Lavoratori sfidano Unicoop Etruria, protesta accesa a Terni

Lavoratori sfidano Unicoop Etruria, protesta accesa a Terni
ph Uon

Sindacati denunciano chiusure e chiedono azioni urgenti della Regione

La vertenza Unicoop Etruria ha assunto nelle ultime settimane un carattere sempre più drammatico. Giovedì mattina, in via XX Settembre a Terni, centinaia di lavoratori hanno partecipato al presidio organizzato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, davanti al punto vendita Superconti. La mobilitazione ha dato voce a una comunità che si sente tradita da una cooperativa ormai percepita come un’azienda priva di quei valori di solidarietà e uguaglianza che ne avevano segnato la storia.

I sindacati hanno ribadito la loro opposizione al piano industriale che prevede la chiusura o la cessione di 24 punti vendita, metà dei quali con insegna Superconti. In Umbria, il progetto comporterebbe la chiusura di 10 negozi, con conseguenze pesantissime: circa 180 esuberi nelle sedi amministrative di Castiglione del Lago e Vignale e oltre 340 lavoratori coinvolti nella rete vendita. Una prospettiva che rischia di impoverire il tessuto commerciale e sociale dei territori, colpendo in particolare l’occupazione femminile, già fragile e concentrata nel settore.

Le motivazioni addotte dall’azienda – riduzione delle perdite e razionalizzazione delle insegne – vengono giudicate insufficienti dai sindacati, che parlano di una strategia volta a scaricare sui dipendenti anni di gestione inefficace. Da qui lo stato di agitazione e le ore di sciopero proclamate, accompagnate da un messaggio chiaro: “Non accetteremo inermi la scelta di una cooperativa che comprime il capitale umano”.

Il consigliere regionale Nilo Arcudi ha ricordato come già nel febbraio 2025 fosse stata presentata un’interrogazione per segnalare le difficoltà di Unicoop Etruria. Allora l’assessore De Rebotti aveva garantito la piena tutela del lavoro e l’assenza di ricadute sociali. Oggi, quelle rassicurazioni appaiono smentite dai fatti.

La protesta di Castiglione del Lago ha mostrato la determinazione dei lavoratori e delle loro famiglie, che chiedono alla Regione Umbria di assumere un ruolo attivo. Finora, denunciano i sindacati, non si è vista alcuna regia né iniziative concrete. La richiesta è di convocare immediatamente un tavolo con azienda e parti sociali, per difendere i posti di lavoro e garantire servizi essenziali ai cittadini.

La crisi di Unicoop Etruria non è solo una questione occupazionale: rappresenta un colpo alla fiducia delle comunità verso il modello cooperativo. La perdita di punti vendita e la riduzione dei servizi rischiano di trasformarsi in un impoverimento complessivo dei territori, con effetti che vanno oltre il dato numerico degli esuberi.

La mobilitazione di Terni e del Trasimeno segna dunque un passaggio cruciale. I lavoratori chiedono scelte immediate, responsabilità e atti concreti, non più promesse. La vertenza diventa simbolo di una battaglia più ampia per la difesa del lavoro e della dignità sociale in Umbria.

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