Mattinata a Fontivegge lotta a degrado, tanti progetti e scarsa funzionalità

Mattinata a Fontivegge lotta al degrado, tanti progetti ma scarsa funzionalità

Mattinata a Fontivegge lotta al degrado, tanti progetti ma scarsa funzionalità

Nel periodo recente il capoluogo dell’Umbria è stato interessato da notevoli progetti, studi di fattibilità e proposte volte migliorarne la qualità della vita e dei servizi. In particolare la zona di Fontivegge a Perugia è stata al centro di numerose iniziative da parte dell’amministrazione comunale e regionale. Che cosa ha prodotto tutto questo rinnovato interesse?

Siamo dunque andati sta mattina a verificare sul campo la situazione di questo nodo strategico. La sensazione è quella di un rinnovato interesse da parte dell’amministrazione comunale. Le recenti iniziative in materia di sicurezza e controllo messe in campo dalla polizia locale, e l’attività di indagine svolta dalle forze dell’ordine, nel complesso hanno consentito di mettere in campo una efficace serie di provvedimenti che stanno iniziando a ridurre il degrado il della zona attorno la stazione ferroviaria di Fontivegge.

Detto ciò permane una linea urbanistica definita a più riprese come “disarmonica” o “caotica” da associazioni e comitati del territorio, così come da esperti di urbanistica ed architettura. A suo tempo infatti, sui terreni dell’ex stabilimento Perugina, vennero edificati il Broletto (sede del palazzo degli uffici regionali), Piazza del Bacio, il cosiddetto “steccone”, ossia il condominio che affaccia su via Mario Angeloni, e lo stabile ex Upim. Il complesso è stato di fatto spesso paragonato ad una sorta di “isola”, decentrata rispetto alla stazione di Fontivegge, e non pienamente integrata nel tessuto urbano. Da ciò sono poi nate tutta una serie di controversie politiche e sociali legate ad una presunta influenza negativa di dette architetture, a più riprese etichettate come progetti fine a se stessi.

Tralasciando le questioni politiche e sociali, e prendendo per valide le critiche mosse a livello urbanistico, con l’esperienza maturata ci si aspetterebbe un cambio di passo. Invece pare proprio che continui la tradizione dei progetti “belli”, ma piazzati senza un link chiaro al contesto di collocamento. Ma partiamo con ordine.

Arrivando a Fontivegge la prima cosa che colpisce al mattino è che non esiste più un parcheggio della stazione di Perugia. Dopo la ridestinazione d’uso del parcheggio alla radice nord del piazzale a hub di trasbordo tra gomma, ferro e MiniMetrò, era rimasta solo l’area di parcheggio ex Metro Park, situata presso l’ex scalo merci. Da qualche tempo quest’area è stata chiusa per i lavori di riqualificazione della struttura per ospitarvi la nuova sede dell’Istituto Tecnico Superiore – Umbria Smart Academy ITS. Pertanto, chi deve raggiungere il treno (specialmente la mattina presto con pochi mezzi pubblici e senza il MiniMetrò) si ritrova nella situazione di non avere dove lasciare l’auto. La soluzione viene purtroppo trovata spesso occupando i parcheggi destinati ai residenti nelle vie limitrofe. L’ITS ad oggi ha la sua sede situata in Via Palermo a Perugia. La conversione dell’area ex scalo merci in nuova sede dell’ITS, con conseguente ristrutturazione del piazzale di parcheggio in senso funzionale all’istituto, di fatto pare non avere considerato in sede di progetto la necessità di avere presso la stazione di Fontivegge aree di parcheggio al servizio di un interscambio automobile – treno. Dette aree sono ormai da decenni considerate un “must” nella costruzione o riqualificazione ogni scalo ferroviario.

Entrando in stazione è possibile notare poi il percorso coperto che dalla piazza antistante lo scalo porta direttamente alla zona di interscambio tra gomma, MiniMetrò e treni. L’opera, in vero assai controversa, è stata peraltro modificata quasi subito dopo il suo completamento in quanto lesiva di alcune concessioni di cartellonistica pubblicitaria sorprendentemente non calcolate in sede di progetto. Sta di fatto che non pare aver riscosso il consenso del pubblico. Chiedendo ai passeggeri presenti in stazione, il perché appare presto chiaro. “Per quale motivo dovrei fare il giro per fuori?” rispondono in molti, spiegando la maggior convenienza di percorrere il marciapiede del primo binario e la relativa rampa di collegamento tra questo ed il piazzale autostazione + MiniMetrò. In pratica l’avere un percorso parzialmente coperto nel tratto mediano dello stesso non renderebbe il percorso coperto esterno preferibile rispetto ad un percorso parimenti parzialmente coperto (tettoia del binario 1 di Fontivegge). Percorrendo il desolato passaggio esterno si costeggia il “Binario 5”. Lo spazio, ricavato dalla chiusura dell’area aperta sottostante l’ex Upim, non sembra essere però conosciuto dai cittadini. “C’era un co-working. Ma adesso non si sa” – viene detto. In pratica la cittadinanza non è riuscita a comprendere ed integrare questo spazio definito a suo tempo come “l’abat jour di Fontivegge”.

Rimanendo in tema di quinto binario, non possiamo che parlare di quello che fu il vero quinto binario della stazione di Perugia Fontivegge. Scomparso da oltre un decennio, questa struttura avrebbe potuto essere il capolinea di corse metropolitane della ex Fcu, come da tempo auspicato in particolare da svariate associazioni di quartiere e dai comitati dei viaggiatori dell’Alto Tevere, in attesa della riapertura all’esercizio della stazione di Sant’Anna. Anche successivamente alla riapertura di questo scalo, la presenza di un quinto binario avrebbe certamente potuto arrecare giovamento al capoluogo dell’Umbria in un periodo storico in cui il potenziamento del trasporto su ferro ed i temi ambientali la fanno da padrone. Peraltro non si tratta solo del quinto binario, ma anche del fascio di binari di sosta stretti tra l’ex quinto binario ed il muro di contenimento di Via Sicilia. Questa zona, ovviamente opportunamente riqualificata, avrebbe potenzialmente potuto fungere da zona di sosta per i treni fuori servizio attestati oppure originati a Perugia, sul modello (ovviamente in scala molto ridotta) di quanto avviene per esempio a Foligno ed in altri scali dell’Umbria. Ma sembrerebbe che presto simili illazioni saranno solo frutto di menti che “pensano troppo”.  Infatti, stando a quanto annunciato nei primi bozzi di progetto, sembrerebbe che il percorso del futuro Bus RapidTransit (BRT) di Perugia dovrebbe implicare la riduzione del piazzale di stazione a Fontivegge in favore di una corsia dedicata al BRT da ottenersi presumibilmente mediante arretramento del muro di contenimento di Via Sicilia. Una volta fatto ciò, la stazione di Fontivegge, in pratica la raison d’etre di tutto il quartiere che attorno ad essa si è sviluppato, sarà definitivamente assediata da ogni lato da tutta una serie di opere “belle”, e forse anche utili, ma che non sembrerebbe siano state progettate ed impiantate per essere un contorno che arricchisca lo strategico snodo di interscambio logistico cittadino. Anzi, da quello che si può osservare, parrebbe l’opposto. Parrebbe cioè che la loro implementazione tenderebbe a ridurre detto snodo ad un contorno.

 

Alexandru RaresCenusa

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