Pronto soccorso di Perugia sovraccarico, nasce un comitato

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“Ripristinare i servizi h24 nei presidi territoriali umbri”

Di fronte a un sovraccarico ormai quotidiano del Pronto soccorso del capoluogo, prende forma un nuovo comitato promosso dall’associazione “Dammi solo un minuto”, con l’obiettivo di interloquire con la Regione su un piano di riattivazione dei servizi d’urgenza nei presidi umbri. L’iniziativa nasce dalle segnalazioni dei cittadini e dalle rilevazioni effettuate attraverso l’App regionale IO, che nella mattinata odierna indicava circa 100 persone in attesa tra visite e prestazioni urgenti.

Secondo l’associazione, la situazione non rappresenta un episodio isolato: la pressione sul Pronto soccorso di Perugia si ripeterebbe ogni giorno, con utenti costretti a trascorrere l’intera notte in attesa di essere valutati. Il superamento del triage tradizionale e la possibile carenza di personale vengono individuati come fattori che contribuiscono all’attuale criticità organizzativa.

Il comitato segnala inoltre che il Pronto soccorso perugino, pur essendo uno dei principali centri di riferimento regionali, si trova a gestire un bacino potenziale stimato in oltre 400.000 persone. Una condizione aggravata dalla riduzione, nelle ore pomeridiane e serali, delle attività degli altri presidi di emergenza-urgenza presenti nei diversi territori umbri, che porterebbe molti utenti a confluire verso Perugia anche per problemi che potrebbero essere affrontati nei punti più vicini alle loro residenze.

La nuova realtà associativa sottolinea di non voler imboccare strade conflittuali o manifestazioni di protesta, ma di puntare a un dialogo costruttivo con i vertici regionali della sanità. L’obiettivo dichiarato è ottenere il ripristino dei servizi di Pronto soccorso h/24 in ambito territoriale, assicurando la presenza costante di medici specialisti nelle varie discipline fondamentali per la gestione dell’urgenza.

Nello specifico, l’associazione chiederà che nelle fasce serali e notturne siano garantite figure come radiologi e tecnici di radiologia, anestesisti-rianimatori, chirurghi, ortopedici e oculisti, ritenuti essenziali per evitare trasferimenti verso Perugia e ridurre i tempi di trattamento. Una rete territoriale pienamente operativa, sottolinea il comitato, contribuirebbe ad alleggerire il carico del capoluogo, migliorare la sicurezza dei pazienti e garantire una distribuzione più equa delle risorse.

Il gruppo promotore, che confluirà formalmente nell’associazione “Dammi solo un minuto”, invita i cittadini a partecipare al percorso di confronto che sarà avviato nelle prossime settimane, precisando che ogni proposta sarà basata su dati verificabili e su una visione collaborativa con le istituzioni sanitarie.

La priorità, ribadisce il comitato, è costruire soluzioni sostenibili e durature per riportare efficienza, rapidità e piena operatività nella gestione delle emergenze in tutta la regione, evitando che un singolo presidio debba continuare a sostenere carichi che superano di gran lunga le sue capacità.

Fonte: Carmine Camicia

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