Aumenti da brivido per i canoni sociali Ater, j’accuse di Thomas De Luca

Come già denunciato da alcuni sindacati di categoria

Aumenti da brivido per i canoni sociali Ater, j'accuse di Thomas De Luca
IMMAGINE GENERICA ABITAZIONE ATER

Aumenti da brivido per i canoni sociali Ater, j’accuse di Thomas De Luca

Con l’entrata in vigore del regolamento 7/2019 approvato lo scorso maggio dalla giunta regionale a partire dal nuovo anno verrà introdotto il parametro ISEE per il calcolo dei canoni di locazione degli alloggi di edilizia residenziale sociale pubblica.
Come già denunciato da alcuni sindacati di categoria questo nuovo criterio accompagnato però da una complessa serie di coefficienti di rimodulazione provocherà non pochi disagi ad una fascia di popolazione già vulnerabile che conta in Umbria circa 7400 nuclei familiari, quasi 20 mila persone in totale.

Dalle segnalazioni pervenute al M5s gli aumenti sarebbero generalizzati e una volta a regime in alcuni casi supererebbero le cento euro mensili, con incrementi del 100% rispetto ai precedenti. Maggiormente colpiti sarebbero vedove, anziani e nuclei monocomponenti che già vivono in stato di indigenza.
 
Fino ad ora i canoni di locazione sono stati determinati in base ad una normativa (legge regionale ‘33/1996’) che faceva riferimento al reddito familiare e al valore dell’immobile, cosa che ha consentito ad Ater di raggiungere sempre il pareggio costi-ricavi e di praticare canoni di affitto moderati.
Con l’introduzione dei nuovi parametri invece si produrrebbe uno squilibrio del tutto ingiustificato che andrebbe a ledere la sfera giuridica di chi da anni, in base ad un contratto stipulato poteva fare affidamento su un canone di affitto certo e prestabilito.

Appare quantomeno imprudente l’applicazione dei criteri ISEE nella misura in cui non stiamo discutendo di un servizio specifico a richiesta o una prestazione sociale agevolata, ma piuttosto di misure di welfare e assistenza che coinvolgono un diritto, quello alla casa, richiamato dalla nostra Costituzione ribadito da numerose sentenze della Corte Costituzionale.
Facciamo appello al Consiglio regionale e alla presidente Tesei affinché ci si muova quanto prima ed in maniera unanime per disinnescare una situazione che potrebbe diventare una vera e propria bomba sociale.
Va innanzitutto posticipata l’introduzione del nuovo regolamento e nelle more aprire un tavolo che coinvolga sindacati e associazioni di categoria, finora inascoltati, per individuare quei correttivi atti a garantire equità sociale ed equilibrio nei bilanci dell’Ater. /Thomas De Luca

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