Crisi sociale ed economica da covid, respinto odg Morbello, 5s

 
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Crisi sociale ed economica da covid, respinto odg Centrosinistra

Crisi sociale ed economica da covid, respinto odg Morbello, 5s

Il Consiglio comunale ha respinto con 2 voti favorevoli, 17 contrari e 13 astenuti l’ordine del giorno presentato dalla consigliera M5S Morbello, con il quale la stessa chiede all’amministrazione di impegnare gli uffici a studiare, elaborare, proporre alle amministrazioni superiori e ad attuare, laddove possibile, esenzioni e/o riduzioni e/o sospensioni di imposte, tributi e oneri locali per imprese, commercianti, artigiani, agricoltori e professionisti che subiranno cali di fatturato e diminuzione di incassi a causa della crisi scatenata dal Coronavirus, anche proponendo e sollecitando le istituzioni superiori ad applicare, per analogia, agevolazioni simili a quelle previste in materia di tributi locali nei Comuni colpiti dagli eventi sismici e/o altre calamità naturali. Chiede anche di impegnare gli uffici a studiare, elaborare e proporre alle amministrazioni superiori trasferimenti straordinari dall’Unione europea, dalla BCE e dalla BEI attraverso l’attivazione di nuovi fondi di solidarietà e prestiti obbligazionari e a proporre alle stesse amministrazioni di sollecitare l’attivazione del fondo di solidarietà per calamità naturali dell’Unione europea (FSUE) chiedendo che venga esteso agli investimenti in ambito sanitario. La consigliera Morbello, con il suo atto, chiede anche al Sindaco e alla Giunta di attivarsi per facilitare l’accesso al credito bancario delle imprese, anche attraverso convenzioni stipulate tra il Comune di Perugia e gli istituti di credito; di divulgare la cultura del private equity e del venture capital generando un clima di fiducia tra investitori e imprenditori (specialmente in occasione del cambio generazionale nella governance delle PMI locali), creando momenti di incontro tra domanda e offerta di investimenti nel capitale di rischio in società non quotate identificando, con il contributo delle Associazioni di categoria, aziende, imprenditori e manager promettenti sui quali investire aiutandoli nel loro percorso di sviluppo e, infine, di facilitare l’aggregazione e la crescita delle PMI del territorio.

“In Umbria, -ha spiegato la proponente- già in piena stagnazione, è altissimo il rischio di subire danni irreversibili in ogni settore da quello del turismo a quello della moda, da quello dei servizi a quello manifatturiero, dal commercio all’agricoltura. Nel breve periodo l’impatto negativo riguarderà domanda e offerta con ricadute nazionali e internazionali. La contrazione dei consumi si ripercuoterà subito dopo, sempre in negativo, sugli investimenti. Alla luce del cambio di paradigma economico in atto e delle opportunità che normalmente si presentano dopo ogni crisi globale, anche la città di Perugia deve prepararsi a scommettere sul futuro. -ha proseguito Morbello- Il Comune di Perugia deve avere un ruolo attivo e non limitarsi ad aspettare in modo passivo i provvedimenti economici messi in campo dalle Amministrazioni superiori. Il Capoluogo di Regione deve svolgere perlomeno un ruolo propositivo nelle decisioni economiche che stanno per essere prese a livello regionale, statale ed europeo.”

Il quadro tratteggiato da Ey per il Sole 24 Ore vede nel primo semestre 2019 la Lombardia che produce il 22% del PIL nazionale fare la parte del leone con il 49% di private equity, l’Emilia-Romagna 9% del PIL nazionale 13% private equity, la Toscana con il 7% del PIL nazionale 5% private equity, le Marche 2% PIL nazionale 2% private equity e l’Umbria 1% PIL nazionale 0% private equity.

“A Perugia -prosegue Morbello- le istituzioni dovranno avere un ruolo di primo piano nel promuovere e facilitare l’attivazione delle misure previste nella Legge di bilancio 2019 per rafforzare la raccolta di fondi di private equity e di venture capital, anche alla luce della scomparsa delle banche locali e, per l’effetto, dello sfilarsi di queste ultime dal ruolo di azionisti occulti delle PMI del territorio. Preso atto che non si può affrontare una crisi come quella del Coronavirus con strumenti ordinari, tenendo conto delle caratteristiche del territorio, l’Amministrazione comunale dovrà studiare, misure straordinarie ed innovative. Fondamentale per questa elaborazione sarà instaurare una stabile collaborazione con l’Università di Perugia e con le Associazioni di categoria.”

In risposta, la consigliera Casaioli ha sottolineato che le indicazioni dell’ordine del giorno sono da rivolgere al governo più che all’amministrazione comunale. “Le misure prese dal governo nazionale -ha detto- non aiutano gli imprenditori, lo stato ha lasciato alle banche la responsabilità della liquidità, non è stato in grado di far fronte alla grave crisi sanitaria, mentre siamo stati noi piccoli imprenditori che abbiamo investito nel sistema sanitario chiudendo le nostre attività. Ieri sera -ha proseguito Casaioli- il presidente Conte ci ha detto che dobbiamo stare ancora a casa, ma la regione Umbria è considerata al pari di altre in cui la situazione è ben più grave. Questa non è equità. La nostra regione potrebbe ripartire ma abbiamo le mani legate. È necessario essere seri e fattivi, non andare avanti con i proclami come sta facendo il governo centrale.” Dello stesso avviso anche il capogruppo Lega Mattioni, mentre la stessa proponente ha sottolineato la concretezza e la fattibilità delle misure proposte con l’ordine del giorno.

Al termine comunque l’atto è stato respinto dal consiglio.

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