“TLP”, i The London Police di guardia a Fontivegge
Fontivegge è la zona di Perugia dove senza guardarsi e senza guardare attorno transitano migliaia di persone al giorno: le auto l’attraversano sfrecciando, le persone vanno di corsa alla stazione o negli uffici, gli abitanti delle penombre e delle notti vi si muovono furtivi.
da Cesare Barbanera e Vanni Capoccia
Probabilmente è per questo distratto e veloce passare che il grande murale dei “TLP” nato da “Comma” – manifestazione ideata da Piercarlo Pettirossi e dal collettivo “Female Affair” appoggiata a suo tempo dal Comune di Perugia – è sfuggito alla volontà distruttrice contro i segni del Novecento che pervade Perugia.
I “TLP” sono i The London Police (la polizia di Londra), due artisti di strada che nel 1988 si trasferirono ad Amsterdam per “agire” su anonime superfici della capitale olandese. Disegnano figure iconiche in fantasiose ed emozionali ambientazioni architettoniche. Un’attonita fanciullesca poetica che dietro le maschere nasconde i fatti e invita a disarmare lo sguardo per rimparare a vedere o a vedere realmente.
Nel murale di Fontivegge a Perugia l’ambientazione architettonica è assente forse perché si sono resi conto che era sufficiente l’architettura incompiuta del grande architetto Aldo Rossi a crearla. Nella facciata laterale del mozzo “steccone” due mani sembrano voler mettere ordine nella stanza dei bambini dove alla presenza delle figure dei TLP si trovano sparpagliati oggetti che paiono origami ed elementi di costruzioni.
Quella specie di bambini dal volto tondo e sorridente disegnato su maschere bianche parlano di cose assenti, parafrasando Montale dicono “ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”. Chiedono di ricucire quello che è lacerato portando a termine in ogni suo lato il progetto di Aldo Rossi dando dignità e senso alla piazza. Invitano a mettere ordine in ciò che la circonda. A smettere di riempire con la prima cosa che passa per la mente i pochi vuoti rimasti nel quartiere.
“Comma” fu possibile grazie all’assessore comunale alla cultura Andrea Cernicchi, un amministratore che non pensava a se stesso nel ruolo di chi taglia nastri, introduce o porta il saluto a incontri pensati da altri. È stato un operatore culturale che ora in una città dove sempre più stancamente si percorrono e ripercorrono i soliti sentieri culturali sarebbe molto utile. È un peccato che abbia deciso di tirare i remi in barca o che il suo partito (o ex partito) e istituzioni culturali cittadine non approfittino delle sue relazioni, capacità, intuizioni, curiosità e voglia di esplorare nuove contemporaneità.

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