Sergio De Vincenzi, no a nuovo gruppo in Regione per Claudio Ricci, è polemica

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Sergio De Vincenzi, no a nuovo gruppo in Regione per Claudio Ricci, è polemica Il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (Misto-Umbria Next) si dice “perplesso per l’intenzione del Pd in Commissione Statuto di portare avanti la proposta di legge per legittimare il consigliere Ricci a costituire ex-novo un gruppo consiliare”. Per De Vincenzi si tratta di “una soluzione in palese contraddizione sia con le norme statutarie e regolamentari vigenti, che con l’orientamento di riduzione dei costi”.

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“Apprendo con perplessità l’intenzione del Partito Democratico, manifestata dal capogruppo Chiacchieroni nella Commissione per le Riforme statutarie e regolamentari, di portare avanti la proposta di legge, la 1494-Bis, per legittimare il consigliere Ricci a costituire ex-novo un gruppo consiliare.

Palese contraddizione

Una soluzione in palese contraddizione sia con le norme statutarie e regolamentari vigenti, che con l’orientamento di riduzione dei costi che ha portato, fra l’altro, anche all’approvazione della parziale riduzione dei vitalizi pregressi nella scorsa seduta dell’Assemblea legislativa”. È quanto dichiara il consigliere regionale Sergio De Vincenzi (Misto-Umbria Next).

Presa di posizione aberrante

“Una presa di posizione – prosegue De Vincenzi – ancor più aberrante se si pensa che il consigliere sarà capogruppo di sé stesso, in controtendenza con l’orientamento nazionale che limita i gruppi monocratici. E questo, per giunta, senza più essere nemmeno il punto di riferimento del centro-destra dal quale, pur essendone stato il candidato presidente al governo della regione, ha preso definitivamente e immotivatamente le distanze lo scorso gennaio in Aula, in occasione del rinnovo delle cariche consiliari.

Insomma, un atto normativamente e politicamente comprensibile se fosse stato proposto all’inizio della legislatura ma che oggi è difficilmente giustificabile se non nell’ottica di turare le falle che dovessero aprirsi nella maggioranza d’Aula per effetto dei malumori della fronda Pd di area ‘bocciana’ o di Liberi e Uguali.

Movimento 5 Stelle

Per non parlare di cosa potrebbe accadere se il Movimento 5 Stelle dovesse governare a livello nazionale con l’ausilio della stampella del Pd, o peggio ancora di rimpasti a Palazzo Donnini che dovessero coinvolgere lo stesso Ricci e gli assetti consiliari”

D’altra parte – continua De Vincenzi – siamo fermamente convinti che dopo lo scioglimento di un gruppo consiliare si possa fare politica anche dagli scranni del Gruppo Misto, come stiamo facendo con Umbria-Next.

Questa collocazione non pregiudica alcunché se non uno status squisitamente personale che riteniamo debba passare in secondo piano rispetto all’impegno assunto nei confronti dei cittadini, che, secondo noi, non si può disattendere in nessun modo, specie rinunciando al voto in Aula. Resta il fatto – conclude – che operazioni come queste non fanno bene alla politica nel suo complesso, e che vanno ulteriormente a giustificare quel sentimento di anti-politica ormai così diffuso e che scredita in maniera indiscriminata le istituzioni”

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