Oncologia del Santa Maria nella ricerca sul carcinoma renale
📌 FLASH NEWS – L’Oncologia del Santa Maria di Terni è tra i centri dello studio di fase III sul carcinoma renale pubblicato su The Lancet. Valutata la combinazione belzutifan-lenvatinib dopo immunoterapia, aprendo nuove prospettive di cura
La Struttura Complessa di Oncologia Medica dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni entra tra i centri protagonisti di un’importante ricerca internazionale dedicata al carcinoma renale avanzato. L’unità, diretta dalla dottoressa Jennifer Foglietta, ha infatti partecipato a uno studio clinico di fase III i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica internazionale The Lancet.
La ricerca riguarda pazienti con carcinoma renale avanzato che avevano già ricevuto un trattamento mediante immunoterapia. L’obiettivo dello studio è stato valutare una nuova combinazione farmacologica e confrontarne gli effetti nell’ambito delle strategie terapeutiche disponibili per questa fase della malattia.
La partecipazione dell’ospedale ternano colloca l’attività della struttura oncologica all’interno di una sperimentazione condotta su scala internazionale, con il coinvolgimento diretto dei professionisti impegnati quotidianamente nell’assistenza e nella ricerca clinica.
Valutata la combinazione di belzutifan e lenvatinib
Al centro dello studio di fase III c’è la combinazione tra belzutifan e lenvatinib, valutata nei pazienti precedentemente sottoposti a immunoterapia. La sperimentazione ha messo a confronto questa associazione con cabozantinib.
Il lavoro scientifico è stato pubblicato con il titolo “Belzutifan plus lenvatinib versus cabozantinib in patients with previously treated advanced renal cell carcinoma”. I risultati emersi dalla ricerca indicano prospettive che potrebbero contribuire a modificare la strategia terapeutica adottata nel trattamento del carcinoma renale avanzato.
Si tratta quindi di una ricerca concentrata su una fase precisa del percorso oncologico: quella dei pazienti che hanno già affrontato una precedente terapia immunologica e per i quali occorre individuare le successive possibilità di trattamento.
Annalisa Guida tra gli autori della pubblicazione
Il contributo dell’Oncologia Medica di Terni emerge anche direttamente tra gli autori del lavoro scientifico. Nella pubblicazione figura infatti la dottoressa Annalisa Guida, oncologa della struttura dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria.
La presenza della professionista ternana tra gli autori testimonia il coinvolgimento dell’équipe ospedaliera nella ricerca clinica dedicata al tumore del rene e la partecipazione del centro a programmi scientifici che superano la dimensione nazionale.
Lo studio è stato coordinato dal Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, centro che ha guidato il progetto dedicato alla valutazione della nuova combinazione terapeutica nei pazienti con carcinoma renale avanzato precedentemente trattati.
Il ruolo dell’ufficio Studi Clinici di Oncologia
Dietro la partecipazione a una sperimentazione di questa portata c’è anche l’attività dell’ufficio operativo Studi Clinici di Oncologia di Terni, struttura che svolge una funzione essenziale nel supportare i medici durante tutte le fasi necessarie alla conduzione delle sperimentazioni.
L’ufficio affianca i clinici e contribuisce a garantire gli standard richiesti per prendere parte agli studi nazionali e internazionali. L’attività organizzativa e operativa diventa così parte integrante del percorso di ricerca, permettendo alla struttura ternana di inserirsi in protocolli scientifici complessi.
La ricerca oncologica richiede infatti un lavoro coordinato tra differenti professionalità. Nel caso del Santa Maria, il contributo dell’ufficio Studi Clinici affianca quello degli oncologi impegnati direttamente nella sperimentazione e nell’assistenza ai pazienti.
Ricerca clinica e accesso all’innovazione terapeutica
La partecipazione a studi internazionali consente all’Oncologia Medica ternana di coniugare attività scientifica, qualità delle cure e accesso all’innovazione terapeutica. È proprio questa integrazione tra assistenza e sperimentazione uno degli aspetti centrali dell’attività descritta dall’Azienda Ospedaliera Santa Maria.
Il coinvolgimento nello studio sul carcinoma renale avanzato rappresenta inoltre un risultato ottenuto attraverso il lavoro congiunto dell’équipe clinica e delle strutture che rendono possibile la gestione delle sperimentazioni secondo gli standard previsti.
L’attenzione della ricerca è rivolta in questo caso a pazienti che hanno già ricevuto immunoterapia. La valutazione dell’associazione tra belzutifan e lenvatinib punta quindi a individuare ulteriori possibilità terapeutiche all’interno di una fase successiva del percorso di cura.
Nuove prospettive nel trattamento del carcinoma renale
I risultati dello studio pubblicato su The Lancet aprono nuove prospettive terapeutiche e potrebbero contribuire a ridefinire le strategie utilizzate per affrontare il carcinoma renale avanzato nei pazienti precedentemente trattati.
Per l’Azienda Ospedaliera Santa Maria, la pubblicazione rappresenta anche una conferma della presenza dell’Oncologia Medica di Terni nella ricerca clinica internazionale. Un’attività che coinvolge direttamente professionisti della struttura e che trova nel supporto organizzativo dell’ufficio Studi Clinici uno degli elementi necessari per partecipare a sperimentazioni di livello nazionale e internazionale.
Il lavoro coordinato dal Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York porta così anche il contributo scientifico dell’ospedale ternano all’interno del confronto internazionale sulle nuove strategie contro il carcinoma renale avanzato.

Commenta per primo