In Prefettura avviata rete contro abusi e violenze domestiche
Un’intesa per rafforzare la prevenzione della violenza sulle donne e promuovere una cultura fondata sul rispetto è stata presentata nella Prefettura di Perugia durante un incontro istituzionale che ha coinvolto rappresentanti del Governo, delle forze dell’ordine e dell’associazionismo.
Nel Salone Bruschi è stato illustrato l’accordo siglato nei mesi scorsi tra la Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato e l’associazione “Nel Nome del Rispetto ETS”, nato con l’obiettivo di sviluppare iniziative di sensibilizzazione e strumenti di supporto rivolti alle vittime di abusi e violenze domestiche.
L’iniziativa punta a consolidare una rete di collaborazione stabile sul territorio per diffondere maggiore consapevolezza sui temi della tutela delle persone vulnerabili e della prevenzione dei fenomeni di violenza di genere.
Le istituzioni presenti all’incontro
Alla presentazione hanno partecipato il sottosegretario al Ministero dell’Interno Emanuele Prisco, il prefetto di Perugia Francesco Zito e il prefetto di Terni Antonietta Orlando. Presenti anche i questori delle province di Perugia e Terni, Dario Sallustio e Michele Abenante, insieme al direttore del Servizio Centrale Anticrimine Marco Martino e alla presidente dell’associazione Maria Cristina Zenobi.
Nel corso degli interventi è stata evidenziata la necessità di rafforzare il lavoro congiunto tra istituzioni, forze dell’ordine e realtà associative per affrontare in maniera sempre più efficace i casi di violenza domestica e maltrattamenti.
Particolare attenzione è stata dedicata al valore della prevenzione e dell’educazione come strumenti fondamentali per contrastare comportamenti violenti e forme di abuso spesso radicate nel contesto sociale e familiare.
L’obiettivo: promuovere la cultura del rispetto
L’accordo si propone di sviluppare attività diffuse sul territorio attraverso campagne informative, incontri pubblici e percorsi di sensibilizzazione rivolti soprattutto ai giovani e alle categorie considerate più fragili.
L’obiettivo indicato è favorire una maggiore conoscenza degli strumenti di protezione disponibili per le vittime e promuovere una cultura basata sul rispetto reciproco e sul riconoscimento della dignità della persona.
Le iniziative saranno realizzate con il coinvolgimento diretto delle istituzioni locali e delle forze di polizia, con attività dedicate anche alla diffusione di informazioni sui servizi di supporto e assistenza.
Durante l’incontro è stato sottolineato come il contrasto alla violenza di genere richieda non solo interventi repressivi, ma anche un lavoro costante sul piano culturale e sociale.
Evento ad Assisi il prossimo 6 giugno
Tra gli appuntamenti già programmati nell’ambito dell’intesa figura un evento previsto il 6 giugno ad Assisi, dedicato alla promozione della cultura del rispetto e alla diffusione degli strumenti di tutela rivolti alle vittime di violenza.
L’iniziativa rappresenterà uno dei primi momenti pubblici del percorso avviato con la firma dell’accordo tra la Direzione Centrale Anticrimine e l’associazione.
L’obiettivo delle attività future sarà quello di consolidare una presenza costante sul territorio umbro attraverso momenti di confronto, campagne di informazione e progetti rivolti alla cittadinanza.
Il protocollo presentato a Perugia si inserisce nel più ampio percorso nazionale di rafforzamento delle azioni di prevenzione contro la violenza sulle donne, con particolare attenzione al sostegno delle vittime e alla diffusione di strumenti di protezione sempre più accessibili ed efficaci.
Dichiarazione del Sottosegretario al Ministero dell’Interno Prisco
“La promozione della cultura del rispetto non è un concetto astratto, ma il pilastro fondamentale su cui si regge la convivenza civile e la sicurezza delle nostre comunità. Dobbiamo ripartire per sradicare la piaga della violenza di genere e domestica”. Lo ha dichiarato il Sottosegretario all’Interno con delega al Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso e dei reati intenzionali violenti, Emanuele Prisco, intervenendo oggi nel Salone Bruschi della Prefettura di Perugia alla conferenza stampa di presentazione del Protocollo d’Intesa tra il Dipartimento della Pubblica Sicurezza – Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato e l’Associazione “Nel Nome del Rispetto”.
Il documento pattizio, già sottoscritto lo scorso gennaio a livello nazionale e oggi presentato ufficialmente al territorio umbro, avvia una stretta collaborazione biennale per definire iniziative di formazione, informazione e sensibilizzazione, offrendo uno strumento di tutela e supporto concreto in favore delle donne vittime di violenza partendo dalle scuole.
“Questo Protocollo – ha sottolineato Prisco – si inserisce perfettamente nella visione del Governo Meloni, che ha intensificato gli strumenti di intervento preventivo come il ‘Codice Rosso’ e che crede nella sinergia istituzionale e con il Terzo Settore per intervenire a monte nella costruzione della cultura del rispetto”.
Rivolgendosi poi direttamente ai rappresentanti della Consulta degli studenti presenti in platea, il Sottosegretario ha richiamato la necessità di un deciso cambio di passo: “Il coinvolgimento attivo dei giovani è la chiave di volta e il vero motore di questa inversione di sensibilità culturale. Oggi, grazie alla Polizia di Stato e alle altre forze di polizia e alla sinergia con il Terzo Settore e gli altri attori istituzionali, diamo gambe a questo principio attraverso la prevenzione avanzata: una strategia d’azione precoce che non attende la consumazione di un reato per punire il colpevole, ma attiva tutele tempestive per intercettare e bloccare la violenza sul nascere. I dati dimostrano l’efficacia di questo approccio: strumenti come l’Ammonimento del Questore – un vero e proprio ‘cartellino giallo’ delle Istituzioni – registrano oltre l’80% di successo nel far cessare le condotte ostili, con un tasso di recidiva che crolla al di sotto del 15%. A questo si affiancano la tempestività del progetto ‘Scudo’ che consente alle forze di polizia di disporre nell’immediatezza di strumenti conoscitivi e poter adottare interventi d’urgenza, nonché la misura fondamentale della provvisionale anticipata, un sostegno economico immediato stanziato già durante la fase delle indagini per azzerare il ricatto economico e garantire alle donne la forza e l’autonomia necessarie per allontanarsi. A questo scopo sono adibiti uffici dedicati presso Questure e commissariati, per garantire non solo le tutele di pubblica sicurezza ma luoghi di ascolto a cui potersi rivolgere nella massima privacy e tutela per le vittime o le potenziali vittime.

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