E chi salverà Ponte San Giovanni dice la sua da Fausto Cocciari

Il comitato ripercorre il percorso, con una narrazione dettagliata

E chi salverà Ponte San Giovanni dice la sua da Fausto Cocciari

E chi salverà Ponte San Giovanni – Cominciamo col precisare alcune cose, per uscire da un equivoco su cui i giornali si impantanano sistematicamente: a Ponte San Giovanni, Mincigrucci rappresenta soltanto se stesso e parla a titolo personale. La fantomatica “Consulta” di cui lui parla non esiste, se non nel titolo enfatico di cui lui la riveste. Nessuno sa chi ne siano i componenti, i “Rioni” di Ponte San Giovanni fanno semplicemente ridere perché questa parola va contro la storia e, oggi, contro la sociologia e l’urbanistica del paese. Non si sa quando avvengono le elezioni di questo organo fantasma, chi le proclama e, soprattutto, chi le legittima.
Precisato questo, passiamo all’analisi delle surreali proposte che vengono avanzate.

Da Cocciari Fausto membro esecutivo “chi salverà Ponte San Giovanni”
E condiviso da tutto il comitato…!

Soprattutto su una vorrei soffermarmi, perché è talmente fuori dalla realtà che, semplicemente riproporla, porta a due sole possibili deduzioni: la prima è che chi ne parla sia un personaggio che con Ponte San Giovanni non ha nulla a che fare, uno straniero o un extraterrestre. Dunque questo tenero ET, commosso dalle tragiche condizioni della viabilità tra Collestrada e Ponte San Giovanni, afferma che basterebbe realizzare una terza corsia nel tratto in questione, una per senso di scorrimento, per risolvere, con qualche altro minimo accorgimento, il problema dell’eccessivo affollamento dei veicoli. Geniale! Semplice!

Nodo di Perugia, botta e risposta tra rappresentanti dei comitati ponteggiani

Ma se il signore in questione uscisse dalle sue intortigliate elucubrazioni e si abbassare a parlare la lingua della realtà saprebbe bene, come certamente sa, che fra Collestrada e Ponte San Giovanni non c’è un solo metro disponibile per questo scopo, essendo ambedue i fianchi della strada occupati da edifici esistenti e, da un lato e dall’altro, affiancate da strade complanari, che già oggi assorbono gran parte del traffico in eccesso sulla E45. Che facciamo, eliminiamo le complanari per sostituirle con le due terze corsie? Cosa risolviamo? E come facciamo ad assicurare l’accesso alle tante strutture commerciali, frequentatissime, che sorgono su un lato e sull’altro? Due soli esempi, per non sembrare di voler fare pubblicità: da un lato Chirofisiogen, modernissimo e attrezzatissimo centro di salute privato. Dall’altro Ticchioni, storico e apprezzatissimo Magazzino di vendita di prodotti per l’edilizia e Mobili e accessori per bagni.

Che facciamo? Togliamo l’accesso per raggiungere queste strutture, oppure invadiamo con la strada i loro parcheggi e servizi accessori? E questo vale per tante altre aziende che si susseguono senza interruzione lungo i due chilometri di E45. Dunque, dove le mettiamo le terze corsie? Andiamo avanti e incontriamo il ponte sul Tevere che, guarda caso, ha solo due corsie: come si fa? Occorrerebbe affiancare alle due esistenti una terza campata per ogni senso di scorrimento, dunque due altri ponti : ma da un lato, si dovrebbe allargare la sede stradale fino a sovrastare il sottostante cimitero, poi abbattere un edificio già esistente, dove ha sede un’officina meccanica: attraversato comunque il Tevere, ci si troverebe di fronte, sull’altra sponda, ad edifici di abitazione e allo svincolo est di Ponte San Giovanni.

Continuando comunque ad avanzare, tra rovine e maledizioni, ci si troverebbe di fronte prima ad altri edifici di abitazione e all’ Albergo- ristorante Tevere, da eliminare, a meno di voler far passare la terza corsia attraverso stanze da letto e sale da pranzo, per la soddisfazione degli ospiti. Continuando ancora, ci si troverebbe davanti ad un distributore di benzina, di cui bisognerebbe invadere il parcheggio, con buona pace degli automezzi pesanti che vi fanno manovra per rifornirsi di carburante e del ristorante di cui gli autisti stessi fanno utilizzo, insieme a tante comuni persone che ne apprezzano la cucina.Infine, ormai in prossimità del famigerato svincolo di Perugia, dovremmo eliminare un ampio tratto alberato che fa da schermo ai rumori del traffico agli abitanti di un bel palazzo che affaccia proprio sopra questo tratto e salire fino ai piani alti del suddetto edificio, per permettere agli automobilisti di poter sbirciare fin dentro le cucine e le camere da letto degli appartamenti. Mi fermo qui, per il lato direzione Perugia.

Dall’altro lato, direzione Collestrada, peggio mi sento! Prima bisognerebbe invadere con un terrapieno il parcheggio e parte della struttura del Park Hotel, con grande gioia degli ospiti abituali e dei proprietari, immagino.. Poi, ci trovermmo di fronte al ponte sul Tevere, sempre a due corsie. Qui ci troveremmo di fronte ad una terza corsia già esistente, disgraziatamente però già occupata dalla strada che porta aTorgiano. Dunque, che si fa? Costruiamo una quarta arcata del ponte? Ma non c’è spazio, a meno di demolire le case già esistenti dall’altra parte e l’edificio commerciale che viene subito dopo. Poi bisognerebbe invadere la proprietà Alfa, i mobili Regnicoli, poi una rivendita di automobili, poi…. Mi fermo qui per non annoiare. Insomma, per concludere, una carneficina di strutture che neanche il terremoto di questi giorni in Turchia.

[su_panel color=”#000000″ border=”2px solid #101010″ padding=”10″ shadow=”-1px -1px 12px #c3b5b5″ radius=”14″]Sfido chiunque vive da sempre come me a Ponte San Giovanni a smentire questa mia descrizione. Caso mai ci si potrebbe aggiungere qualche altra sventura, non certo addolcire il quadro.[/su_panel]

Se quello che scrivo è giusto- e sfido chiunque a contestarlo, in pubblico, davanti alla gente di Ponte San Giovanni, al CVA, in TV dove si voglia- mi chiedo, e domando ai nostri concittadini: se Mincigrucci è nato come me a Ponte San Giovanni e ci vive, come fa a proporre una stupidaggine del genere? Se non è uno straniero che non conosce i luoghi, allora parla volutamente per partito preso, per confondere le acque. Se le cose stanno cosi, come io sono giunto a pensare, allora è inutile che mi metta a contestare tutte le altre sue affermazioni.Qiesta sola proposta basta a togliere valore a tutto il resto che dice. Propongo solo che abbia il coraggio di incontrarci di fronte alla gente del paese, faccia a faccia, e che riproponga questa presa in giro che dura da troppo tempo. Saranno i Ponteggiani a giudicare. Possiamo anche percorrere insieme, con una telecamera che riprenda tutto il percorso, il tratto di strada che ho descritto, per vedere se avrebbe il coraggio di continuare a sostenerej ancora questa bufala
Questa è una proposta ufficiale, che attende una risposta.

9 Commenti

  1. Come cittadina iscritta a una associazione sportiva, Balli di Gruppo Polvere di Stelle, esprimo la mia indignazione per il giudizio diffamatorio che il signor Cocciari riferisce in modo astioso contro la Consulta dei Rioni e delle Associazioni di Ponte San Giovanni.
    E’ grazie alla Consulta se si realizzano in Ponte San Giovanni eventi noti a tutti e se esiste un cordinamento tra attività sportive, ludiche, ricreative e culturali della maggior parte delle Associazioni del territorio. Prima di esprimere giudizi, sarebbe opportuno documentarsi con serietà, altrimenti sono illazioni gratuite.

  2. Ecco svelato l’interesse di un pro-Nodino: regolarmento di conti interno all’associazinismo ponteggiano,con tanto di nome e cognome spiattellato su un sito online al pubblico ludibrio. Che vergogna.

    Ing. Cocciari (o non è ingegnere, non ho capito) siete voi che avete scritto tempo fa un concetto del genere “se si fluidifica il traffico a Ponte San Giovanni, poi arrivano altre macchine”.

    ANAS quando doveva arrivare Ikea ha prospettato interventi possibili nella tratta ma non nella grottesca ricostruzione da inferno dantesco che ha fatto lei.

    E comunque in grado di assorbire il traffico addizionale che Ikea avrebbe portato, figuriamoci quanto assorbirebbero ora che Ikea non viene più (l’eventuale e futuribile incremento che si avrebbe con l’allargamento del Centro Commerciale non sarebbe neppure la metà di quello che avrebbe portato Ikea).

    Semplice logica. E non pubblico ludibrio.

  3. Quel signore non sa neanche leggere.
    Le tre corsie proposte sono quelle appena prima dello svincolo verso Foligno a Collestrada (già proposte da ANAS) e quelle appena prima della uscita per Perugia Bettolle a Ponte San Giovanni…… non in tutta la tratta

  4. Ho letto la astiosa lettera del signor Cocciari e, come volevasi dimostrare, il letterato, fino ad ora rintanato nelle sue circonvoluzioni cerebrali, oggi si sente chiamato in causa senza che nessuno lo abbia additato.
    Esplode come una pentola a pressione in smisurate grida perché giungano alle orecchie dei suoi sodali, molti in buona fede, che per lo più hanno vaghezza dei guai che il nodino creerà.
    La richiesta di un confronto enunciata con chi non la pensa come i fautori del nodino è da ritenersi fuori tempo massimo viste le numerose lettere di esproprio che l’ANAS ha già inviato ai confinanti il progetto ignari di tale decisione. Questo testimonia che ormai i buoi sono fuori dalla stalla e nessun confronto ha più senso.
    Aveva senso partecipare all’incontro fatto a tempo debito al CVA di Ponte San Giovanni. In quell’incontro, promosso dal comitato contrario al nodino ma esteso a tutti, parteciparono circa 120 cittadini e non mi pare di aver visto i difensori della salute di Ponte San Giovanni in difesa delle “ragioni del si”. Forse mancavano?
    Quale momento migliore per elaborare un percorso unitario per una reale difesa del territorio?
    Fu evitato qualsiasi tipo di confronto con chi aveva posizioni diverse supportate da dati tecnici e quanto affermo è testimoniato dalla impossibilità di esprimere commenti nei post Facebook che fanno riferimento a “Chi salverà Ponte San Giovanni” dove si può solo condividere, inoltrare like, ma non si accettano eventuali critiche.
    So per certo che molti cittadini che non condividevano la soluzione Melasecche sono stati seccamente tacitati con un “lei non capisce un c…o”.
    Vengo irriso per aver proposto soluzioni tecniche che con molta eleganza e con il suo savoir faire il signor Cocciari definisce “stupidità”.
    Da mio pulpito lo voglio tranquillizzare e ricordargli che non mi sono mai permesso di dare soluzioni che non posso dare perché la mia cultura non è ingegneristica ma naturalistica. Ho sempre disquisito sulla materia di mia competenza senza mai scantonare dal suo perimetro come fa il letterato quando parla di argomenti che non dovrebbe conoscere, a meno che abbia un Master in Ingegneria a me ignoto.
    Gli argomenti da me trattati da quando si discute sul nodino hanno sempre riguardato, e ancora riguardano, le questioni che attengono alla “Transizione Ecologica” cosa ben diversa dalla “Transazione Economica” che tanto piace ai politici di turno, ai cementificatori e ai nemici dell’ambiente.
    L’offesa è un’arma che vestono gli ignoranti non avendo argomenti per confutare le ragioni che vengono enunciate a difesa di un fatto.
    Io ho sempre difeso e sempre difenderò il Bosco planiziale di Collestrada, classificato nelle planimetrie della Carta Geobotanica d’Europa come zona SIC e ZSC, insieme ai terreni agricoli di pregio del comune di Torgiano che, se attraversati da una strada, perderebbero il loro valore biologico.
    Ho da sempre stigmatizzato la proposta progettuale del nodino per i danni ambientali irreversibili che creerebbe tra cui la frattura definitiva della connessione Bosco planiziale e la zona umida degli Ornari.
    A questo punto siamo noi che chiediamo di sapere quale saranno i vantaggi ambientali, a nodino realizzato, di cui godranno le generazioni future.
    Passo e chiudo!

    P.S. Mi lascia alquanto basito l’astio con cui si denigra la Consulta dei Rioni e delle Associazioni nata nel 2001 con uno Statuto depositato alla Agenzia delle Entrate quando ancora c’erano le Circoscrizioni. La Consulta è un sodalizio di 16 Associazioni, una sorta di “banco del mutuo soccorso”, con un suo Direttivo, un suo Presidente, una Partita IVA (02621700547), un Codice Fiscale (94098420543) e un commercialista che gestisce l’amministrazione.
    Per chi non partecipa alla vita sociale di Ponte San Giovanni ricordo che la Consulta organizza eventi come la Settimana ponteggiana, Al Ponte Festival – Street food and Music, Feste per bambini e altri eventi ludici. Quest’anno verrà realizzata la ”Oasi dei Profumi e del Respiro” che è un laboratorio a cielo aperto per l’educazione ambientale in accordo con il Circolo Didattico 12.
    La Consulta, inoltre, gestisce per conto del Comune il CVA dove utenti di varie fasce d’età delle Associazioni iscritte e non iscritte alla Consulta svolgono le loro attività sportive, ginniche, ludiche e culturali.
    Quindi, prima di aprir bocca per lanciare offese contro chi il territorio lo vive 365 giorni l’anno, sarebbe opportuno informarsi per evitare figure meschine.
    Passo e chiudo!

  5. Trovo inaccettabile questo esercizio di violenza verbale del “Sig” Cocciari che scagliandoosi contro Gianfranco Mincigrucci,dimostra quanta poca conoscenza abbia della storia del suo paese.Gianfranco non deve dimostrare quanto si è speso per Ponte San Giovanni e sostenere un’idea che vada in contrapposizione con questo “signore” non giustifica certo questa aggressione.I confronti sono stati chiesti e sono stati sempre respinti,mai e stato possibile esprimere un giudizio senza essere bannati ed espulsi dal gruppo dei salvatori di Ponte San Giovanni.Invece di procedere unitariamente verso una soluzione realizzabile a breve si è preferito scegliere la divisione della popolazione sempre strumentalizzando e deridendo.Gianfranco Mincigrucci ha sempre documentato e sostenuto le sue tesi con dati e conoscenza della materia ambiente,da parte mia solo un enorme GRAZIE

  6. Scagliarsi così contro il sign. Mincigrucci e tutte le associazioni che operano sul territorio parla molto di ciò che questo signore è….

  7. invece che una terza corsia io proporrei una nuova 4 corsie che nel tratto Collestrada Balanzano possa essere costruita in sopraelevata al tratto esistente, poggiando su una serie di colonne ai lati ed al centro dell’attuale carreggiata,e che proseguisse fino ad allacciarsi al raccordo di Perugia. L’attuale 4 corsie rimarrebbe solo per la direttrice Orte Cesena. Faccio questa proposta a qualche tecnico che possa metterla nero su bianco. Potrebbe risolvere tanti problemi di traffico salvaguardando al tempo stesso il bosco di Collestrada ed altri terreni.

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*