Fondazione Umbria e Banca Etica, credito fino a 50 mila euro
📌 FLASH NEWS – Fondazione Umbria e Banca Etica hanno presentato a Perugia un accordo contro usura e sovraindebitamento. Previsti un fondo di garanzia da 100 mila euro, prestiti fino a 50 mila euro e sostegno mirato a persone e microimprese.
Favorire l’accesso ai finanziamenti per chi attraversa una difficoltà economica e rischia di restare escluso dal credito legale. È la finalità della convenzione tra Fondazione Umbria per la Prevenzione dell’Usura e Banca Etica, presentata nella mattinata del 30 settembre 2026 a Perugia, durante una conferenza stampa.
L’intesa mette insieme garanzie finanziarie e accompagnamento nei percorsi di risanamento. Si rivolge a persone fisiche e microimprese, con l’obiettivo di intervenire prima che problemi economici compromettano la sostenibilità dei debiti e favoriscano il ricorso a circuiti illegali.
Garanzie e valutazione delle richieste
La Fondazione destina all’accordo un fondo di garanzia di 100 mila euro e affianca i beneficiari nel percorso necessario a riequilibrare la loro situazione economica. A Banca Etica spettano invece l’esame delle domande e l’eventuale concessione dei finanziamenti attraverso i propri strumenti.
La convenzione prevede prestiti fino a 50 mila euro, accessibili ai soggetti che possiedono i requisiti stabiliti dall’intesa. Il sostegno comprende anche l’autoimpiego, l’avvio di piccole attività e il rafforzamento di quelle già operative.
Il progetto attribuisce quindi al credito una funzione sociale, collegando le risorse disponibili a un percorso di accompagnamento delle persone e delle realtà economiche interessate.
Intervenire prima che i debiti diventino insostenibili
Fausto Cardella, presidente della Fondazione Umbria per la Prevenzione dell’Usura, ha richiamato la necessità di riconoscere tempestivamente le situazioni di fragilità. Le difficoltà, ha spiegato, possono riguardare anche persone occupate e con un reddito, quando rate, bollette e spese inattese si sommano fino a rendere precario l’equilibrio familiare.
L’impossibilità di ottenere un finanziamento attraverso canali legali può spingere a cercare alternative pericolose. Per Cardella, la collaborazione offre un ulteriore strumento per interrompere questo percorso e rendere possibile il risanamento.
Maurizio Spedaletti Trabalza, responsabile della filiale di Perugia di Banca Etica, ha posto l’accento sul rapporto con i beneficiari e sulla loro responsabilizzazione. L’apporto della banca si integra con l’esperienza della Fondazione, maturata seguendo le fragilità presenti sul territorio, per sostenere inclusione e autonomia.
L’esperienza della Fondazione
L’attività svolta negli anni dalla Fondazione comprende oltre 6 milioni di euro di garanzie e fideiussioni rilasciate. Più di 58 famiglie sono state accompagnate nei percorsi di risanamento, mentre altre 380 hanno ricevuto sostegno attraverso progetti sociali. I debiti pagati superano complessivamente i 470 mila euro.
Sono ambiti di intervento che affiancano l’assistenza alle famiglie agli strumenti necessari per affrontare le esposizioni economiche.
La presenza di Banca Etica sul territorio
La filiale perugina di Banca Etica registra impieghi superiori a 30,4 milioni di euro. La raccolta diretta sfiora i 29 milioni, mentre quella indiretta supera i 9,2 milioni ed è destinata agli investimenti nei fondi etici di Etica Sgr.
Il capitale sociale sottoscritto sul territorio ammonta a 1,6 milioni di euro, con 632 persone e organizzazioni socie.
Alla presentazione hanno partecipato anche Fabrizio Ricci, presidente della Commissione antimafia dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, e Costanza Spera, assessora del Comune di Perugia alle politiche sociali, pari opportunità, diritto all’abitare, contrasto alle discriminazioni e lotta alle disuguaglianze.

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