Non autosufficienza Cura Italia si è dimenticata anche dell’Umbria

 
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Paola Fioroni

Non autosufficienza Cura Italia si è dimenticata anche dell’Umbria

“Non bastano gli stanziamenti per le non autosufficienze previsti dal decreto ‘Cura Italia’”: i consiglieri regionali della Lega puntano il dito contro il Governo che “ancora una volta da quando è iniziata la fase emergenziale si è dimenticato non solo dell’Umbria, ma anche delle fasce più deboli della popolazione” e chiedono “l’immediato trasferimento delle risorse statali previste dal Piano sociale nazionale e del Piano nazionale per la non autosufficienza, per rispondere alle esigenze delle comunità locali e garantire la domiciliarità alle persone con disabilità gravi e gravissime”.

IN SINTESI
I consiglieri regionali della Lega chiedono al Governo l’immediato trasferimento delle risorse statali previste dal Piano sociale nazionale e del Piano nazionale per la non autosufficienza, ritenendo quelle previste dal decreto “Cura Italia” insufficienti a rispondere alle esigenze delle comunità locali e garantire la domiciliarità alle persone con disabilità gravi e gravissime.

“In seguito alla recente rimodulazione delle prestazioni assistenziali e della riduzione di opportunità di sollievo per le famiglie, effetto delle misure governative di contenimento del contagio – afferma il capogruppo Stefano Pastorelli a nome dei consiglieri regionali della Lega – sarebbe stato opportuno e di buon senso prevedere ulteriori misure di sostegno economico al Fondo per la non autosufficienza (Fna), indispensabili per permettere alla Regione Umbria e ai Comuni non solo di rielaborare, ma di implementare gli interventi di sostegno domiciliare e i servizi da remoto alle persone con disabilità gravi e gravissime, pur nel contesto dell’emergenza sanitaria in atto.

Tale fondo risulta essere insufficiente a rispondere ai fabbisogni dei cittadini anche in situazioni ordinarie, figuriamoci nella straordinarietà del momento e con l’acuirsi delle difficoltà delle persone più fragili e delle loro famiglie”. “Parziale rimedio a questa mancata implementazione di risorse nel Fna – secondo i consiglieri della Lega – potrebbe essere rappresentato dal trasferimento in tempi rapidi delle risorse assegnate dallo Stato nel Piano sociale nazionale e del Piano nazionale per la non autosufficienza.

Fondi indispensabili a rispondere alle esigenze dei disabili e delle famiglie interessate, attraverso quelle misure di assistenza domiciliare e servizi da remoto che nel contesto emergenziale comportano costi più elevati per i soggetti gestori, nell’utilizzo di un maggior numero di operatori qualificati e nell’obbligo di garantire adeguate misure di sicurezza. La Regione Umbria si è prefissata lo scopo di non lasciare nessuno da solo e in questo sta riuscendo egregiamente con le proprie forze, il Governo faccia la sua parte per tutelare i più deboli e fragili e la faccia subito”.

1 Commento

  1. …cura italia si è dimenticata anche dei minori chiusi nelle orribili case famiglia,,bimbi tolti ingiustamente alle loro mamme, per mano di gente corrotta, crudele ecc,ecc, questi lager devono essere aboliti, chiusi costano tantissimo (((a chi paga le tasse))))))e servono solo a rovinare per sempre questi bimbi e a far arricchire chi li gestisce

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