Famiglie povere, interventi della Regione dell’Umbria

Famiglie povere, interventi della Regione dell'Umbria

Famiglie povere, interventi della Regione dell’Umbria L’Aula di Palazzo Cesaroni ha preso atto della “Relazione, relativa all’anno 2016, sullo stato di attuazione degli interventi per le famiglie”. L’atto descrive gli interventi realizzati per le famiglie vulnerabili e per quelle in condizioni di disagio. FAMIGLIE VULNERABILI. Le risorse, circa 282mila euro, sono state direttamente trasferite al territorio e destinate a contrastare e interrompere la traiettoria discendente verso forme conclamate di disagio/povertà. I fondi sono stati così ripartiti tra le zone sociali: 50 per cento secondo il criterio demografico e il 50 per cento sulla base dell’incidenza delle famiglie ‘appena povere’, secondo il Quinto Rapporto sulla povertà in Umbria, AUR – 2012.

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La Giunta regionale, con deliberazione del settembre 2916, ha ripartito alle zone sociali ulteriori risorse per i minori (1milione 601mila), persone anziane (861mila 769), persone con disabilità (1milione 450mila), povertà (2milioni 57mila), immigrazione (250mila). La programmazione delle risorse ha tenuto conto delle “Linee guida per la predisposizione e attuazione dei progetti di presa in carico del Sostegno per l’inclusione attiva”. Il relatore di minoranza, Sergio De Vincenzi (misto Umbria next) ha evidenziato che “L’attesa utilità della clausola valutativa anche in questo caso è del tutto disattesa.

LA RELAZIONE DELLA GIUNTA PRESENTA CARENZE E CRITICITÀ DI ANALISI E DI AZIONE DI GOVERNO

Ha una forte carenza di informazioni: è incentrata unicamente sulla descrizione delle risorse finanziarie stanziate dall’Esecutivo in favore di questa legge, ma mancano del tutto gli effetti di impiego di quelle cifre. La famiglia è il perno di tutte le politiche sociali. Il testo della legge regionale vigente è chiaro. Ma in questi anni ciò è stato ripetutamente ignorato e le attese sono state disattese dalla Giunta. È venuta a mancare un’azione di governo per la concreta tutela e valorizzazione della famiglia.

Oggi ne paghiamo lo scotto in termini personali e sociali

Oggi ne paghiamo lo scotto in termini personali e sociali. Il ruolo della famiglia è insostituibile sotto diversi aspetti: sociale, educativo, di promozione della coesione sociale, di garanzia dei livelli di welfare, di ammortizzatore sociale. Ma anche a livello identitario ed economico di un territorio. Rimane il fatto che anche in ambito sociale il miglior investimento rimane la prevenzione piuttosto che trattare i casi conclamati. E su questo si dovrebbe investire”.

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