Coprifuoco ai minori, esplode il confronto sulla misura

Coprifuoco ai minori, esplode il confronto sulla misura

Ordinanza di Praia a Mare riaccende il nodo costituzionale

L’ordinanza emanata dal Comune di Praia a Mare ha imposto un nuovo limite alla circolazione notturna dei giovanissimi, riaccendendo un dibattito che in Italia sembrava sopito. Il provvedimento, firmato dal sindaco Antonino De Lorenzo, stabilisce che i minori di 14 anni non accompagnati debbano rientrare nelle proprie abitazioni entro 00:30 e non possano uscire prima delle 7:00. Una scelta presentata come risposta ai rischi legati alla movida, con l’obiettivo dichiarato di ridurre episodi di disagio e comportamenti pericolosi nelle ore più critiche.

La decisione, sostenuta dal garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza Antonio Marziale, ha rapidamente superato i confini locali, attirando l’attenzione nazionale. La misura è stata interpretata da molti amministratori come un possibile modello da replicare, soprattutto nelle località turistiche dove l’afflusso estivo rende più complessa la gestione degli spazi pubblici. Allo stesso tempo, però, ha riaperto una discussione che tocca il cuore delle libertà individuali e dei poteri attribuiti alle autorità locali.

Il tema della legittimità costituzionale è tornato centrale. La Carta italiana tutela la libertà personale e di movimento, ma ammette limitazioni quando motivate da esigenze di sicurezza o sanità pubblica. L’articolo 16 consente restrizioni “in via generale”, purché previste dalla legge e non determinate da ragioni politiche. L’articolo 13, ancora più stringente, stabilisce che ogni limitazione della libertà personale debba poggiare su un atto motivato dell’autorità giudiziaria e rientrare nei casi previsti dalla normativa.

In questo quadro, l’ordinanza di Praia a Mare si colloca in un’area interpretativa complessa. Non riguarda l’intera popolazione, ma una fascia d’età specifica; non introduce un divieto assoluto, ma un limite orario; non nasce da un’emergenza sanitaria, bensì da esigenze di sicurezza urbana. La proporzionalità, principio cardine richiamato più volte dalla giurisprudenza amministrativa, diventa quindi l’elemento decisivo per valutarne la tenuta.

I tribunali amministrativi, in casi analoghi, hanno spesso esaminato con attenzione la coerenza tra finalità dichiarate e strumenti adottati. Le ordinanze sindacali, infatti, devono dimostrare un nesso diretto tra il rischio individuato e la misura restrittiva. Nel caso di Praia a Mare, l’amministrazione sostiene che la tutela dei minori nelle ore notturne rappresenti un interesse primario, sufficiente a giustificare un intervento mirato e temporalmente limitato.

Il provvedimento, tuttavia, non ha mancato di suscitare perplessità. Alcuni giuristi sottolineano che l’uso dello strumento ordinanziale per incidere sulla libertà di circolazione richiede una motivazione particolarmente solida, soprattutto quando riguarda soggetti che, pur minorenni, godono di diritti costituzionalmente garantiti. Altri osservatori evidenziano come la misura rischi di trasformarsi in un precedente, aprendo la strada a interventi analoghi in contesti molto diversi tra loro.

Sul territorio, intanto, la reazione è stata variegata. Una parte delle famiglie ha accolto l’ordinanza come un supporto alla gestione dei figli nelle ore serali, mentre altri genitori la percepiscono come un’ingerenza eccessiva nella sfera educativa. Anche tra i commercianti, scrive il sito di Cisl Scuola, emergono posizioni contrastanti: c’è chi ritiene che la presenza di giovanissimi nelle ore più tarde generi situazioni difficili da controllare, e chi teme che un clima troppo restrittivo possa penalizzare l’economia locale.

Il dibattito, dunque, si muove su più livelli: sicurezza, tutela dei minori, libertà individuali, ruolo dei sindaci, limiti delle ordinanze. Un intreccio che rende la vicenda di Praia a Mare un caso emblematico di come le amministrazioni locali cerchino di rispondere a fenomeni sociali complessi con strumenti immediati, ma non sempre privi di criticità.

Nei prossimi mesi sarà possibile valutare l’efficacia concreta della misura e capire se altre città decideranno di adottare provvedimenti simili. La discussione, intanto, resta aperta e destinata a proseguire, perché tocca un nodo sensibile: come conciliare la protezione dei più giovani con il rispetto delle libertà garantite dalla Costituzione, senza scivolare in soluzioni che rischiano di apparire più simboliche che realmente risolutive.

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