Fine vita, giornalista Laura Santi dopo denuncia ora diffida Governo

per garantire il rispetto della sentenza costituzionale

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Fine vita, giornalista Laura Santi dopo denuncia ora diffida Governo

Fine vita – Laura Santi, giornalista perugina affetta da una forma progressiva e avanzata di sclerosi multipla, non si ferma nella sua battaglia per ottenere l’accesso al suicidio assistito. Attraverso i suoi legali e con il sostegno dell’Associazione Luca Coscioni, decide di chiamare in causa anche il Governo per porre fine a un silenzio che dura ormai da più di un anno. Attraverso una diffida inviata oggi, Laura Santi chiede al Governo di intervenire e garantire il rispetto della sentenza costituzionale che affida ai comitati etici la funzione di esprimere un parere per completare la procedura di accesso alla morte volontaria.

| di Marcello Migliosi direttore

La richiesta di Laura Santi al Governo è chiara e precisa. La sentenza della Corte costituzionale n. 242/2019 ha stabilito che i comitati etici, attivati dalle aziende sanitarie competenti, devono fornire un parere al fine di garantire la tutela delle situazioni di vulnerabilità. Nonostante ciò, l’azienda sanitaria umbra continua a negare questa funzione ai comitati etici, sostenendo di non avere ancora un assetto organizzativo ed operativo adeguato. Inoltre, l’azienda sanitaria ha dichiarato che l’assenza di un provvedimento normativo specifico impedisce di soddisfare le esigenze manifestate da Laura Santi, considerando anche la tutela degli operatori sanitari.

Filomena Gallo, Segretaria dell’Associazione Coscioni e legale di Laura Santi, ha dichiarato che la risposta dell’azienda sanitaria è priva di fondamento normativo. I decreti ministeriali di riordino dei comitati etici, pubblicati in Gazzetta Ufficiale il 7 febbraio, non hanno modificato le funzioni dei comitati etici, i quali devono continuare a fornire i pareri previsti dalla sentenza della Corte costituzionale.

Secondo l’avvocata Filomena Gallo, il Governo ha il potere di sostituzione previsto dall’articolo 120 della Costituzione. Il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro competente, può assegnare all’ente interessato un congruo termine per adottare i provvedimenti necessari. Se tale termine scade senza che vengano adottati i provvedimenti richiesti, il Consiglio dei ministri può prendere le misure necessarie, anche di natura normativa, oppure nominare un commissario. Ogni azione del Governo diversa da quanto indicato dalla Consulta costituisce una violazione della Costituzione e una illegittima invasione dei poteri della Corte costituzionale, rappresentando un grave atto politico che manca di rispetto dello stato di diritto nel paese.

Laura Santi è una giornalista di 48 anni affetta da una forma progressiva e avanzata di sclerosi multipla. Da oltre un anno, attende il completamento della procedura per l’accesso al suicidio assistito, prevista dalla sentenza costituzionale n. 242/2019. Di recente, ha annunciato azioni legali a seguito dei ritardi e delle omissioni nell’iter procedurale. Prima di tutto, ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica nei confronti dell’AUSL Umbria 1, accusando l’azienda sanitaria di omissione di atti d’ufficio. Tale reato è stato commesso poiché l’azienda sanitaria non ha fornito una risposta completa per concludere la procedura prevista dalla sentenza costituzionale. In secondo luogo, è stato avviato un ricorso d’urgenza in Tribunale, con l’obiettivo di ottenere un ordine del giudice che obblighi l’azienda sanitaria a completare la procedura di verifica, compresi i pareri del Comitato Etico. Questo procedimento legale è simile a quello intrapreso dall’Associazione Luca Coscioni nelle Marche per Federico Carboni, il primo italiano ad aver ottenuto accesso al suicidio assistito in Italia dopo due anni di battaglie legali. La prima udienza per il ricorso d’urgenza di Laura Santi è fissata per il 20 giugno.

Laura Santi continua a lottare per il suo diritto all’autodeterminazione e all’accesso al suicidio assistito, e il suo caso solleva importanti questioni legali ed etiche riguardo alla decisione di fine vita e alla responsabilità delle istituzioni nel rispettare la volontà delle persone in situazioni di sofferenza estrema.

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