Welfare, Fora, riqualificare e dare risposta ai 50 mila utenti giornalieri

 
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Welfare, Fora, riqualificare e dare risposta ai 50 mila utenti giornalieri

Il consigliere Andrea Fora (Patto civico per l’Umbria) annuncia la presentazione di una mozione che mira a “riqualificare il sistema del welfare regionale” proponendo alla Giunta di agire in due direzioni: adeguare il tariffario regionale e velocizzare i lavori della ‘Commissione per l’accreditamento delle strutture sanitarie’, avviando la predisposizione delle strutture necessarie. Nell’atto di indirizzo, Fora propone di “adeguare il TARIFFARIO REGIONALE, permettendo così ai 6 mila occupati nei servizi di welfare delle cooperative sociali di beneficiare degli aumenti previsti dal contratto nazionale rinnovato a maggio 2019.

IN SINTESI
Il consigliere Andrea Fora (Patto civico per l’Umbria) annuncia la presentazione di una mozione che mira a “riqualificare il sistema del welfare regionale” proponendo alla Giunta di adeguare il tariffario regionale e di velocizzare i lavori della ‘Commissione per l’accreditamento delle strutture sanitarie’, prevedendo inoltre un aggiornamento delle rette. 

Si tratta di “6mila persone con stipendi certamente non faraonici, dotate di professionalità e competenze, che quotidianamente svolgono servizi nei confronti dei nostri anziani, disabili, minori, che attendono ormai da troppo tempo che la Regione batta un colpo, dato che il volontariato, l’associazionismo e la cooperazione sociale in Umbria costituiscono un valore insostituibile.

Sarebbe inoltre urgente – aggiunge Andrea Fora – rivedere la disciplina in materia di strutture sanitarie e socio – sanitarie residenziali e semiresidenziali per post-acuti e per persone non autosufficienti, disabili adulti e minori, malati terminali, le cui rette, anch’esse normate dalla Regione stessa, per alcune tipologie sono ferme da 14 anni.

A questo proposito, l’assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto, ha recentemente annunciato l’istituzione di una ‘COMMISSIONE PER L’ACCREDITAMENTO delle strutture sanitarie’, avviando la predisposizione delle strutture necessarie e il relativo assetto organizzativo. Ora si deve accelerare, concludendo le procedure entro giugno 2020”.

IL WELFARE UMBRO. Il consigliere di opposizione sottolinea inoltre che “esiste un mutato quadro dei bisogni sociali delle nostre comunità: i cambiamenti demografici, l’aggravarsi generale delle condizioni di povertà delle famiglie e la sempre minor disponibilità di risorse pubbliche per sostenere l’accesso ai servizi sociali richiede con urgenza la ridefinizione complessiva di un nuovo modello di welfare e un nuovo assetto regolatorio che salvaguardi l’universalismo delle prestazioni e valorizzi attraverso il principio di sussidiarietà orizzontale l’apporto dell’economia sociale.

Ho già avuto modo di rilevare, durante la discussione in Aula delle linee strategiche della presidente Tesei, come la cooperazione, ad una comunità fatta da 13mila lavoratori del no profit e 108.600 volontari, non venisse mai menzionata. E non è stato neppure chiarito come si intenda ridisegnare il nuovo welfare per rispondere ad anziani sempre più soli e lasciati in carico alle famiglie, per sostenere i Comuni nella gestione dei minori da allontanare da famiglie problematiche e da inserire in comunità di accoglienza, per prendersi cura delle sempre maggiori fragilità legate al consumo di sostanze”.

Il RUOLO DELLA GIUNTA. Fora conclude affermando che “l’assessore Coletto sembra non aver ben percepito che insieme alla sanità gli è stata assegnata anche la delega al welfare, visto che a due mesi dall’insediamento non ha ancora incontrato le centrali cooperative e neppure gli attori principali del Terzo settore.

Presidente ed assessore devono comprendere che l’adeguamento del tariffario regionale e delle rette delle strutture socio-sanitarie è vitale per la sopravvivenza delle cooperative sociali della nostra regione e i percorsi di accreditamento non sono solo un mero percorso amministrativo che si risolve con l’avvio di organismi tecnici, ma richiedono l’apertura di una grande fase di ripensamento dei modelli di welfare dell’Umbria. Se non vogliono farlo per i cooperatori sociali lo facciano per gli oltre 50mila utenti giornalieri che ogni giorno ricevono servizi qualificati dalla rete della cooperazione sociale e del Terzo settore di questa regione”.

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