Ematologia: a Perugia nasce la nuova élite di medici scienziati

Ematologia: a Perugia nasce la nuova élite di medici scienziati
Nella foto: prof.ssa Maria Paola Martelli, dr. Francesco Zorutti e dr..sa Loredana Ruggeri

Un dottorato nazionale AIRC premia la ricerca medica umbra

PERUGIA, 17-02-2026 – Il polo sanitario del capoluogo umbro si conferma un centro per la medicina di precisione a livello nazionale. La Scuola di Specializzazione in Ematologia dell’Università degli Studi di Perugia, guidata con visione dalla professoressa Maria Paola Martelli, ha segnato un punto di svolta nel panorama della formazione scientifica. A partire dal nuovo anno accademico, l’Azienda Ospedaliera cittadina è diventata ufficialmente la sede di un prestigioso dottorato di ricerca di interesse nazionale in “Systems Medicine” (Medicina dei Sistemi). Il traguardo non è solo accademico, ma rappresenta un’iniezione di competenze cliniche avanzate che promettono di rivoluzionare l’approccio terapeutico ai tumori del sangue, come riporta il comunicato stampa di  Simona Panzolini, Ufficio Comunicazione, Stampa e Relazioni con il pubblico Staff Direzione Generale – Azienda Ospedaliera “Santa Maria della Misericordia” di Perugia.

Il cuore del progetto risiede nella formazione di una figura professionale ibrida e fondamentale: il “Physician Scientist”. Si tratta di medici che non limitano la propria attività alle corsie ospedaliere, ma che possiedono il rigore metodologico e le conoscenze molecolari per condurre ricerche di laboratorio capaci di generare cure innovative. In questo contesto d’élite si è distinto il dottor Francesco Zorutti, specializzando al termine del suo percorso a Perugia, selezionato tra i cinque vincitori su scala nazionale dopo una competizione serrata che ha visto partecipare oltre quaranta candidati. Il programma, coordinato dall’Università di Milano e dalla Fondazione SEMM con il sostegno di AIRC e Fondazione Cariplo, punta a rendere la ricerca traslazionale italiana competitiva sui mercati internazionali.

L’attività di ricerca del dottor Zorutti si integrerà perfettamente con i progetti già in essere presso l’Azienda Ospedaliera, lavorando in sinergia con un Investigator Grant coordinato dalla dottoressa Loredana Ruggeri. L’obiettivo scientifico è ambizioso quanto vitale: migliorare drasticamente i risultati del trapianto di cellule staminali ematopoietiche. Per farlo, il team perugino sta puntando tutto sull’immunoterapia adottiva. Lo studio si focalizza sull’impiego di linfociti T regolatori e, soprattutto, sulle rivoluzionarie cellule CAR-NK. Queste “sentinelle” biologiche sono in grado di individuare le cellule leucemiche residue e distruggerle, favorendo al contempo una ricostituzione immunitaria rapida che protegge il paziente dalla temibile malattia da trapianto contro l’ospite.

“Il nostro impegno è orientato a una trasformazione costante verso protocolli sempre più personalizzati”, ha commentato con soddisfazione la professoressa Maria Paola Martelli. La direttrice della struttura ha sottolineato come la presenza di un dottorato AIRC per la prima volta nell’ospedale perugino offra una piattaforma tecnologica e teorica multidisciplinare senza precedenti. Il percorso prevede scambi intensi con i laboratori dell’IFOM di Milano, dove medici, biologi e farmacologi collaborano per abbattere le barriere tra le diverse discipline. Questa contaminazione di saperi è l’unico strumento efficace per tradurre le intuizioni della ricerca in pratiche cliniche che possano effettivamente salvare vite umane.

La vittoria del dottor Zorutti e l’approdo di questo dottorato a Perugia dimostrano che, quando la qualità accademica incontra il supporto di grandi fondazioni come AIRC, il territorio può diventare un incubatore di eccellenza. Il giovane medico ricercatore ha recentemente condiviso l’entusiasmo per le sfide future, evidenziando come l’incontro con altri scienziati internazionali sia una spinta motivazionale fondamentale. Per l’intera comunità umbra, questo significa avere la certezza di accedere a percorsi di cura che rappresentano lo stato dell’arte mondiale.

I video

 

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*