Si è tenuta oggi l’inaugurazione e la riapertura della Torre degli Sciri dopo gli importante interventi di recupero, sia in termini di investimenti che di contenuti, oggetto del Puc 2.
“Oggi è un giorno speciale- è stato il commento del Sindaco Romizi – oggi restituiamo simbolicamente la Torre degli Sciri alla città, frutto di importanti investimenti e di collaborazione tra gli enti. La Torre è la nostra torre e l’auspicio è che resti qui a vigilare sulla città, sulla sua voglia di cambiare e di riqualificarsi.”
Insieme alla Torre oggi sono stati presentati alla cittadinanza i lavori dei 12 appartamenti facenti parte dell’ex convento annesso recuperati dall’Ater e destinati alle giovani coppie.
“E’ bello immaginare che sotto questo monumento – ha proseguito il Sindaco – si possano ricreare dei nuclei familiari che verranno a vivere qui. Questi interventi, queste sfide, sono fondamentali insieme al recupero e all’ attenzione per i dettagli , per le nostre aeree verdi, per i nostri quartieri. C’è necessità di interventi non isolati ma di ragionamenti e cambiamenti che si sviluppino e inglobino più funzioni nei nostri quartieri. Solo così si può migliorare la vivibilità del nostro centro storico e di tutta la città”
CENNI STORICI
Prende il nome dalla antica famiglia degli Sciri (annoverata fra i casati patrizi di Perugia nel 1494 ed estinta verso la fine del Seicento), che qui aveva le proprie case dominate da una torre alta circa 46 metri.
E’ questa l’unica rimasta intatta, libera su tutti e quattro i lati e visibile anche da lontano delle tante torri edificate nel Medioevo a controllo degli isolati gentilizi e poi mozzate fra il XV e il XVI sec. o incorporate nei successivi edifici. Secondo gli storici antichi, Perugia contava un così gran numero di torri da essere chiamata Turrena.
“Senz’altra apertura, che di una finestruola sul davanti e forse perciò più resistente, porge l’esempio di quella specie di edifici che servivano a dirittura per ultima speranza, ultim’àncora di salvezza; rappresentavano l’albero altissimo su cui vanno ad arrampicarsi i gatti inseguiti dai cani. I cani, impotenti ormai ad azzannarli, restano per poco da piedi, col muso in su ad abbaiare. Spesso però i nemici non abbandonavano la preda così sollecitamente; e i rifugiati bisognava che cadessero alfine in lor potestà, se non volevano morire per fame, come avvenne a uno dei Ranieri” (R. Gigliarelli, 1907).
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Il palazzo non presenta particolari caratteristiche architettoniche. gran parte delle aperture non appartengono all’edificio originario; si aprono in modo disordinato e manifestano le diverse fasi costruttive e i rimaneggiamenti subiti dall’edificio. In basso, all’estrema sinistra del prospetto est, è ancora visibile una porta (oggi finestra ) incorniciata da un arco ogivale. A destra, si nota un altro portale murato, sormontato da un architrave con lettere “N I” divise da un bassorilievo. Sull’architrave di una apertura, nella parte bassa della torre, è uno stemma in pietra rappresentante una zampa di uccello. Poco sopra, quasi ad angolo, è una nicchia con una Madonna e l’invocazione ‘Mater Divina Gratia, ora pro nobis’. Girando sul prospetto sud, vi è uno stemma degli Sciri con il nome di un esponente di questa famiglia e l’anno 1556.
Questa torre fu chiamata anche Torre degli Scalzi (dall’ordine dei Carmelitani scalzi della vicina chiesa di S. Teresa) e Torre delle Becchette (con riferimento al nomignolo lato alle ragazze assistite nel sottostante istituto).
Estinta la famiglia degli Sciri, la casa, passata in proprietà a Caterina della Penna d’Oddi, fu da questa donata a suor Lucia Tartaglini da Cortona, terziaria francescana che, unitala ad una contigua da lei acquistata dalla Compagnia del Santo Anello e dal monastero delle Bartolelle, vi fondò nel 1680 il Conservatorio detto di Suor Lucia. Questo istituto accoglieva fanciulle orfane e di umili origini, disposte a praticare una povera vita di preghiera e di lavoro, secondo la regola del Terz’Ordine francescano. Fino a pochi anni fa in questa struttura risiedevano le suore Oblate di S. Filippo Neri.
Il portone sul cui architrave è scolpita una colonna della Flagellazione in mezzo a due flagelli, era l’ingresso dell’Oratorio dei Disciplinati di S. Francesco.
NOTE SULL’INTERVENTO DI ACQUISTO E RECUPERO IN PERUGIA – VIA DEGLI SCIRI
N. 12 ALLOGGI A CANONE SOCIALE + SPAZI PUBBLICI A CURA DI ATER
Finanziamenti
La Regione, con Deliberazione n. 1076/2009, ha approvato la graduatoria dei PUC2 di cui al bando approvato con DGR n. 351 del 07.04.2008 nella quale risulta inserito il progetto presentato dal Comune di Perugia “Riqualificazione integrata per parti – Rivitalizzazione diffusa”. Tra gli interventi individuati è ricompreso il recupero dell’edificio denominato Torre degli Sciri. Il progetto ha per oggetto il recupero della Torre, della Chiesa e di una porzione di edificio da destinare ad edilizia residenziale per complessivi 12 alloggi da locare a canone concordato a giovani coppie.
L’edificio oggetto del presente progetto di recupero, acquistato dalle OPERE PIE RIUNITE, risulta catastalmente censito al foglio 402 particelle 35 e 36, ha una superficie coperta di 485 mq circa ed è ricompreso in una zona A di interesse storico ai sensi del vigente P.R.G. del Comune di Perugia.
Dati Tecnico/economici
| N. APPARTAMENTI | 12 |
| SUPERFICIE UTILE | MQ. 730 |
| SUPERFICIE NON RESIDENZIALE | MQ. 280 |
| COSTO TOTALE RECUPERO ALLOGGI | € 2.499.981 |
| ACQUISTO EDIFICIO | € 1.182.019 |
| COSTO TOTALE SPAZI COMUNALI | € 536.394 |
| TOTALE ACQUISTO E RECUPERO | € 4.218.394 |
| FINANZIAMENTO REGIONALE PUC ALLOGGI | € 1.400.000 |
| FINANZIAMENTO COMUNALE PUC | € 536.394 |
| FINANZIAMENTO A CARICO ATER | € 2.282.000 |
| TOTALE FINANZIAMENTI | € 4.218.394 |
Caratteristiche dell’edificio pre-intervento
Il recupero del convento e della torre degli Sciri è uno degli interventi più rilevanti del PUC2 del Comune di Perugia, sia in termini di investimenti che di contenuti.
Il convento ospitava una congregazione di suore laiche che nel secolo scorso svolsero una importante opera di assistenza per i bisognosi ed i giovani in difficoltà.
La torre degli Sciri, di proprietà comunale, è uno dei simboli della città, ma di fatto è sconosciuta ai più perché inglobata nel convento e mai aperta al pubblico.
Di grande impatto sull’area di via dei Priori, ma in generale sulla città è il recupero di questo immobile, per diversi aspetti. in termini di rivitalizzazione dell’area, in quanto l’apertura al pubblico della torre genererà un nuovo flusso di turisti, in termini di nuova offerta di residenza, in una zona in forte calo demografico ove vengono recuperati alloggi da assegnare a canone concordato per giovani coppie, in termini di riqualificazione fisica, in quanto la ristrutturazione del complesso con la nuova pavimentazione della zona (sempre prevista nel PUC) ed il recupero come auditorium di San Francesco al Prato daranno un nuovo volto ad una delle zone più belle della città.
Nell’ottica della integrazione degli interventi il PUC2 agisce in una parte di città in cui sono state realizzate e previste opere di un certo rilievo (stazione del minimetro Cupa; recupero del parco del Campaccio; edificio direzionale sull’attuale parcheggio di Via Pellini; auditorium di San Francesco al Prato) proponendo una azione di “cucitura” con il recupero di un manufatto di pregio come il complesso degli Sciri e con il completamento della pavimentazione e dei sottoservizi di via dei Priori sino ai pressi di San Francesco al Prato.
Ad oggi il convento e la torre sono un unico organismo. L’accesso alla torre, che nei primi 4 livelli era occupata da spazi del convento, avviene dal quarto piano dell’immobile. Solo dal quarto piano è percepibile l’interno della torre, un volume a tutta altezza per oltre 20 metri di notevole suggestione.
L’accesso al convento avveniva da via degli Sciri, una stradina ad “U” che entra ed esce su via dei Priori. Il convento, in un discreto stato di conservazione, si articola su quattro piani per una superficie utile di circa 1000 mq.
Al piano terra, oltre all’ingresso si trovavano locali di deposito e magazzini, oltre a un garage e locali commerciali di altra proprietà.
Il primo piano ospitava spazi comuni, camere, una piccolo ambiente per il culto di circa 30 mq con annessa cappella ricavata nel volume della torre.
Al secondo e terzo piano si trovavano altre camere, che occupavano anche la torre.
Al quarto piano vi erano dei sottotetti abitabili ed una terrazza da cui si accedeva alla torre realizzata interamente con pietra a spacco che si rastrema internamente ai diversi piani. La dimensione planimetrica è di circa metri 7 x 7 con uno spessore delle murature di circa 1.5 metri.
Il volume, come detto in precedenza, è a tutta altezza; alla copertura si accedeva con un sistema di ballatoi serviti con dei pioli in ferro fissati alla muratura.
Caratteristiche dell’intervento e sua destinazione d’uso
Il progetto di recupero prevede il recupero del convento per la realizzazione di n. 12 alloggi mentre per la torre e per la Chiesa a fini turistico-culturali.
In particolare, i piani saranno così articolati:
piano interrato E.r.s.: con destinazione a cantine e/o a servizio dei piani superiori.
piano terra Comune: zona a disposizione e accesso alla torre dalla porta che da direttamente su via dei Priori;
piano terra E.r.s.: n. 1 alloggio con soggiorno, 2 camere e bagno, uno spazio comune, un cortile per accedere all’ascensore interno di collegamento dei vari livelli;
piano primo Comune: Chiesa, cappella e scala di collegamento per l’accesso alla torre;
piano primo E.r.s.: n. 4 alloggi composti da soggiorno con angolo cottura, una o due camere, disimpegno, almeno un servizio igienico completo. Gli alloggi n. 4 e 5 sono duplex con zona giorno a questo livello e zona notte al piano superiore; l’alloggio n. 3 è appositamente dimensionato per la completa accessibilità di soggetti su sedia a ruote o con ridotte capacità motorie;
piano secondo E.r.s.: n. 3 alloggi composti da soggiorno con angolo cottura, una o due camere, disimpegno, almeno un servizio igienico completo;
piano terzo Comune: torre
piano terzo E.r.p.: n. 3 alloggi composti da soggiorno più angolo cottura, una camera, disimpegno e un servizio igienico.
piano quarto Comune: torre
piano quarto E.r.p.: n. 1 alloggio con accesso dalla scala condominiale, composto da soggiorno con angolo cottura, una camera e un servizio igienico completo.
L’intervento ha visto la rimozione di tutte le superfetazioni, all’interno del cortile, e la demolizione dei due solai presenti e frutto di recente aggiunta.
Materiali e sistema costruttivo
– Struttura portante: in muratura di pietrame e/o mattoni è stata localmente consolidata e integrata; non sono state realizzate nuove aperture verso l’esterno se non all’interno del cortile e nel solo piano terra non visibile dall’esterno;
– Orizzontamenti: i solai, parte in laterocemento di recente costruzione, parte in volte di laterizio, parte in legno sono stati oggetto di consolidamento;
– Scale: le scale esistenti sono state mantenute con lievi modifiche;
– Coperture: parte in legno e parte in travi “Varese” e tavelloni con manto in coppi, sono state consolidate e realizzate ex novo con struttura portante in travi di legno e sovrastante tavolame. È stata in opera una guaina impermeabilizzante ardesiata e il manto in coppi è stato rimontato; i canali ed i pluviali sono stati sostituiti con nuovi in rame completi di terminali in ghisa;
– Finitura esterna: originariamente in pietra a vista in buono stato di conservazione sarà mantenuta. In particolare tutte le cornici esistenti saranno pulite e recuperate;
– Infissi esterni: originariamente in legno saranno sostituiti con analoghi ma con vetrocamera per l’isolamento termo-acustico degli ambienti; in particolare l’oscuramento degli ambienti sarà garantito tramite ante d’oscuro interne;
– Impianto di ascensore: il progetto prevede l’inserimento di un impianto di ascensore nella zona centrale dell’edificio che servirà gli alloggi fino al piano terzo;
– Intonaci interni: in gran parte realizzati ex novo a base di calce;
– Impianto di riscaldamento: gli alloggi saranno dotati di impianto di riscaldamento del tipo “a termosifone” con radiatori in alluminio e caldaia singola a condensazione alimentata a gas metano con aspirazione e scarico mediante tubazioni a doppia parete per le quali sono stati previsti appositi cavedii dal piano terra fino alle coperture;
– Impianto igienico-sanitario: tutti gli alloggi sono dotati di almeno un servizio igienico completo di lavabo, vaso igienico con cassetta di scarico a doppio comando, bidet, doccia, finestra apribile e/o adeguato impianto meccanico per l’aerazione degli ambienti; al fine di limitare gli interventi in traccia per il passaggio delle canalizzazioni sono state previste apposite controparti in laterizio forato all’interno dei bagni;
– Altri impianti: tutti gli alloggi sono dotati di tutti le dotazioni impiantistiche standard (impianto elettrico completo di sistema di ricezione TV e TV SAT, linee telefoniche, etc.).
Servizi primari
Tutti i servizi quali fognature, luce, acqua, gas e telefono sono allacciate alle condotte e canalizzazioni già presenti nelle vie circostanti.
Barriere architettoniche
L’intervento risulta conforme alle disposizioni in materia di abbattimento delle barriere architettoniche con un alloggio appositamente dimensionato per la completa accessibilità di soggetti su sedia a ruote o con ridotte capacità motorie.
Risparmio energetico
Sono previsti tutti gli accorgimenti per evitare dispersioni termiche previsti dalla L. 10/1991 e dalle normative vigenti.
Vincoli
Attualmente l’immobile interessato dall’intervento è soggetta ai seguenti vincoli specifici.
– Zone di interesse archeologico riconosciute con D.G.R. n. 5847/96 ai sensi del D.Lgs n. 42/04 art.142 lett. m ex legge 431/85 art.1 lett. m. Aree interessate da strutture archeologiche o materiali antichi. Sono escluse dal presente vincolo le aree di cui all’art. 142 comma 2 del D.Lgs. n. 42/04.
– Aree ammesse a consolidamento ex art. 2 L. 64/74 e (L.R. n. 65/78)
Misure necessarie ad assicurare la conservazione del bene
Al fine di assicurare la conservazione del bene si è provveduto alla esecuzione dei lavori in stretta collaborazione e accordo con l’Amministrazione Comunale e con la stessa Soprintendenza. L’intervento non modifica in alcun modo ne le destinazioni d’uso già esistenti ne la struttura muraria dell’edificio e della Torre.
Indicazione degli obiettivi di valorizzazione e tempi di intervento
Al fine di valorizzare il bene è stato messo in essere un recupero strutturale e un risanamento conservativo dell’intero complesso facendo particolare attenzione all’area della Chiesa e a quella della Torre.
Progettazione, Direzione ed esecuzione dei Lavori
Il progetto e la Direzione dei lavori dell’intervento è stata espletata dal Servizio Tecnico dell’Azienda.
L’Impresa appaltatrice dei lavori è la ditta GALLI ANTONIO Costruzioni Edili.




































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