Rudy Guede a processo per violenze contro l’ex compagna

Rudy Guede a processo per violenze contro l'ex compagna

Accuse di abusi, maltrattamenti e stalking a Viterbo

Rudy Guede, 38 anni, già condannato per l’omicidio di Meredith Kercher, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di violenza sessuale, maltrattamenti e lesioni nei confronti della sua ex compagna, una giovane di 25 anni residente a Viterbo. Il provvedimento è stato disposto dal giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Viterbo, Rita Cialoni, dopo circa un’ora di camera di consiglio, al termine dell’udienza svoltasi a porte chiuse. La donna, parte civile nel procedimento, era presente in aula, così come l’imputato.

La vicenda giudiziaria ha avuto origine con la denuncia presentata dalla presunta vittima nell’estate del 2023. Secondo quanto emerso, i fatti contestati si sarebbero verificati nel corso di una relazione sentimentale tra l’uomo e la ragazza, durata da settembre 2022 ad agosto 2023, con una breve interruzione tra marzo e aprile dello stesso anno. La giovane, rappresentata dall’avvocato Francesco Guido, ha riferito alle autorità episodi reiterati di violenza fisica e psicologica, culminati in comportamenti che la procura ha qualificato come violenza sessuale, maltrattamenti e stalking.

La misura cautelare del divieto di avvicinamento alla vittima, con obbligo di braccialetto elettronico, è stata emessa il 6 dicembre 2023 dalla giudice per le indagini preliminari Savina Poli ed è tuttora in vigore. La disposizione è stata adottata a seguito degli elementi raccolti nel corso della fase istruttoria, che ha incluso anche un incidente probatorio su dispositivi elettronici, in particolare lo smartphone della donna. L’analisi ha portato all’acquisizione di oltre 100mila immagini, decine di migliaia di messaggi e numerosi file audio in cui, secondo quanto riferito, la giovane descriverebbe episodi di violenza e umiliazione subiti.

Nel marzo del 2024, Rudy Guede ha chiesto e ottenuto un nuovo interrogatorio con la titolare dell’indagine, la pm Paola Conti. In quell’occasione, assistito dal suo avvocato Carlo Mezzetti, ha negato ogni responsabilità. Ha sostenuto che il rapporto con la ex compagna fosse segnato da tensioni reciproche ma privo di comportamenti aggressivi da parte sua. Già nel primo confronto con la gip Poli, Guede aveva parlato di una relazione conflittuale ma senza episodi di violenza. Aveva inoltre attribuito le lesioni riportate dalla donna ad attività sportive da lei praticate, in particolare all’equitazione, passione che la giovane coltivava assiduamente.

Il rinvio a giudizio, formalizzato dopo l’udienza preliminare dell’11 luglio, giunge al termine di una fase investigativa articolata. Durante l’udienza, Guede ha chiesto nuovamente di essere ascoltato, come già avvenuto nel corso dei mesi precedenti. Ha ribadito la sua posizione difensiva e prodotto, tramite il legale, alcune conversazioni via chat con la ex fidanzata, che a suo avviso dimostrerebbero l’assenza di minacce o violenze.

Dalla documentazione agli atti emergono tuttavia elementi considerati rilevanti dall’accusa. In particolare, la presunta vittima avrebbe raccontato ad amici e conoscenti, attraverso messaggi vocali e scritti, episodi specifici di aggressioni fisiche e psicologiche. Tali dichiarazioni, raccolte e conservate nel dispositivo elettronico sequestrato, sono state acquisite mediante incidente probatorio, al quale ha partecipato anche la difesa.

Nell’estate del 2023, la giovane si sarebbe trasferita temporaneamente a Grosseto, presumibilmente per allontanarsi dall’uomo. Sulle modalità dei contatti successivi tra i due, le versioni fornite sono divergenti. Guede sostiene di essersi semplicemente preoccupato per lo stato di salute della ex compagna, affermando di averle fatto visita e prestato aiuto dopo che la ragazza aveva avuto un incidente durante una sessione di equitazione. La giovane, dal canto suo, sostiene invece che Guede abbia continuato a cercarla, recandosi anche fisicamente presso la sua abitazione a Viterbo in più occasioni, nonostante il deterioramento del loro rapporto.

Il giudice ha ritenuto sussistenti gli elementi per il rinvio a giudizio, come richiesto dal pubblico ministero Conti il 21 marzo scorso. La prima udienza del processo davanti al collegio giudicante del tribunale di Viterbo è fissata per il prossimo 4 novembre. Il procedimento si preannuncia complesso, con al centro una mole consistente di prove documentali e testimonianze raccolte nei mesi successivi alla denuncia.

Guede, cittadino ivoriano, ha già scontato una condanna definitiva per l’omicidio di Meredith Kercher, studentessa britannica uccisa a Perugia nel 2007. La pena, pari a 16 anni di reclusione, è stata eseguita presso il carcere di Mammagialla, a Viterbo. Dopo la scarcerazione, l’uomo aveva cercato un reinserimento nella società attraverso iniziative educative e di mediazione culturale, prima che emergessero le nuove accuse relative alla relazione con la giovane viterbese.

Il procedimento in corso segna un ulteriore capitolo nella vicenda giudiziaria dell’ex detenuto, che ora dovrà affrontare un processo per reati che, se confermati, comporterebbero pene significative. Le accuse di violenza sessuale, maltrattamenti e stalking restano al centro del fascicolo che sarà esaminato in dibattimento nei prossimi mesi, sotto la giurisdizione del tribunale di Viterbo.

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