Bambino palestinese operato a Perugia, orgoglio umbro

Bambino palestinese operato a Perugia, orgoglio umbro

Ricci: urgente stop al genocidio, serva risposta europea

«Il popolo palestinese ha diritto a un futuro nella propria terra, fatto di pace e autodeterminazione, nei luoghi che abita da millenni». Con queste parole il capogruppo regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, Fabrizio Ricci, ha commentato l’intervento chirurgico che ha permesso di salvare un bambino palestinese di otto anni ricoverato all’ospedale di Perugia. Il piccolo, giunto in Italia la scorsa settimana all’aeroporto di Ciampino insieme alla presidente Proietti, portava nel cranio frammenti di granata. L’operazione, condotta da un’équipe di medici e personale sanitario, ha consentito di rimuoverli e restituirgli speranza di vita.

Ricci ha definito il gesto un «atto concreto e importantissimo», sottolineando come questo risultato renda orgogliosa l’Umbria intera. «Il ringraziamento – ha aggiunto – va a tutti i professionisti, sanitari e non, che hanno reso possibile questo salvataggio», ribadendo l’importanza dell’impegno della comunità regionale nel fronteggiare l’emergenza umanitaria derivante dal conflitto.

Il consigliere ha poi ricordato che l’Umbria ha assunto una posizione chiara contro il genocidio in corso a Gaza, non solo attraverso le richieste al governo Meloni di interrompere il silenzio e di condannare in maniera inequivocabile i crimini attribuiti a Netanyahu, ma anche tramite la costruzione di una rete di accoglienza sul territorio. Nei mesi scorsi è stata infatti data ospitalità a una giovane famiglia palestinese con quattro bambini fuggita dagli scontri, e oggi lo stesso sostegno viene garantito al piccolo gravemente ferito.

Secondo Ricci, tale percorso non si esaurirà: «Sul piano politico e su quello dell’assistenza umanitaria – ha sottolineato – l’Umbria continuerà a fare la sua parte». Ha però rimarcato la necessità di un passo deciso da parte delle istituzioni centrali e dell’Unione Europea, affinché sia fermata immediatamente la strage in atto.

Il consigliere ha parlato di un popolo, quello palestinese, «travolto dalla violenza, dalle bombe, dalla fame e dalle privazioni», con un numero enorme di bambini tra le vittime. Per questo ha ribadito che ogni azione volta a garantire sollievo e protezione ha un valore fondamentale, anche quando riguarda singole persone, perché diventa segno tangibile di un impegno collettivo.

La vicenda del piccolo operato a Perugia diventa così simbolo dell’impegno dell’Umbria, che da mesi sceglie di restare in prima linea su una questione che non è soltanto politica, ma profondamente umana.

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