Norcia, due anni dopo il sisma, Spagnoli, la ricostruzione deve ancora vedere la luce

da Carla Spagnoli,
Presidente Movimento per Perugia

Norcia, due anni dopo il sisma, la testimonianza di Carla Spagnoli 
Siamo tornati nuovamente a Norcia per vedere con i nostri occhi qual è la condizione dei residenti e delle attività commerciali e artigianali, a distanza di quasi due anni dal maledetto sisma del 30 ottobre 2016 che devastò tutta la zona… Rispetto allo scorso anno qualche timido passo in avanti è stato fatto, le casette sono state quasi tutte assegnate e, in qualche modo, agricoltori e commercianti stanno provando a ripartire e recuperare la serenità persa dopo il terremoto.

Tuttavia non si può affatto parlare di rinascita, si opera sempre in emergenza, la ricostruzione deve ancora vedere la luce e c’è ancora tanto, troppo da fare!!! Il centro storico, purtroppo, presenta ancora le dure ferite del sisma e oggi è spoglio di tanti negozi danneggiati, che non si sa quando e se ritorneranno in attività…

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Purtroppo, ancora molte vie e viali risultano inaccessibili e transennati perché classificati come “zona rossa” e le macerie sono ben visibili, a ricordo di quel dramma. Gli artigiani della zona si sentono abbandonati dalle istituzioni e sono messi in ginocchio da una burocrazia che pende sulla loro testa come una “spada di Damocle” e impedisce una piena ripresa: fino a quando potranno resistere a Norcia questi artigiani, se nessuno nelle istituzioni pensa a loro? In questi due anni abbiamo visto innumerevoli “passerelle” di politici nel centro di Norcia, ma quanti di loro hanno visitato la zona industriale per ascoltare la voce e le richieste dei piccoli imprenditori?

Nessuno! Nemmeno gli esponenti del nuovo governo, sul quale riponiamo molte speranze, si sono ancora fatti vivi nella zona industriale. Gli unici ad essere presenti sono stati i volontari della Caritas provenienti dal Nord Italia, e a loro va il nostro plauso…

Eppure, una seria ricostruzione dovrebbe partire proprio dalle attività commerciali e artigianali, che insieme all’agricoltura e all’allevamento sono il cuore vero del tessuto sociale di queste zone. Tutti, in questi anni, hanno parlato di ricostruire le chiese e il patrimonio artistico: benissimo, per carità, ma nessuno parla mai di finanziare le attività artigianali, nessuno pensa a come stimolare la ripresa e il ritorno delle attività! Dovrebbe essere questa la priorità assoluta, altrimenti Norcia rischia seriamente di diventare presto un paese con le chiese ricostruite ma senza anime, perché le anime saranno andate altrove….

E che dire dell’insopportabile burocrazia che frena ogni cosa? Abbiamo famiglie intere che dopo due anni stanno aspettando un nulla osta o un’autorizzazione per poter ricostruire le loro case e le loro attività, senza poter fare nulla!

Un piccolissimo passo in avanti è stato fatto con la recentissima regolarizzazione delle strutture provvisorie sui terreni di proprietà e con la sanatoria delle «lievi difformità edilizie» (la cosiddetta “norma salva nonna Peppina”), ma ciò non basta: occorre tagliare radicalmente i tempi per le autorizzazioni, la gente deve poter ripartire subito e mettere mano alle proprie case: le Istituzioni hanno già perso fin troppo tempo! La gente di Norcia ha dimostrato di essere un popolo forte, paziente, laborioso e non è stata piegata da un evento così tragico e devastante:  ma fino a quando potrà ancora resistere ai ritardi e alla burocrazia  dello Stato?

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