Ortogeriatria Perugia eccellenza globale per cure fragilità

Ortogeriatria Perugia eccellenza globale per cure fragilità

Prestigioso attestato internazionale ottenuto a Perugia

Riconoscimento internazionale per la struttura di Ortogeriatria

Un importante attestato internazionale premia il lavoro svolto dall’Ortogeriatria dell’Ospedale di Perugia. La struttura ha ricevuto il Certificato di Eccellenza assegnato dal Comitato internazionale del Fragility Fracture Network Global, organizzazione che promuove a livello mondiale i migliori modelli assistenziali dedicati alle persone colpite da fratture da fragilità.

Il riconoscimento riguarda la struttura semplice di Ortogeriatria, inserita nell’ambito della Geriatria diretta dalla professoressa Patrizia Mecocci e sviluppata grazie alla collaborazione tra i professionisti della Geriatria e quelli della Traumatologia e Ortopedia guidata dal professor Auro Caraffa.

L’attestato colloca il servizio perugino tra le realtà considerate più avanzate nel settore, in linea con gli standard internazionali per la presa in carico dei pazienti fragili e per l’applicazione delle più recenti evidenze scientifiche nella pratica clinica quotidiana.

Un modello fondato sulla collaborazione multidisciplinare

L’Ortogeriatria rappresenta un percorso assistenziale costruito sulla cooperazione costante tra diverse figure professionali. Geriatri, ortopedici, anestesisti, infermieri, fisioterapisti, fisiatri e operatori dei servizi territoriali lavorano in maniera integrata per garantire continuità e qualità delle cure.

Secondo la valutazione del Comitato internazionale, uno degli aspetti più qualificanti del modello adottato a Perugia è la gestione interdisciplinare avviata fin dall’arrivo del paziente in Pronto Soccorso. A questo si aggiunge la forte integrazione tra competenze differenti e la capacità di mantenere un collegamento efficace tra ospedale e territorio.

Particolare rilievo è stato attribuito all’attenzione verso gli esiti di salute della persona. L’obiettivo non è soltanto la guarigione clinica, ma anche il recupero dell’autonomia, del ruolo sociale e della partecipazione alla vita quotidiana entro pochi mesi dall’evento traumatico.

Focus sui pazienti con frattura di femore

Tra gli elementi che hanno contribuito all’assegnazione del riconoscimento figura la gestione dei pazienti ricoverati per frattura di femore, una delle condizioni più frequenti e delicate nella popolazione anziana.

La struttura si è distinta per la capacità di applicare protocolli assistenziali basati su evidenze scientifiche aggiornate, favorendo interventi tempestivi e percorsi coordinati tra le diverse unità operative coinvolte.

Accanto all’attività clinica, il centro ha sviluppato iniziative di ricerca che hanno ottenuto visibilità anche in ambito internazionale, contribuendo alla crescita delle conoscenze nel trattamento delle fratture da fragilità.

Un risultato per l’intero ospedale

La responsabile dell’Ortogeriatria, professoressa Carmelinda Ruggiero, ha evidenziato come il traguardo sia il risultato dell’impegno condiviso di tutti i professionisti coinvolti nel percorso assistenziale. L’obiettivo indicato per il futuro è quello di rafforzare ulteriormente gli strumenti di audit clinico e di miglioramento continuo della qualità.

Anche il direttore dell’Anestesia e Rianimazione, Fabio Gori, e Giuseppe Rinonapoli, già presidente del Fragility Fracture Network Italia, hanno sottolineato il valore della collaborazione multidisciplinare tra ospedale e università.

Per il professor Auro Caraffa, il riconoscimento conferma la validità della scelta di costruire un programma integrato dedicato ai pazienti fragili, capace di tradurre la cooperazione tra diverse professionalità in benefici concreti per le persone assistite.

Il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Perugia, Antonio D’Urso, ha definito il risultato motivo di orgoglio per l’intera struttura sanitaria. Il riconoscimento internazionale, ha evidenziato, testimonia l’elevato livello professionale degli operatori e rafforza il ruolo dell’ospedale come punto di riferimento nel panorama sanitario nazionale e internazionale.

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