Autismo, piena attuazione a legge, Squarta: “Basta ritardi”

Marco Squarta, candidato Centrodestra Umbro alle Europee
Marco Squarta

Autismo, piena attuazione a legge, Squarta: “Basta ritardi”

Autismo – Il presidente dell’Assemblea legislativa Marco Squarta torna a sollecitare la sanità umbra sul tema dei servizi per i disturbi del neurosviluppo. “Oggi le famiglie umbre sono costrette a pagare fino a mille euro al mese per i figli che hanno bisogno del trattamento Aba.

[su_panel color=”#000000″ border=”3px solid #dcd9d9″ padding=”10″ shadow=”2px 2px 5px #babab6″ radius=”16″ text_align=”center”]Una condizione di disagio che si protrae da anni nonostante la legge 134 del 2015 preveda l’attivazione del servizio da parte delle Usl. In Umbria non solo la legge non è ancora stata recepita ma addirittura non sono previsti contributi economici per coloro che sono costretti a rivolgersi a terapeuti privati spesso operanti fuori Regione».[/su_panel]

Il presidente Squarta, esponente di Fratelli d’Italia, ritiene che “il diritto alla cura vada sempre garantito, soprattutto se ad averne necessità sono bambini e ragazzi che potrebbero recuperare attraverso interventi tempestivi e percorsi terapeutici efficaci, nonché rispondenti alle linee guida del Ministero, che nel 2017 ha rinnovato i Lea, aggiungendo appunto il metodo Aba quale trattamento dalle significative e accertabili evidenze scientifiche”.

“L’Umbria – spiega Squarta – deve necessariamente adeguarsi alla 134/2015 e se non lo farà incorrerà nei ricorsi presentati dalle famiglie, come già avvenuto in molte zone d’Italia, tutti vinti dai ricorrenti. I tribunali hanno condannato le Usl al rimborso delle ore di trattamento fatte privatamente oltre a farsi carico della somministrazione del trattamento Aba. Non possiamo continuare a ignorare i bisogni dei bambini e ragazzi affetti da autismo.”

[su_panel color=”#000000″ border=”3px solid #dcd9d9″ padding=”10″ shadow=”2px 2px 5px #babab6″ radius=”16″ text_align=”center”]”Altre Regioni si sono adeguate, l’Umbria no, e non è solo un fatto di natura economica – prosegue il presidente -. È riscontrata una carenza nel servizio di presa in carico di questi pazienti che a volte attendono più di un anno solo per la diagnosi.[/su_panel]

Una Regione organizzata in questo modo non risponde in maniera sollecita ai bisogni dei cittadini ma anzi li condanna a esborsi troppo esosi per le famiglie, le quali a volte rinunciano alle cure proprio nei primissimi anni  di vita dei bambini, quelli cruciali per raggiungere livelli di recupero soddisfacenti.

Ho chiesto un incontro urgente all’assessore, al direttore generale e agli altri apicali coinvolti per parlare di queste problematiche affinché si possa individuare un percorso lineare,  breve ed efficace per organizzare il servizio di somministrazione  del trattamento Aba in tutta la regione, oltre a individuare le risorse per alleggerire il carico delle famiglie che si rivolgono al privato come unica alternativa possibile agli indecorosi ritardi delle nostre Usl”.

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