La medicina d’urgenza al centro dell’European Emergency Medicine Congress

La medicina d’urgenza al centro dell’European Emergency Medicine Congress

La medicina d’urgenza al centro dell’European Emergency Medicine Congress

La medicina d’urgenza al centro dell’European Emergency Medicine Congress, l’incontro che si è svolto a Lisbona dal 27 al 31 ottobre e al quale hanno partecipato, in veste di relatori, i professionisti del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Perugia.


da Comunicazione e stampa Staff Direzione generale
Azienda Ospedaliera di Perugia


Il congresso, organizzato dall’EUSEM (European Society for Emergency Medicine) ha visto la partecipazione di professionisti di fama mondiale provenienti dall’Europa e da vari Paesi del mondo. Un momento importante per fare il punto sulla medicina d’urgenza alla luce della pandemia da Covid-19 che ha coinvolto il globo.

Nel corso dell’evento, le infermiere Sara Stinchi, Michela Cuccarini e Monia Ceccarelli, coordinatrice infermieristica del Pronto Soccorso e posizione organizzativa dipartimentale dell’area Emergenza e urgenza, hanno presentato uno studio scientifico sull’esperienza clinica e assistenziale di 140 pazienti Covid-19 ricoverati in OBI (Osservazione Breve Intensiva) dell’Ospedale da campo regionale.

Il dottor Stefano De Vuono, prendendo in esame 235 pazienti ricoverati in OBI, ha sottolineato in uno studio i “fattori prognostici della polmonite da Sars Cov2” mentre il dottor Sokol Berischa ha presentato la relazione su “Il Covid nelle pazienti in gravidanza”, osservando otto donne ricoverate in OBI.

Ad aprire i lavori, il dottor Paolo Groff, direttore del Pronto Soccorso e del Dipartimento di Emergenza e Urgenza, con una lezione di fisiopatologia attraverso un corso di ventilazione non invasiva.  “La partecipazione a questo importante appuntamento è stato un momento positivo per tutto il Pronto Soccorso di Perugia – ha sottolineato Groff – portando la nostra esperienza acquisita durante il periodo della pandemia, abbiamo avuto un’occasione di confronto con realtà diverse dalla nostra, ma anche una conferma della qualità del lavoro svolto in un periodo di massima crisi per tutti i Paesi”.

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