Stuprata dal branco a 18 anni, caccia ai due in fuga
Sono cinque, secondo la ricostruzione della Procura, i presunti responsabili del sequestro e delle ripetute violenze alla 18enne ivoriana. Tre sono stati identificati e fermati dalla squadra mobile. Fermo che il Gip non ha convalidato non ravvisando il pericolo di fuga, disponendo per due di loro gli arresti domiciliari, l’obbligo di firma per un terzo.
Fonte: Quotidiani locali dell’Umbria
La ragazza ha riconosciuto gli indagati come suoi aggressori, riuscendo ad attribuire un ruolo specifico ad ognuno. La giovane ha raccontato che in quell’appartamento ci sarebbe finita senza volerlo. Doveva essere accompagnata alla stazione di Firenze dalla provincia di Arezzo dove vive, invece, il suo autista, conosciuto qualche tempo prima, con una scusa l’avrebbe portata in quella casa del Pantano. Un racconto che non coinciderebbe con quello degli indagati e che contesterebbero.
La ragazza avrebbe cercato di liberarsi dei suoi presunti carcerieri, trovando un coltello, ma sarebbe stata disarmata e quindi riportata in casa a forza, anche dopo essere stata afferrata al collo da uno dei due. In un secondo momento, approfittando della distrazione dei due uomini in casa, un terzo sarebbe uscito per andare al lavoro, la giovane sarebbe riuscita ad allontanarsi e dare l’allarme al telefono. I due uomini, intuendo che presto sarebbe arrivata la polizia, si sarebbero dati alla fuga in auto.
La ragazza, all’arrivo degli agenti, era a terra in lacrime e fortemente scossa. Soccorsa dal personale medico, è stata poi affidata alle cure del pronto soccorso e sottoposta a visite specialistiche. Gli agenti della Questura sono risaliti ai presunti responsabili, ai quali è stato notificato il fermo di indiziato. Gli indagati sono difesi dagli avvocati Cristina Zinci, Vincenzo Bochicchio e Pasquale Perticaro.

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