194, Opposizioni, non solo IVG farmacologica, ma garantire piena attuazione
“Non solo ripristinare l’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica in regime di assistenza sanitaria domiciliare e day hospital, ma soprattutto stabilire la contraccezione gratuita per tutti, garantire la piena operatività dei consultori con personale e risorse, attivare dei seri percorsi di supporto genitoriale e salute materno infantile per ridurre il ricorso all’IVG”. È quello che chiedono in una mozione i consiglieri regionali Tommaso Bori, Michele Bettarelli, Simona Meloni, Fabio Paparelli, Donatella Porzi (PD), Thomas De Luca (M5S) e Vincenzo Bianconi (Misto).“La decisione della giunta Tesei – spiegano i firmatari –, che con una delibera annulla un diritto della donna e intende superare il provvedimento del dicembre 2018, è qualcosa che riporta l’Umbria indietro di anni. Invece di fare passi in avanti relativamente a percorsi in grado di aiutare la genitorialità e l’educazione, così da potenziare la libertà di scelta e di autodeterminazione delle donne, la Giunta leghista sceglie per tutti e impone un ricovero ospedaliero forzoso di tre giorni per l’IVG adducendo motivi relativi alla ‘difesa della salute delle donne’.
[su_testimonial name=”Donatella Tesei” photo=”https://www.umbriajournal.com/wp-content/uploads/2020/04/tesei-conf-stampa-interventi-economici-9-.jpeg” url=”presidente Regione Umbria”]La presidente Tesei, però, dimentica che la delibera dell’Umbria era in piena aderenza con tutti i documenti redatti dal Comitato tecnico scientifico, che ha anche emanato uno schema tipo di consenso informato, sia per il ricovero ordinario che per il ricovero a ciclo breve, nonché una scheda informativa per la donna”.[/su_testimonial]“La delibera di Giunta – proseguono i consiglieri – è contraria anche a quanto dichiarato dalla SIGO (Società italiana ginecologi e ostetrici) che si dicono favorevoli ‘ad una maggiore diffusione dell’IVG farmacologica, a reale tutela della salute e dei diritti delle donne, che rischiano di essere negati a causa dell’emergenza sanitaria in corso. La modalità farmacologica, finora relegata ad un ruolo marginale ridotto al 5 per cento delle IVG in Umbria, permetterebbe di decongestionare gli ospedali, alleggerire l’impegno degli anestesisti e l’occupazione delle sale operatorie’.
[su_panel border=”3px ridge #cccccc” shadow=”8px 4px 16px #eeeeee” radius=”9″]Questo quadro si inserisce in un contesto in cui, come certificato da risposte a interrogazioni precedenti, l’IVG farmacologica ancora non viene effettuata nella maggior parte degli ospedali umbri e in un sistema sanitario regionale in cui 2 medici su 3 si dichiarano obiettori. Il nostro obiettivo – concludono i consiglieri – è che la Giunta Tesei possa fare un passo indietro rispetto ai suoi atti, per tornare a farne molti avanti su una questione di civiltà”.[/su_panel]
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