Solidarietà palestinese e denuncia del doppio standard sportivo
Riceviamo e pubblichiamo
Egregio Presidente,
il prossimo 8 settembre e 14 ottobre sono in programma gli incontri di calcio tra le nazionali di Italia e
Israele validi per le qualificazioni ai Mondiali del 2026; il 14 ottobre sarà Udine ad ospitare l’incontro di
ritorno.
Come è tristemente noto, la situazione in Palestina è drammatica. Gaza è ormai ridotta a un cumulo di
macerie. Migliaia di civili, in fila per ricevere aiuti umanitari, sono stati colpiti e uccisi deliberatamente,
nel chiaro intento di ostacolare la distribuzione del cibo e aggravare la crisi umanitaria. Siamo di fronte
alla prospettiva concreta di una nuova offensiva su Gaza City da parte dell’esercito israeliano e
all’avanzamento di piani che prevedono una cosiddetta “emigrazione volontaria” di migliaia di
palestinesi verso paesi africani.
Tra le oltre 60.000 vittime palestinesi identificate, 635 erano atlete e atleti. L’ultima, in ordine di tempo,
è stata Suleiman Obeid, noto come “il Pelé della Palestina”, ucciso il 6 agosto mentre attendeva la
distribuzione degli aiuti. Le infrastrutture sportive sono ormai quasi del tutto distrutte: 265 strutture
palestinesi annientate dai bombardamenti israeliani, più di 250 calciatori palestinesi uccisi, insieme a
oltre 60 bambini e bambine coinvolti nei campionati giovanili locali.
Durante un celebre discorso, Nelson Mandela disse: “Lo sport è probabilmente uno dei più efficaci
mezzi di comunicazione del mondo moderno, poiché bypassa la comunicazione scritta e verbale e
raggiunge direttamente miliardi di persone”.
Lo sport, dunque, non è mai solo sport. Non lo era nel 2022, quando Fifa e Uefa esclusero la
nazionale e i club russi dalle competizioni internazionali. Non lo è quando si chiede di non disputare
tornei in Paesi che violano sistematicamente i diritti umani.
Appare quindi incomprensibile la disparità di trattamento e l’indifferenza dimostrate dalle autorità
sportive di fronte agli atti genocidari perpetrati dal Governo d’Israele a Gaza.
Denunciamo con forza questo “doppio standard”. Crediamo fermamente che, di fronte a conflitti armati
e violazioni del diritto internazionale, lo sport non possa voltarsi dall’altra parte, applicando criteri
differenti a seconda del contesto o del Paese coinvolto.
Siamo certi che Lei sia già a conoscenza della crescente mobilitazione, sia in ambito nazionale che
internazionale, di molti gruppi organizzati di tifosi. Questi esprimono in modo pacifico il proprio
dissenso, attraverso manifestazioni e coreografie dal forte impatto simbolico, proprio per denunciare
l’ambivalenza delle autorità sportive e calcistiche.
Alla luce di quanto esposto, rinnoviamo con forza la nostra solidarietà al popolo palestinese e
denunciamo quanto lo Stato di Israele continua a perpetrare sotto gli occhi del mondo.
Le chiediamo, con fermezza, di farsi promotore presso la Figc nazionale di un’istanza di contrarietà
allo svolgimento di entrambe le partite tra Italia e Israele, previste l’8 settembre in Ungheria e il 14
ottobre a Udine.
Assessore Fabio Barcaioli
Istruzione e Formazione, Welfare, Politiche abitative e
giovanili, Partecipazione, Pace e Cooperazione internazionale

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