore e onorabili signori che leggete queste considerazioni, che ne dite di riunirci insieme ai nostri servitori della comunità e di metterli al corrente dei problemi?
    GRAZIE
    Danilo Bottaccioli

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