Salvato dagli ematologi di Perugia, Jesus torna a casa

Salvato dagli ematologi di Perugia, Jesus torna a casa

Salvato dagli ematologi del Reparto di Oncoematologia pediatrica, Jesus torna a casa

PERUGIA – Jesus torna a casa. Dopo un lungo percorso, un trapianto di midollo osseo e un anno di cure, il ragazzo è guarito ed è pronto a tornare dai suoi cari in Venezuela. Ma non prima di aver ringraziato tutti coloro che gli hanno assicurato una seconda vita.


da Comitato Chianelli
Ufficio stampa


I medici del Reparto di Oncoematologia pediatrica, diretto dal dottor Maurizio Caniglia, che lo hanno seguito in questo anno, i volontari e tutti gli operatori del Comitato per la vita “Daniele Chianelli”. Jesus e la mamma, Marianella, hanno infatti vissuto al Residence per circa un anno.

La famiglia ha espresso, inoltre, il desiderio di ringraziare l’azienda ospedaliera e la Regione Umbria che hanno permesso l’arrivo del ragazzo in Italia con la possibilità di sottoporsi ad una procedura salva-vita che nel suo Paese non viene effettuata.


VENERDI’ 12 NOVEMBRE ALLE ORE 17.30 PRESSO IL RESIDENCE “DANIELE CHIANELLI”

Jesus incontrerà:

la presidente della Regione, Donatella Tesei

il direttore generale dell’azienda ospedaliera di Perugia, Marcello Giannico

il dottor Maurizio Caniglia, direttore della Struttura complessa di Oncoematologia pediatrica

il presidente del Comitato per la vita “Daniele Chianelli”, Franco Chianelli

all’incontro, inoltre, parteciperà il cardinale, Gualtiero Bassetti

Le redazioni sono invitate a partecipare 

 

La Storia di Jesus

Il ragazzo, malato di una grave forma di leucemia linfoblastica acuta, è venuto a Perugia esattamente un anno fa, il 18 ottobre 2020, per essere sottoposto, presso il reparto di Oncoematologia pediatrica, diretta dal dottor Maurizio Caniglia, a trapianto di cellule staminali emopoietiche. Un percorso terapeutico salvavita che in Venezuela non può essere effettuato. L’arrivo del ragazzo a Perugia è stato possibile in virtù di una convenzione con la Regione Umbria che mette a disposizione ogni anno una cifra che viene utilizzata per la cura di pazienti che nel loro paese non avrebbero alcuna possibilità di guarigione. Arrivato in compagnia della mamma Marianella e del fratello Carlos, in un primo momento individuato come donatore, è stato ricoverato in ospedale per le terapie del caso e successivamente per il trapianto, dove ha ricevuto le cellule della mamma Marianella, che gli ha dato la vita una seconda volta. Dopo le dimissioni (è stato ricoverato per oltre un mese) il ragazzo ha continuato a sottoporsi alle cure del caso e ha vissuto insieme alla mamma senza alcuna spesa di affitto, presso il Residence Daniele Chianelli.

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