Sanità pubblica, Regioni servono 6 miliardi in più al SSN

Sanità pubblica, Regioni servono 6 miliardi in più al SSN

Da Perugia un appello-richiesta delle Regioni al Governo

📌 FLASH NEWS – Le Regioni rilanciano la richiesta di maggiori risorse per la sanità pubblica: almeno 6 miliardi di euro aggiuntivi all’anno per sostenere il Servizio sanitario nazionale, ridurre le liste d’attesa, rafforzare il personale e garantire assistenza equa in tutto il Paese
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Perugia, 30 settembre 2026 – La sanità pubblica torna al centro del confronto istituzionale in vista della prossima legge di bilancio, come riferisce il comunicato di Agenzia Umbria Notizie Regione Umbria. La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, insieme agli altri presidenti di Regione, ha sostenuto la necessità di un incremento strutturale delle risorse destinate al Servizio sanitario nazionale. La richiesta è emersa durante i lavori della Commissione Salute e della Conferenza delle Regioni, che hanno affrontato il tema del finanziamento del sistema sanitario in prospettiva della manovra economica per il 2027. Secondo quanto illustrato nel confronto tra le amministrazioni regionali, sarebbe necessario destinare almeno 6 miliardi di euro aggiuntivi ogni anno al Fondo sanitario nazionale per consentire al sistema di mantenere gli attuali livelli di assistenza e affrontare le nuove esigenze organizzative e assistenziali.

Al centro della posizione espressa dalle Regioni vi è la convinzione che le risorse oggi disponibili non siano più sufficienti a sostenere la crescita dei costi che gravano sulla sanità. Pur a fronte di uno stanziamento complessivo che si aggira intorno ai 143 miliardi di euro, i governi regionali ritengono che l’aumento dell’inflazione, il rincaro energetico, il maggiore impatto dei farmaci innovativi e l’invecchiamento della popolazione abbiano modificato profondamente il quadro economico degli ultimi anni. Per questo motivo viene ritenuto indispensabile un rafforzamento stabile del finanziamento pubblico. L’obiettivo indicato dalle Regioni è quello di preservare i livelli essenziali di assistenza, garantire la qualità delle cure e sostenere il personale sanitario, considerato uno degli elementi chiave per il funzionamento del sistema. Tra i temi evidenziati nel confronto istituzionale figurano anche le liste d’attesa e la necessità di rafforzare gli organici. Le Regioni sottolineano che l’incremento delle risorse consentirebbe di affrontare in maniera più efficace le criticità esistenti, favorendo una programmazione più ampia delle attività sanitarie e una maggiore capacità di risposta alle richieste dei cittadini.

Parallelamente, il tema delle assunzioni continua a essere considerato strategico. Nel documento tecnico esaminato in sede di Commissione Salute viene infatti richiamata l’esigenza di superare alcuni vincoli che limitano il reclutamento del personale necessario al funzionamento delle strutture sanitarie. Nel corso del confronto Stefania Proietti ha richiamato anche l’attenzione sui criteri di ripartizione delle risorse nazionali. La presidente della Regione Umbria ha evidenziato la necessità di tenere conto delle caratteristiche territoriali che distinguono alcune realtà regionali. L’Umbria presenta infatti una popolazione distribuita in numerosi comuni, con la presenza di aree interne e zone montane che comportano costi organizzativi più elevati per garantire servizi sanitari diffusi e accessibili. Secondo la posizione espressa dalla governatrice, i meccanismi di finanziamento dovrebbero essere in grado di riconoscere il peso economico legato alla gestione dell’assistenza nei territori meno densamente popolati, dove la rete dei servizi richiede un impiego maggiore di risorse umane e organizzative. Tra gli esempi richiamati figurano il ricorso all’elisoccorso e l’assistenza domiciliare, attività che richiedono una presenza capillare di operatori e investimenti adeguati.  

La richiesta avanzata dalle Regioni si inserisce nel percorso di preparazione della manovra finanziaria del 2027. Il documento tecnico discusso dagli assessori e dai governatori stima un fabbisogno complessivo superiore ai 18 miliardi di euro nel triennio 2027-2029. Per il solo 2027, la quantificazione indicata supera i 6,8 miliardi di euro. Le risorse richieste sarebbero destinate a diverse voci di spesa, tra cui il personale, le attività sanitarie, l’innovazione terapeutica e il rafforzamento della capacità organizzativa del sistema. Le amministrazioni regionali puntano ora a portare le proprie istanze all’attenzione del Governo durante il confronto sulla prossima legge di bilancio. La posizione condivisa dai governatori è che la sanità pubblica rappresenti un elemento fondamentale per garantire uguaglianza nell’accesso alle cure e coesione sociale. Da qui la richiesta di prevedere finanziamenti considerati adeguati e strutturali, in modo da consentire al Servizio sanitario nazionale di affrontare le sfide future senza compromettere la qualità dell’assistenza ai cittadini.

Il confronto tra Regioni e Governo proseguirà nelle prossime settimane, con l’obiettivo di definire le risorse da destinare alla sanità nell’ambito della manovra economica per il 2027 e delle previsioni finanziarie per gli anni successivi.

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