(UJ.com3.0) TODI – 36 ordinanze di custodia cautelare, 16 delle quali eseguite, 200 assuntori controllati per mesi, migliaia le dosi di eroina cedute a 45 euro l’una, per un volume di affari circa 10 milioni di euro. 100 le persone segnalate come assuntrici di sostanze stupefacenti. Sono i numeri dell’operazione “Aladin” condotta dai carabinieri di Todi, in provincia di Perugia, che ha permesso di disarticolare una organizzazione di spacciatori di droga. Il gruppo, composto prevalentemente, da magrebini – ma anche da alcuni italiani – operava a Perugia, Caserta, Salerno e Modena. A capo del banda due fratelli, Hassen Ali e Abdallah Bejaoui. Capo d’imputazione, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di stupefacenti, il tutto corredato di ben 79 capi di imputazione. Il gruppo malavitoso, pur di riuscire a piazzare l’eroina, regalava dosi, per creare dipendenza, a tossicomani che uscivano dai sert dove erano in cura. Ad effettuare le consegne erano le donne della banda, due italiane di 28 e 30 anni. La droga, che era venduta al dettaglio a Ramazzano, Bosco, Ponte San Giovanni, via Settevalli, Balanzano, Piscille, via della Pallotta, Ponte Valeceppi, Montelabate, Fontivegge e Ponte Felcino, arrivava dal Casertano. Tra i destinatari delle ordinanze di custodia cautelare anche quel Roberto Scherillo, campano, che lo scorso mese di novembre fu trovato morto in un albergo di Perugia, stroncato da una overdose.

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