Il Perugia fa 0 a 0 all’esordio in campionato e poteva finire pure peggio
di Gianluca Drusian
Sono passati tre mesi circa dalla fine dello scorso campionato ma niente sembra essere cambiato. Doveva essere l’estate della ripartenza anzi della partenza da parte della nuova società che ha rilevato il sodalizio biancorosso ma di nuovo, al termine della gara pareggiata contro il neopromosso Guidonia-Monetecelio (con il massimo del rispetto non una nobile decaduta né una tra le favorite alla vittoria del campionato), non c’è stato proprio nulla se non la presenza sul terreno di gioco del Var che per poco non decretava la sconfitta dei Grifoni.
Infatti, al 24’ del primo tempo, dietro richiesta del tecnico ospite, il direttore di gara dopo aver visionato il var si convince nel dover decretare un rigore in favore della squadra laziale che, tuttavia, Gemello riusciva a parare buttandosi sul proprio lato sinistro della porta lasciando intatto il risultato che non cambierà più nel corso del prosieguo della gara.
Il risultato non cambierà perché il Perugia è la stessa squadra della scorsa stagione e, nonostante si continui a voler pensare di poter raggiungere traguardi diversi da quelli raggiunti pochi mesi fa, con questo gruppo di giocatori è ormai chiaro a tutti quanto non sia possibile.
Il Perugia ed i suoi giocatori hanno infatti cercato di mettere in pratica quanto provato durante il ritiro precampionato ed il mister ha cercato di far ruotare gli interpreti il più possibile sia nel primo che nel secondo tempo (nella seconda frazione di gioco forse anche ha ecceduto nei cambi e nel voler gettare nella mischia un po’ tutti perché gli ultimi venti minuti di gioco, anche con vari cambi di modulo, sono sembrati incomprensibili ed inguardabili per tutti) ma la sostanza non è mai cambiata.
Sulle fasce, infatti, Giraudo e Nwanege non spingono, non si inseriscono negli spazi e, conseguenza, non riescono ad arrivare al cross e diventare un’arma offensiva in più (tanto che nel secondo tempo Cangelosi ha mandato in campo a sinistra Yabre al posto di Giraudo.
Anche più avanti, gli esterni offensivi Matos e Kanoutè non riescono a creare una superiorità e trovare spazi nei quali buttarsi in verticale. Ha tentato più volte Kanoutè ma è apparso lampante che quello non è il ruolo a lui congeniale perché tende sempre ad accentrarsi con la palla piuttosto che puntare alla linea di fondo e lo stesso è valso per Matos.
Conseguenza è che il 4-3-3 non sembra essere il modulo idoneo per valorizzare i giocatori biancorosso ma, lo scorso anno, pur avendo variato vari moduli a seconda del tecnico seduto in panchina, mai e poi mai gli stessi sono riusciti a valorizzarsi quindi il problema di fondo sarà o non sarà un altro?
L’augurio è che il sa Meluso lo abbia capito ed abbia ormai le idee chiare che per migliorare questo gruppo occorre cambiare tanto, ancora tanto.
In tribuna, al Curi, era ospite il centrocampista Pettermann il quale forse potrebbe diventare presto un nuovo giocatore del Perugia ma, non può di certo bastare.
Per fare giocare in velocità, con la ferocia giusta richiesta da Cangelosi, di cambiare, soprattutto sugli esterni c’è da cambiare un po’ tutti, senza esagerare.
Altrimenti, si continuerà a vedere il solito gioco, molto orizzontale e niente verticale con Montevago anche spesso assente e lontano dal gioco e quando tentato da qualche palla giocabile mai pronto a diventare determinante.
Nessuno, anche tra i pochi presenti in tribuna e nella curva, ha messo in discussione la buona volontà messa in campo dai giocatori. Lo stesso è stato fatto anche nel corso di tutta la scorsa stagione ma se l’andamento del rendimento della squadra che dei singoli è oggi lo stesso mediocre di ieri il voltare pagina netto diventa un imperativo, non se ne esce.
Detto del rigore parato da Gemello, nel primo tempo gli unici due tentativi di tiro verso la porta avversaria sono risultati quello di Kanoute imbeccato in posizione favorevole da Joselito al 14’ e con un tiro fuori ma bello e pericoloso di Giunti al 46. Tutto troppo ma troppo poco per un Perugia che doveva far valere la legge del Curi.
Ma nel secondo tempo neanche più di due sono state le altrettante palle pericolose riversate contro la porta avversaria. Una con Giunti al 56’ ed una con Kanoutè.
Il resto della gara è stato un possesso palla biancorosso monotono e lento ed un Guidonia che non ha fatto altro che adagiarsi sulla volontà di voler portare a casa un risultato storico che fa morale in casa laziale ma che non lo fa in casa perugia.
Anzi, l’asticella della astina della fiducia si è ancora di più abbassata ed il proseguo del campionato, senza almeno ancora altri cinque validi nuovi innesti (senza esagerare) non potrà portare emozioni diverse e nuove.
PERUGIA (4-3-3): Gemello; Nwanege, Angella, Riccardi, Giraudo; Giunti, Tumbarello, Joselito; Matos, Montevago, Kanoute. A disp. Moro, Vinti, Cottini, Dell’Orco, Lewis, Yabre, Torrasi, Broh, Lickunas, Perugini, Bacchin. All. Cangelosi
PROMOSSI: Gemello (tra coppa Italia e campionato ha già portato a casa una qualificazione ed un punto da solo)- Tumbarello (grande impegno, due tiri finiti dentro la porta da rugby ed uno finito tra le braccia del portiere avversario, comunque volenteroso)
BOCCIATI: Giraudo (non sembra trovare i tempi giusti nel nuovo modulo)- Nwanwege (lo avevano descritto meglio di quanto è apparso stasera)- Montevago (non riesce ad essere incisivo né partecipativo, siano sicuriche…)- CANGELOSI (il tecnico è insufficiente perché dopo una preparazione fatta con tutti gli uomini della rosa a disposizione, il gioco sarebbe dovuto essere diverso).

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