Proietti non smentisce l’accorpamento a Foligno della struttura
Sanità umbra – Il progetto che minaccia Terni
La questione sanitaria umbra si complica. Durante una visita a Terni per inaugurare una struttura riqualificata, la presidente della Regione Stefania Proietti non ha escluso la possibilità di fondere le due aziende sanitarie locali in un’unica direzione centralizzata a Foligno. La mancanza di smentita rappresenta un segnale che preoccupa gli amministratori locali e gli esponenti dell’opposizione regionale.
Il nodo dell’accentramento
L’ipotesi di unificare gli assetti amministrativi delle Asl genera malumori significativi nel territorio ternano. Il capogruppo della Lega Enrico Melasecche denuncia come questa soluzione comporterebbe il trasferimento di funzioni decisionali, uffici e risorse strategiche lontano da Terni. Secondo l’analisi dell’opposizione, si tratterebbe di un colpo decisivo per una città che ha già subito negli anni numerosi ridimensionamenti nei servizi pubblici.
La preoccupazione principale riguarda la perdita di autonomia gestionale. Concentrare le decisioni sanitarie in un’altra sede comporterebbe indebolire ulteriormente il ruolo istituzionale di Terni nel panorama regionale. Gli uffici che oggi garantiscono risposte rapide ai cittadini potrebbero traslocare, creando difficoltà organizzative e rallentamenti nei servizi.
Lo scontro in Consiglio
La questione arriva mercoledì prossimo in Aula con una mozione specifica. Melasecche chiede il mantenimento di due aziende distinte, l’autonomia delle strutture ospedaliere di Perugia e Terni, e soprattutto la permanenza della sede della Usl Umbria 2 nel capoluogo ternano. Non è la prima volta che questo tema affiora: nella legislatura precedente la sinistra aveva tentato di bloccare il dibattito pubblico con una fuga dall’Aula, provocando il mancato raggiungimento del numero legale.
Quel comportamento, alla luce delle dichiarazioni odierne, assume contorni più chiari. L’opposizione sostiene che la precedente amministrazione di centrosinistra intendesse evitare uno scontro pubblico su una scelta che sapeva essere difficile da giustificare davanti ai cittadini.
Le implicazioni territoriali
L’eventuale accorpamento inciderebbe pesantemente sull’assetto del centro-sud umbro. Terni perderebbe il peso istituzionale che le spetta come città capoluogo, vedendo trasferire competenze mediche, gestionali e amministrative verso l’asse Perugia-Foligno. Questo rappresenterebbe un ulteriore passo verso la marginalizzazione di un territorio che negli ultimi anni ha registrato diversi ridimensionamenti nei servizi pubblici e nelle infrastrutture.
La riqualificazione di strutture sanitarie, pur importante, non compensa la perdita di autonomia decisionale. Investimenti in infrastrutture risultano incompleti se accompagnati dalla sottrazione del potere di controllo e gestione locale.
La sfida politica
Mercoledì gli equilibri politici in Aula verranno messi alla prova. La sinistra dovrà trovare argomentazioni convincenti per giustificare una scelta che l’opposizione ritiene lesiva per Terni. Melasecche e gli alleati del centrodestra chiedono trasparenza e una discussione senza filtri sulla reale portata del progetto.
La mancata smentita di Proietti rappresenta un punto di rottura. In politica, il silenzio su questioni così delicate spesso tradisce le intenzioni. I ternani attendono chiarimenti, mentre cresce il timore che il capoluogo umbro possa subire un ulteriore svuotamento delle funzioni strategiche, consolidando un trend di marginalizzazione che la città denuncia da tempo.

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