Ferdinandi nella Centrale 118, interventi verso quota 98mila

Ferdinandi nella Centrale 118, interventi verso quota 98mila

Il 118 regionale cresce: circa 270 interventi medi al giorno

📌 FLASH NEWS – Vittoria Ferdinandi visita la nuova Centrale operativa regionale del 118 a Perugia. Gli interventi sono saliti oltre quota 95.100 nel 2025 e potrebbero raggiungere 97-98mila a fine 2026, circa 270 al giorno in Umbria stimati.


Prima visita istituzionale nella nuova sede del 118

La sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi ha effettuato questa mattina la sua prima visita istituzionale nella nuova sede della Centrale operativa regionale del 118, in via Enrico dal Pozzo. Un incontro dedicato al funzionamento del sistema dell’emergenza-urgenza e alle esigenze dei professionisti impegnati quotidianamente nel soccorso sanitario.

Alla visita hanno partecipato anche l’assessora regionale Simona Meloni, con delega al Pnrr, il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Perugia Antonio D’Urso, il direttore del Dipartimento di Emergenza e Urgenza Paolo Groff, il direttore della Centrale operativa Francesco Borgognoni e il consigliere comunale Fabrizio Ferranti, esponente di Perugia per la sanità pubblica.

La sindaca ha visitato le postazioni operative e successivamente ha preso parte, insieme ai rappresentanti istituzionali e sanitari, a un confronto con numerosi addetti della struttura per ascoltarne direttamente le istanze.

Ferdinandi: il Comune farà la propria parte

Nel corso dell’incontro, Vittoria Ferdinandi ha sottolineato il ruolo attribuito all’amministrazione comunale nella tutela della salute dei cittadini. La sindaca ha spiegato di aver voluto conoscere personalmente la nuova struttura perché considera il sindaco la prima autorità responsabile della salute della propria comunità.

Ferdinandi ha definito la Centrale un’eccellenza presente nel cuore di Perugia, richiamando il lavoro svolto senza interruzioni da infermieri, medici, tecnici, autisti soccorritori e personale dell’elisoccorso.

La visita, secondo quanto affermato dalla sindaca, non ha avuto soltanto un valore simbolico. L’obiettivo indicato è contribuire a garantire condizioni adeguate a chi opera quotidianamente nel sistema dell’emergenza, attraverso un raccordo tra Comune di Perugia, Regione Umbria e Azienda ospedaliera di Perugia.

Ferdinandi ha quindi collegato il funzionamento della sanità pubblica alla capacità di una comunità di assicurare servizi territoriali efficienti, ribadendo l’impegno dell’amministrazione comunale a collaborare affinché gli operatori possano svolgere pienamente il proprio ruolo.

D’Urso: una struttura da custodire e tutelare

Il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Perugia, Antonio D’Urso, ha posto l’accento sul valore della Centrale Unica Regionale del 118 all’interno del sistema sanitario umbro.

D’Urso l’ha definita un “gioiello del sistema sanitario regionale”, evidenziandone la capacità di assicurare rapidità, tempestività e qualità degli interventi nei confronti delle persone che si trovano in condizioni di grave fragilità.

La particolarità del servizio consiste anche nella necessità di raggiungere il paziente direttamente nel luogo in cui si verifica l’emergenza. Un’attività che richiede un’organizzazione articolata, il coordinamento di diverse figure professionali e la disponibilità di risorse durante tutte le 24 ore, sette giorni su sette e per l’intero anno.

Il direttore generale ha evidenziato proprio la complessità della macchina organizzativa, sostenuta dall’impegno di numerosi professionisti e dalle risorse messe a disposizione dal sistema sanitario regionale.

Gli interventi crescono rispetto al periodo pre-Covid

A delineare le dimensioni dell’attività è stato Francesco Borgognoni, direttore della Centrale operativa. I numeri mostrano un incremento consistente rispetto al periodo precedente alla pandemia.

La Centrale, unica per tutto il territorio umbro e gestita e finanziata dall’Azienda ospedaliera di Perugia, era attestata su circa 70mila interventi all’anno nell’era pre-Covid. Nel 2025 il volume delle operazioni ha invece superato quota 95.100 interventi.

Le previsioni illustrate durante la visita indicano un ulteriore aumento per l’anno in corso. Entro la fine del 2026 gli interventi potrebbero raggiungere complessivamente una quota compresa tra 97mila e 98mila, con una media di circa 270 operazioni al giorno.

Si tratta di un incremento che impone alla struttura una gestione continuativa delle richieste provenienti dall’intera regione e un coordinamento costante dei mezzi e degli equipaggi disponibili.

Cinque infermieri e un medico per ciascun turno

L’organizzazione della Centrale prevede, in ogni turno, la presenza di cinque infermieri alle workstation. A loro si affianca un medico, chiamato a intervenire nei casi particolari nei quali sia necessaria una seconda valutazione sanitaria.

La struttura riceve le chiamate provenienti dal Numero unico europeo 112 di Ancona. Da quel momento parte il processo di gestione sanitaria dell’emergenza attraverso il dispatch, cioè un’intervista mirata che consente agli operatori di raccogliere gli elementi necessari per valutare la situazione.

Sulla base delle informazioni acquisite viene effettuato l’inquadramento del codice di gravità e viene individuato il mezzo ritenuto più appropriato, considerando sia gli aspetti logistici sia la composizione dell’équipe necessaria per affrontare il singolo intervento.

La Centrale rappresenta quindi il punto nel quale le richieste di soccorso vengono valutate e trasformate nelle successive decisioni operative sul territorio.

Oltre 50 mezzi coordinati in tutta l’Umbria

Il sistema coinvolge numerose professionalità. Accanto a medici e infermieri operano tecnici Sasu, autisti soccorritori, soccorritori ed équipe dell’elisoccorso, secondo le differenti necessità determinate dalle emergenze.

Dalla Centrale vengono coordinati oltre 50 mezzi distribuiti sul territorio regionale. La dotazione comprende ambulanze di diverse tipologie e automediche, oltre a strumenti specifici necessari per rispondere alle caratteristiche geografiche dell’Umbria.

Tra questi figurano anche il natante destinato alle isole del lago Trasimeno e l’elicottero utilizzato per gli interventi di elisoccorso. La scelta del mezzo viene effettuata in relazione alle caratteristiche dell’emergenza, alla posizione del paziente e alla squadra sanitaria richiesta.

Caldo e incidenti incidono sul numero delle chiamate

Nel corso della visita Francesco Borgognoni ha affrontato anche le ragioni che incidono sull’aumento dell’attività della Centrale. Tra i fattori indicati figura il caldo, che ha determinato una crescita delle chiamate indirizzate al sistema di emergenza sanitaria.

Un ulteriore elemento riguarda i sinistri stradali. Secondo quanto riferito dal direttore della Centrale, in Umbria la casistica degli incidenti risulta elevata in rapporto alla popolazione.

L’incremento delle richieste, insieme alla varietà delle situazioni affrontate, si riflette direttamente sull’attività quotidiana della struttura. La visita istituzionale si è quindi conclusa con il confronto con gli operatori, occasione utilizzata dai rappresentanti del Comune, della Regione e dell’Azienda ospedaliera per raccogliere le esigenze di chi lavora nel sistema regionale dell’emergenza sanitaria.

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