Procura indaga su presunti favori tra calcio e lavori pubblici
Aperto un fascicolo della Procura di Terni
La Procura della Repubblica di Terni ha avviato un’inchiesta su un presunto sistema corruttivo che avrebbe coinvolto la cessione delle quote societarie dell’Orvietana Calcio e l’affidamento di lavori pubblici sulla strada provinciale Bagnorese. Nell’indagine risultano iscritti nel registro degli indagati il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, l’imprenditore Roberto Biagioli, già proprietario dell’Orvietana, e un tecnico della Provincia di Terni.
Le ipotesi di reato formulate dagli inquirenti sono corruzione e turbativa d’asta. Nella mattinata è scattata una vasta operazione della Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura, con oltre quaranta militari del Comando provinciale impegnati in una serie di perquisizioni personali, locali e informatiche.
Perquisizioni tra enti pubblici e società
L’attività investigativa ha interessato numerose sedi ritenute rilevanti per gli accertamenti. I finanzieri hanno effettuato accessi negli uffici del Comune di Terni, della Provincia di Terni, nella sede dell’Orvietana Calcio, negli uffici di Unicusano e presso alcune imprese coinvolte nell’inchiesta.
L’obiettivo degli investigatori è acquisire documentazione amministrativa e supporti informatici, oltre a esaminare telefoni cellulari e computer, alla ricerca di elementi utili per verificare l’ipotesi accusatoria.
Le perquisizioni rappresentano una fase delle indagini preliminari e sono finalizzate alla raccolta di eventuali riscontri documentali e digitali.
Il nodo della cessione delle quote dell’Orvietana
Al centro dell’inchiesta figura il passaggio delle quote societarie dell’Orvietana a Unicusano, università telematica riconducibile a Stefano Bandecchi, operazione che avrebbe costituito il presupposto per la nascita della nuova Ternana.
Secondo la ricostruzione della Procura, Roberto Biagioli avrebbe ceduto la partecipazione societaria a condizioni considerate favorevoli. In cambio, secondo l’ipotesi investigativa, la propria impresa edile avrebbe ottenuto un affidamento relativo ai lavori di ripristino della strada provinciale Bagnorese, interessata da un movimento franoso durante l’inverno.
Si tratta di una contestazione che gli investigatori stanno cercando di riscontrare attraverso l’analisi della documentazione sequestrata nel corso delle perquisizioni.
L’affidamento dei lavori sulla strada provinciale
Uno degli aspetti centrali dell’indagine riguarda un intervento del valore di 130 mila euro, oltre IVA, disposto per opere di messa in sicurezza della Bagnorese.
L’importo dell’affidamento risulta inferiore alla soglia di 150 mila euro prevista dalla normativa per consentire il ricorso all’affidamento diretto da parte della Pubblica Amministrazione.
Secondo la Procura, tuttavia, tale procedura non sarebbe stata legittima. Gli inquirenti ritengono infatti che l’intervento facesse parte di un progetto complessivo di ripristino della viabilità dal valore stimato di circa un milione e mezzo di euro. Per questa ragione, l’accusa ipotizza che il frazionamento dei lavori abbia consentito di evitare il ricorso a una gara pubblica.
Su questo punto si concentra una parte significativa degli accertamenti in corso.
Un secondo affidamento sotto esame
L’attenzione della Guardia di Finanza si estende anche a un’ulteriore determina adottata dalla Provincia di Terni nella stessa giornata, il 14 maggio.
Anche questo provvedimento riguarda lavori di consolidamento e messa in sicurezza della strada provinciale Bagnorese. In questo caso l’affidamento diretto, del valore di 142 mila euro oltre IVA, è stato assegnato all’impresa Umbria Consolidamenti di Orvieto.
Pure questa procedura è oggetto di verifica da parte degli investigatori, che stanno acquisendo elementi utili per ricostruire le modalità con cui sono stati assegnati i lavori e valutare la correttezza dell’iter amministrativo seguito.
L’ipotesi accusatoria della Procura
Secondo la Procura di Terni, i due affidamenti diretti potrebbero essere il risultato di un presunto accordo corruttivo finalizzato a favorire specifiche imprese nell’assegnazione degli interventi pubblici.
L’attività investigativa mira ora a verificare se vi siano elementi oggettivi capaci di confermare questa ricostruzione. Per questo motivo gli accertamenti si concentrano soprattutto sull’analisi delle comunicazioni contenute nei dispositivi elettronici sequestrati e sulla documentazione amministrativa acquisita durante il blitz.
L’inchiesta si trova nella fase delle indagini preliminari. Le persone coinvolte sono indagate e, come previsto dall’ordinamento, la loro posizione dovrà essere valutata nel prosieguo delle verifiche investigative e dell’eventuale successivo procedimento giudiziario.

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