Prevenzione e diagnosi precoce al centro dell’iniziativa
In occasione della Giornata Mondiale dell’Ictus, il territorio torna protagonista con un’iniziativa concreta di prevenzione vascolare. Domani, a Ponte San Giovanni, si svolgerà una giornata di screening gratuito promossa dal dottor Gianluigi Rosi, angiologo con oltre vent’anni di esperienza nella medicina preventiva, affiancato da un’équipe multidisciplinare composta dalla dottoressa M. Di Spirito e dai dottori A. Elmo, F. Baffa e S. Crocioni.
L’appuntamento, aperto alla cittadinanza, prevede esami ecocolorDoppler su oltre 200 persone, mirati a valutare lo stato delle carotidi e dell’aorta addominale. L’obiettivo è intercettare precocemente eventuali anomalie vascolari, riducendo il rischio di eventi cerebrovascolari gravi. L’iniziativa si inserisce nel solco tracciato da A.L.I.Ce., associazione impegnata da anni nella lotta all’ictus cerebrale, che sostiene campagne di informazione sui sintomi e sull’importanza dell’intervento tempestivo.
Il valore della prevenzione è stato ribadito anche al recente Forum della Leopolda, dove esperti hanno delineato una sanità del futuro più vicina ai cittadini, fondata su modelli predittivi e personalizzati. Un approccio che trova conferma nei risultati ottenuti dal team del dottor Rosi sull’isola di Ponza, dove uno studio su 1.250 residenti ha portato all’identificazione di 12 patologie vascolari gravi, risolte con interventi chirurgici salvavita.
In Italia, l’ictus colpisce ogni anno circa 120.000 persone, rappresentando la terza causa di morte e la prima di disabilità permanente. Riconoscere i segnali e agire con tempestività può fare la differenza tra la vita e la morte. Per questo, la giornata del 29 ottobre non è solo un’occasione simbolica, ma un momento operativo che mette al centro la salute pubblica e la medicina di prossimità.
Il messaggio è chiaro: la prevenzione non è un’opzione, ma una necessità. E il territorio, con iniziative come quella di Perugia, dimostra di saper rispondere con competenza e umanità. La sanità del futuro non si costruisce solo con tecnologie avanzate, ma con la capacità di intercettare i bisogni reali delle persone, prima che diventino emergenze.

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