10.000 studenti senza casa, Adoc, può essere opportunità rilancio

10.000 studenti senza casa, Adoc, può essere opportunità rilancio

10.000 studenti senza casa, Adoc, può essere opportunità rilancio

10.000 studenti senza casa – Perugia, città universitaria, si trova a gestire un ritorno di studenti nelle proprie sedi universitarie e quindi nella città. Ritorno alla normalità, alla vita, allo studio ed alla socialità. Il numero di studenti, rispetto a prima del covid, secondo alcuni dati, sarebbe aumentato di 10.000 unità. Ciò rappresenta una straordinaria opportunità di rilancio per l’intero territorio umbro.

Adoc Umbria                                                                    UIL Umbria Anna Maria Lamboglia                                                 Maurizio Molinari Gianluca Ciambelli

ADOC, quale Associazione dei Consumatori, insieme con la UIL Regionale, ha raccolto difficoltà e preoccupazione da parte di Studenti e Genitori, circa soprattutto la disponibilità degli alloggi, alla luce anche dell’obbligo a seguire le lezioni in presenza e del fatto che continuano nuove immatricolazioni.

Il problema degli alloggi è acuito da diverse ragioni:

-la riduzione, causa ristrutturazione e ammodernamento, del 40% degli alloggi messi a disposizione da ADISU.

  • gli immatricolati che negli ultimi due anni hanno avuto la possibilità di seguire le lezioni da casa, che frequentano il secondo e terzo anno, ora rientrano Ci sono inoltre le nuove immatricolazioni.

-la trasformazione, soprattutto durante la fase pandemica da parte dei privati proprietari degli appartamenti, da alloggi per studenti a B&B per turisti.

-la difficoltà di usufruire di alloggi fuori/lontano dal polo universitario e dal centro storico, per la mancanza di trasporto pubblico con orari adeguati. Da tenere conto anche della necessità di momenti sociali e culturali nelle ore notturne.

  • l’oggettiva mancanza di posti letto e la vertiginosa crescita della domanda negli ultimi giorni in concomitanza dell’uscita delle graduatorie dei corsi a numero chiuso e dell’inizio delle lezioni, ha fatto registrare un notevole aumento di costi sugli annunci delle ultime camere disponibili, a volte a prezzi improponibili, o con la messa in locazione di locali fatiscenti o comunque non adatti ad ospitare studenti.

C’è necessità di un forte coordinamento tra i diversi soggetti che hanno titolarità in questo campo, per cercare soluzioni che favoriscano la permanenza adeguata degli studenti nel territorio umbro. ADOC e UIL chiedono al comune di Perugia da cui sono pervenute molte segnalazioni, di farsi promotore di un tavolo di lavoro in questo senso, coinvolgendo la Regione Umbria e l’ANCI, oltre all’Università e all’Adisu.

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