Nodino, Pampanelli (Cgil Perugia): opera che non rappresenta una soluzione ai problemi

Nodino, Pampanelli

Nodino, Pampanelli (Cgil Perugia): opera che non rappresenta una soluzione ai problemi

“Il cosiddetto Nodino non rappresenta una soluzione adeguata ai problemi di traffico della città di Perugia e soprattutto non va nella direzione di una trasformazione, in chiave sostenibile, della mobilità urbana”. Ad affermarlo è Simone Pampanelli, segretario generale della Cgil di Perugia, che lunedì 13 giugno parteciperà al Consiglio Comunale Grande sul Nodo di Perugia convocato per le ore 15.00 a palazzo dei Priori.

“Come Camera del Lavoro seguiamo con grande attenzione il dibattito intorno a questa opera infrastrutturale che avrebbe un impatto enorme sull’area di Collestrada e Ponte San Giovanni – spiega Pampanelli – In quest’ottica nei giorni scorsi abbiamo incontrato una delegazione del coordinamento “Sciogliamo il nodo”, formato da associazioni e cittadini che contestano la scelta di costruire una nuova arteria stradale come risposta ai problemi di intasamento della E45 nel tratto tra Collestrada e l’imbocco della Perugia-Bettolle. Perugia – continua il segretario – è una delle città italiane con il più alto tasso di motorizzazione (75 automobili ogni 100 abitanti) e questo produce inevitabilmente costi sociali e ambientali altissimi.

È evidente dunque che una politica lungimirante di mobilità alternativa al mezzo privato è assolutamente necessaria, mentre la costruzione di una nuova grande strada, con gallerie e viadotti (dove ora ci sono boschi e campagna) andrebbe in tutt’altra direzione. Peraltro – prosegue Pampanelli – la discussione sul Nodino si sovrappone ai tagli annunciati al Tpl dalla Regione Umbria, contro i quali i sindacati insieme ai lavoratori di Busitalia sono mobilitati proprio in questi giorni. È tempo che Perugia, come capoluogo regionale, recuperi la sua storica capacità innovativa in materia di mobilità pubblica e avvii una seria riflessione sull’organizzazione stessa della città, a partire dalla dislocazione dei servizi essenziali, oggi fortemente concentrati in alcune aree del territorio comunale a discapito di altre”.

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