Il rapporto 2025 fotografa disagio, lavoro e casa fragile
La Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve ha presentato l’undicesima edizione del Rapporto sulle Povertà e le Risorse, documento che analizza l’evoluzione delle condizioni di fragilità sociale nel territorio e le risposte messe in campo attraverso la rete dei servizi diocesani.
Il rapporto, illustrato al Villaggio della Carità “Sorella Provvidenza”, porta il titolo “Oltre il bisogno: accompagnati per essere liberi” e propone una lettura aggiornata delle nuove forme di esclusione e delle opportunità di sostegno offerte dalla comunità.
Dall’analisi emerge un incremento delle persone che si sono rivolte ai servizi di ascolto nel corso del 2025. Gli utenti registrati presso il Centro di Ascolto diocesano hanno sfiorato le duemila unità, con un aumento superiore al cinque per cento rispetto all’anno precedente.
La maggioranza è composta da cittadini stranieri, mentre le donne rappresentano poco più della metà del totale. Sul piano anagrafico si osserva una crescita della presenza di persone anziane e una riduzione delle fasce più giovani rispetto agli anni precedenti.
La situazione occupazionale continua a rappresentare uno dei principali fattori di vulnerabilità. Quasi la metà delle persone che chiedono aiuto è alla ricerca di un lavoro. Una quota significativa è costituita da lavoratori che, pur avendo un impiego, non riescono a raggiungere condizioni economiche sufficienti per affrontare le spese quotidiane. Restano presenti anche situazioni legate al lavoro irregolare.
Particolarmente delicato appare il tema dell’abitazione. Quasi la metà degli utenti vive in immobili presi in affitto da privati, mentre una percentuale molto contenuta dispone di una casa di proprietà o di un alloggio pubblico. Un numero rilevante di persone si trova inoltre in condizioni di forte precarietà abitativa, tra sistemazioni temporanee, ospitalità occasionali e soluzioni di fortuna.
I bisogni rilevati durante i colloqui riguardano soprattutto le difficoltà economiche, seguite dalle problematiche legate al lavoro e alla casa. Per comprendere meglio le diverse forme di disagio, l’Osservatorio diocesano ha sviluppato un approfondimento statistico che ha consentito di individuare differenti profili di vulnerabilità.
Tra questi figurano persone sole prive di reddito e abitazione, soggetti colpiti da disoccupazione cronica, nuclei caratterizzati da difficoltà abitative e relazionali, cittadini immigrati di recente arrivo e lavoratori poveri affiancati da persone anziane in condizioni di fragilità economica.
Lo studio ha inoltre dedicato attenzione alle situazioni di povertà persistente. Un’indagine specifica ha coinvolto nuclei familiari seguiti dai servizi Caritas per un periodo di dieci anni, con l’obiettivo di comprendere i fattori che ostacolano il superamento delle difficoltà. Dalle analisi emerge la necessità di percorsi continuativi e personalizzati, sostenuti da reti affidabili e da interventi coordinati nel tempo.
Sul fronte delle risposte, il sistema Caritas ha registrato un significativo aumento delle attività svolte. Nel corso dell’ultimo anno sono stati effettuati quasi 105 mila interventi, in crescita rispetto al periodo precedente. La maggior parte riguarda la distribuzione di beni e servizi essenziali, ma risultano rilevanti anche gli interventi nel settore abitativo, le attività di ascolto e le iniziative finalizzate alla costruzione di relazioni sociali e percorsi di inclusione.
Accanto ai servizi tradizionali proseguono progetti dedicati al reinserimento sociale, al sostegno degli anziani, alla partecipazione giovanile e alla prevenzione delle situazioni di sovraindebitamento. Centrale resta la collaborazione tra enti ecclesiali, istituzioni pubbliche e realtà del territorio, considerata uno strumento fondamentale per costruire percorsi di autonomia e favorire il superamento delle condizioni di esclusione sociale.

La Caritas va aiutata anche con libere donazioni dei Cittadini. Ritengo sia un dovere morale.