Minori non accompagnate e Cas Todi, ma il sindaco Ruggiano che dice?

Minori non accompagnate e Cas Todi, ma il sindaco Ruggiano che dice?

In questi giorni di inizio anno abbiamo assistito ad una serie di polemiche, intorno alla esperienza della accoglienza nella nostra città, che hanno lasciato l’amaro in bocca per la loro inutilità. La amministrazione comunale, dal momento del suo insediamento, ha promosso una intelligente ed equilibrata gestione del fenomeno, che nella nostra città ha assunto una consistenza assai peculiare.

Siamo, infatti, l’unico comune d’Italia di piccole dimensioni ad avere insediate nel territorio tutte le possibili forme di accoglienza previste dal nostro ordinamento.

Un onere ed un onore notevole quindi, che ha dato modo a tutta la città, nessuno escluso, di lavorare, in un modo o nell’altro, per dimostrarci all’altezza dei compiti che ci venivano richiesti. In questo periodo ci siamo assunti, ad esempio, la responsabilità di dar seguito al progetto MNSA per i minori non accompagnati, che era stato approvato dalla precedente giunta, così come abbiamo speso energie e risorse, affinché si potesse dare il meglio per chi è in difficoltà.

Un serio e qualificato lavoro svolto, tuttavia, nella ottica di una aperta e dichiarata contrarietà al rinnovo delle esperienze in corso,  che, al momento della gestione hanno, oltretutto, presentato diverse contraddizioni, luci ed ombre.

Siamo fermamente convinti che la soluzione ai problemi della povertà africana debba essere trovata con investimenti massicci della comunità europea in Africa.

Se abbiamo una coscienza di cittadini europei, per non parlare della comune sensibilità cristiana e cattolica, non possiamo sentirci estranei ai problemi di un continente , che non possono essere risolti con il travaso di persone e basta.

Fra cinquanta anni l’Africa subsahariana avrà un miliardo e mezzo di persone.Possiamo ospitarli tutti ?

O forse è il caso di dare loro la possibilità di crescere proprio in Africa, senza arricchire adesso bande di predoni e di delinquenti che sfruttano la povera gente per imbarcarla su mezzi che troppo spesso portano alla morte.

La inversione di tendenza sulla questione degli sbarchi ha, di fatto, ridotto le morti in mare. Ci sembra un risultato del quale non possiamo che essere contenti.

La visione a lungo termine, tuttavia, non ci sottrae dai doveri di chi deve gestire il fenomeno in emergenza, come abbiamo fatto noi, con un lavoro certosino e quotidiano e, da ultimo, nella gestione di un minore che ci è stato affidato DAL Tribunale dei Minorenni.

Ogni figlio, NESSUNO ESCLUSO, è un dono di Dio e la amministrazione, con il Sindaco in testa, si è adoperata da subito, affinché fossero scongiurate tutte le ipotesi di interruzione della gravidanza e potesse venire alla luce nel migliore dei modi.

Siamo la amministrazione della vita e della famiglia, del sostegno alla maternità e dell’amore per i nuovi nati.

Ne siamo orgogliosi.

Siamo orgogliosi di aver “salvato una vita umana” e di aver messo a disposizione di un nuovo piccolo nato tutte le risorse di cui ha bisogno, ma non possiamo far finta di non domandarci come possa accadere che una minore, che dovrebbe essere tutelata in un centro di accoglienza, possa ritrovarsi in condizioni di aspettare un bambino, a fronte di una serie di rapporti promiscui, nei quali non sfugge la assoluta mancanza di amore e di felicità.

Ci ha costretto alle lacrime dover verificare, settimana dopo settimana, i rapporti delle forze dell’ordine, che dovevano occuparsi delle  condizioni di queste minori, che si allontanavano per il fine settimana, in giro per tutta Italia, immaginiamo costrette ad una vita di ben poche soddisfazioni, se non di aperte privazioni, soprusi e violenze.

Che cosa abbiamo offerto ad una ragazza (e forse non solo una) che è venuta da noi per essere protetta e coccolata e si è ritrovata oggetto dei desideri squallidi di chi ha continuato ad approfittarsi di lei ?

E questo è il grido di dolore che esce, oggi, dalle nostre voci.

Urliamo forte al sistema della accoglienza la nostra esigenza di essere protagonisti di una reale politica di integrazione e di amore, che non preveda che ragazze minori, lontano dalle loro famiglie e dalle loro case, si trovino in ancora maggiore difficoltà.

Per fare questo, dobbiamo rivedere tutto il processo, affinché la vita umana sia tutelata davvero.

Affinché non ci siano nel futuro ragazze che si trovino lontane migliaia di chilometri dalle loro case, costrette a continuare il loro percorso di sofferenza.

Per il resto noi continueremo a fare, per intero, la nostra parte.

Da un lato garantendo ogni servizio a chi è qui con noi e dall’altro a praticare,  nel nostro piccolo, il sostegno ad una politica che dia speranza di costruire un futuro in Africa agli africani, senza costringerli alla umiliazione, alle violenze ed ai sacrifici dei viaggi della speranza e, troppo spesso, della morte.



 

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