Presentato il sondaggio Digitalmentis su competenze e accesso
È stato presentato a Perugia il sondaggio “Digitalmentis”, l’indagine promossa da Adiconsum Umbria, First Cisl Umbria, Fnp Cisl Umbria e Cisl Umbria per analizzare il livello di inclusione digitale della popolazione. I dati raccolti mettono in evidenza una criticità significativa: circa il 20 per cento dei cittadini risulta in una condizione di isolamento digitale, una situazione che rischia di limitare l’accesso ai servizi essenziali e di ampliare le disuguaglianze sociali.
L’iniziativa è stata illustrata nella sede della Provincia di Perugia, alla presenza del presidente Massimiliano Presciutti, che ha sottolineato l’importanza di costruire strategie efficaci partendo dall’analisi dei dati raccolti.
Il sondaggio e il campione analizzato
L’indagine è stata realizzata attraverso un campione composto da oltre 200 persone, tra le quali molti partecipanti ai corsi di alfabetizzazione digitale organizzati tra il 2025 e il 2026 da Adiconsum Umbria, First Cisl Umbria e Fnp Cisl Umbria.
I risultati consentono di delineare un quadro delle difficoltà che una parte della popolazione incontra nell’utilizzo delle tecnologie digitali. Le criticità non riguardano esclusivamente le competenze informatiche, ma anche la disponibilità degli strumenti necessari per accedere ai servizi online, con differenze che tendono ad accentuarsi nelle aree più periferiche del territorio.
La richiesta di una digitalizzazione inclusiva
Il presidente di Adiconsum Umbria, Giancarlo Monsignori, ha evidenziato come una quota consistente della popolazione sia ancora esclusa dal processo di trasformazione digitale.
Il segretario generale della Cisl Umbria, Angelo Manzotti, ha richiamato l’attenzione sull’invecchiamento della popolazione regionale e sulla presenza di circa 200 mila cittadini residenti nelle aree interne, sostenendo la necessità di promuovere una digitalizzazione omogenea sul territorio. Secondo Manzotti, le risorse residue del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza potrebbero rappresentare uno strumento utile per sostenere questo percorso.
Per la Cisl Umbria la digitalizzazione deve essere un fattore di inclusione sociale, capace di garantire un accesso equo ai servizi pubblici e privati, evitando che le innovazioni tecnologiche diventino motivo di ulteriore esclusione.
Il doppio binario per l’accesso ai servizi
Uno dei temi centrali emersi durante la presentazione riguarda la necessità di mantenere un sistema di accesso ai servizi fondato su un doppio binario: da una parte gli strumenti digitali, dall’altra il rapporto diretto con gli operatori.
Il segretario generale della Fnp Cisl Umbria, Dario Bruschi, ha sottolineato come la solitudine e le fragilità sociali possano favorire fenomeni quali le truffe e la ludopatia, spiegando che il sindacato continuerà a promuovere iniziative di informazione e sensibilizzazione nei territori.
Secondo Fnp Cisl Umbria, il mantenimento di un canale umano accanto ai servizi digitali rappresenta una condizione indispensabile per garantire piena accessibilità soprattutto alle fasce più fragili della popolazione.
Focus sui servizi bancari
Sul tema dell’accessibilità è intervenuto anche il segretario generale di First Cisl Umbria, Roberto Contessa, che ha richiamato il percorso già avviato sul fenomeno della desertificazione bancaria.
L’organizzazione sindacale sta promuovendo attività di alfabetizzazione digitale con l’obiettivo di facilitare l’utilizzo dei servizi di home banking, soprattutto nei territori che hanno progressivamente perso sportelli e servizi bancari tradizionali.
L’esperienza formativa, già sviluppata a Castiglione del Lago, Foligno e Terni, è destinata a proseguire con nuove iniziative che potrebbero interessare anche la Valnerina.
Il ruolo della Provincia di Perugia
Aprendo i lavori della conferenza, il presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, ha evidenziato come una strategia efficace debba sempre partire da dati concreti e verificabili.
Nel suo intervento ha ricordato il progetto PerugIA Next, promosso dalla Provincia con il coinvolgimento di numerosi soggetti pubblici e privati per favorire la costruzione di un ecosistema territoriale orientato all’innovazione digitale.
Presciutti ha sottolineato che la transizione digitale rappresenta un processo irreversibile e ha rivolto un invito alle organizzazioni sindacali affinché partecipino attivamente al percorso di sviluppo del progetto, con l’obiettivo di creare un sistema capace di favorire collaborazione, equilibrio e pari opportunità tra istituzioni, imprese e cittadini.
Inclusione digitale come sfida sociale
Dal confronto è emersa una visione condivisa: la trasformazione digitale non può limitarsi all’introduzione di nuove tecnologie, ma deve essere accompagnata da percorsi di formazione, sostegno e inclusione.
Le organizzazioni promotrici del sondaggio ritengono fondamentale garantire che ogni cittadino possa accedere ai servizi essenziali senza essere penalizzato dalle proprie competenze digitali, mantenendo accanto agli strumenti online anche modalità tradizionali di assistenza e relazione diretta con gli operatori.

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