Super green pass e mascherine al chiuso, cosa dicono le Regioni

Super green pass e mascherine al chiuso, cosa dicono le Regioni

Super green pass e mascherine al chiuso, cosa dicono le Regioni

Chi ha il Green pass deve comunque rispettare le misure anti-covid come l’uso della mascherina. Lo evidenziano le premesse delle ‘Linee guida per la ripresa delle attività economiche e sociali’, che l’Adnkronos Salute ha avuto modo di leggere, elaborate dalle Regioni e inviate al Governo che le sta valutando. Si terranno domani, come da previsioni, la cabina di regia e il Consiglio dei ministri sulle misure.

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“La situazione sta continuamente cambiando, di settimana in settimana, e credo a breve ci saranno altre decisioni. Il Consiglio dei ministri recepirà e valuterà le proposte arrivate dal confronto con le Regioni”, ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti a margine dell’Eicma alla Fiera di Rho, a Milano. Giorgetti è “convinto che la strategia adottata fino a ora abbia prodotto risultati come dimostra il confronto con gli altri Paese europei. Se le cose in Italia vanno meglio che in Germania, un motivo ci sarà”.


di AdnKronos


REGIONI, LE LINEE GUIDA

“Nella fase attuale nelle quale la campagna vaccinale è in corso e le indicazioni scientifiche internazionali non escludono la possibilità che il soggetto vaccinato possa contagiarsi, pur senza sviluppare la malattia, e diffondere il contagio, la presentazione di una delle certificazioni verdi Covid-19 non sostituisce il rispetto delle misure di prevenzione e contrasto della diffusione del contagio, quali in particolare l’utilizzo della mascherina (mascherina chirurgica o dispositivo che conferisce superiore protezione come gli Ffp2) in ambienti chiusi”, si legge.

Le Regioni propongono anche impianti da sci aperti, ma con numero chiuso per gli ingressi, se la situazione epidemiologica dovesse peggiorare. “In zona arancione e in zona rossa, qualora sia prevista l’apertura degli impianti di risalita, limitare il numero massimo di presenze giornaliere mediante l’introduzione di un tetto massimo di titoli di viaggio vendibili, determinato in base alle caratteristiche della stazione o comprensorio anche sciistico, con criteri omogenei per Regione o provincia Autonoma o comprensorio anche sciistico, da definire sentiti i rappresentanti di categoria e delle strutture ricettive e concordati con le aziende sanitarie locali competenti per territorio”, scrivono nelle loro linee guida.

“Allo stato attuale, l’accesso a funivie, cabinovie e seggiovie (qualora utilizzate con la chiusura delle cupole paravento) è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi Covid-19″, ricordano le Regioni. Per quanto gli impianti che portano sulle piste: per “gli impianti chiusi (funivie, cabinovie), la portata massima all’80% della capienza del veicolo con uso obbligatorio di mascherina a protezione delle vie respiratorie (mascherina chirurgica o dispositivo che conferisce superiore protezione come gli Ffp2)”. Per gli impianti aperti (seggiovie, sciovie), “la portata massima al 100% della capienza del veicolo con uso obbligatorio di mascherina a protezione delle vie respiratorie (mascherina chirurgica o dispositivo che conferisce superiore protezione come gli Ffp2). La portata è ridotta all’80% se le seggiovie vengono utilizzate con la chiusura delle cupole paravento”.

1 Commento

  1. Manca la logica, il buon senso, la buona pratica igienica. E tutto cio’ e’ voluto. Il vaccino, che poi vaccino non e’ (lo dice anche il Prof. P.) e’ il passo per il certificato digitale non il contrario. Il certificato digitale e’ la porta per l’inferno, come stabilito dal signor lucifero schwab.

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