Presidio antifascista a Terni, errore grave negare carattere politico

 
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Presidio antifascista a Terni, errore grave negare carattere politico

Presidio antifascista a Terni, errore grave negare carattere politico

Ieri i comunisti ternani, raccogliendo l’invito alla mobilitazione dell’ANPI, erano in piazza a Terni per manifestare contro la decisione della giunta comunale di ospitare nella sala consiliare, luogo simbolo della democrazia cittadina, l’organizzazione neofascista CasaPound.

Se da un lato giudichiamo positivamente il fatto che un migliaio di persone abbiano risposto alla mobilitazione, non possiamo non criticare duramente la scelta degli organizzatori di azzerare il carattere politico della manifestazione, negando la parola, non soltanto ai rappresentanti del Partito Comunista, ma a quelli di tutte le organizzazioni politiche presenti.

Al di là della partecipazione, non condividiamo i toni trionfalistici di alcuni commentatori riguardo alla riuscita della manifestazione. La scelta dell’ANPI di de-politicizzare il presidio evidenzia infatti tutte le contraddizioni di una piazza chiamata in nome di un antifascismo di facciata che, privato di contenuti politici, può essere sbandierato da una sinistra generica e opportunista che da un lato condanna il revanscismo delle organizzazioni neofasciste (a cui viene però consentito di esistere in palese violazione in della XII disposizione transitoria della Costituzione repubblicana, della legge Scelba e della legge Mancino), dall’altro avalla con posizioni ambigue il loro revisionismo storico, che ha come obbiettivo la riabilitazione della vergognosa esperienza del fascismo attraverso la criminalizzazione indiscriminata dei Partigiani e la loro equiparazione con le squadracce fasciste e repubblichine, nonché l’ignobile e antistorica equiparazione tra nazifascismo e comunismo.

Contestiamo soprattutto il tentativo del Partito Democratico, di intestarsi il successo della manifestazione, possibilità che gli è stata offerta attraverso la negazione del carattere politico del presidio da parte degli organizzatori. L’ANPI, suo malgrado, si è così schierata a favore dell’antifascismo strumentale del PD, diventando a tutti gli effetti una stampella elettorale di un’organizzazione ormai in totale bancarotta politica e sociale, che cerca di sfruttare opportunisticamente anche occasioni come quella di ieri per mantenersi a galla raccattando qualche voto in quell’area confusa ed eterogenea che definiscono la “società civile”.

Come comunisti ribadiamo che l’unico antifascismo realmente efficace è quello che rompe con l’antifascismo istituzionale di queste forze opportuniste e che contrasta l’avanzata delle forze di estrema destra giorno dopo giorno nelle strade, nelle scuole e nei posti di lavoro, tornando a schierarsi dalla parte delle classi popolari colpite duramente delle politiche antipopolari portate avanti prima di tutto proprio da chi oggi si fa portabandiera di un antifascismo ipocrita e strumentale.

Invitiamo tutti i veri antifascisti a cercare di costruire insieme una reale alternativa popolare e di classe, e li esortiamo impiegare le proprie energie nell’attività di supporto e di rafforzamento a questo progetto politico. L’antifascismo o è anticapitalista o non è.

Partito Comunista – Terni

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